Il Pd sia dei giovani

Siamo alla vigilia delle primarie, tornata elettorale che impegnerà il popolo del centro sinistra ed anche tutta quella parte della società civile che crede nel nascente PD. Antonio Piserà, Componente della direzione Provinciale del PDM, parlando del rapporto tra politica e giovani pare avere le idee chiare. «Ci risiamo – esordisce Antonio –, i giovani sono tirati in ballo per mera strumentalizzazione, ma a questi politici vorrei chiedere cosa hanno fatto per i giovani? In questi anni di stazionamento nello scranno del loro seggio del consiglio regionale, quali iniziative legislative e quali progetti sono stati messi in campo per portare la nostra regione in linea con le regioni europee nelle politiche giovanili? Quando penso alla classe politica, in particolare quella regionale, che parla di giovani e di politiche giovanili, indistintamente se di destra o di sinistra, mi viene in mente il Robert De Niro interprete del film “Gli Intoccabili”, con la sua memorabile battuta “solo chiacchiere e distintivo, chiacchiere e distintivo”». Ne ha per tutti il giovane Piserà, laureando in legge alla Magna Grecia di Catanzaro: «dal 2004 – afferma – sul sito del Consiglio della Regione Calabria, nella pagina “informagiovani”, c’è scritto “In attesa di poter sviluppare meglio questa sezione insieme a te, abbiamo cercato nel Web solo qualche indicazione utile per tentare di esserti di aiuto, Contattaci!”, questo la dice lunga sulle iniziative del Consiglio Regionale sulle politiche giovanili. Certamente va dato plauso al Presidente del Consiglio Regionale On. Giuseppe Bova, per aver sostenuto i giovani di Locri e la nascita del forum Forever, ma i giovani calabresi non sono solo quelli della locride e le politiche giovanili non sono solo il Forum». Piserà, prima di lanciare delle proposte, si cimenta in un’analisi compiuta e particolareggiata del mondo giovanile calabrese.
«Le politiche Giovanili spesso non rispondono alle reali esigenze dei destinatari, parte delle risorse poi, sono spese per finanziare eventi o progetti che lasciano il tempo che trovano. I giovani, tuttavia, costituiscono oggi un gruppo caratterizzato da un ritardato accesso all’occupazione ed alla fondazione di una famiglia, da frequenti avvicendamenti tra lavoro e studi, ma soprattutto da percorsi individuali molto più variegati che in passato. La scuola o l’università, il lavoro e l’ambiente sociale non svolgono più lo stesso ruolo integratore mentre la tanto agognata autonomia è acquisita sempre più tardi. Ciò si traduce spesso in un sentimento di fragilità, in una perdita di fiducia nei sistemi decisionali esistenti e in un disinteresse per la partecipazione alla vita pubblica. Non ci si identifica purtroppo nelle politiche pubbliche, concepite da e per persone più anziane e, quindi, una parte dei giovani si rifugia nell’indifferenza o nell’individualismo, mentre altri sono a volta tentati da modi d’espressione eccessivi, se non addirittura ai margini dei canali democratici. Una maggioranza di essi vorrebbe tuttavia influenzare le politiche, ma non ne trova i mezzi».
Ecco allora la proposta di un nuovo modo di fare politica, cogliendo la spinta del nascente PD, che per i giovani, prosegue Piserà, «deve diventare una sfida da cogliere subito, confrontandoci sin da oggi sulla nostra presenza nel nuovo – si spera – scenario politico». Lo stesso Prodi ha dichiarato infatti qualche giorno fa che «il Partito Democratico deve creare le condizioni affinché i giovani entrino con la loro specifica autonomia e siano in grado di competere sfidando se stessi, senza essere sponsorizzati dai potenti, è altresì necessario che i giovani partecipino attivamente al partito nuovo, per iniziare a lavorare al patto intergenerazionale, per preparare il passaggio di testimone ad una classe dirigente politica giovane che si formerà nel PD».
Proprio in questi giorni si sta assistendo all’avvelenamento dei pozzi della dialettica politica da parte di maggiorenti politici dell’ulivo, e di certo tutto ciò non giova a chiarire le idee e le prospettive del PD, ma su tali problematiche Piserà ha un’opinione carica di speranza. «Non dobbiamo permettere che il PD sia l’ennesimo partito nato a tavolino, perché deve essere il partito della gente vera, dei cittadini consapevoli di voler dare il proprio contributo per castrare la casta. Immagino un PD che sia il ritorno alla politica. Troppo spesso soluzioni facili e demagogiche si sono preferite all’affrontare la realtà. Il PD di certo sarà se non l’ultima, la più importante opportunità per il nostro territorio e il nostro futuro. Mi sento di chiudere facendo un appello ai giovani della nostra provincia e non solo, dicendo che la partecipazione popolare al PD – o meglio l’integrazione di nuove forze nel tradizionale tessuto politico, che possono e vogliono costruire, ma soprattutto contare – consentirà la produzione di risultati concreti, approcci e metodi innovativi, in sostanza la fine della crisi della democrazia».

Condividi l'articolo
Francesco Barritta
Francesco Barritta
Docente di lettere nella scuola secondaria, collaboratore storico della testata Tropeaedintorni.it, è giornalista iscritto all'albo professionale dell'Ordine dei giornalisti della Calabria, elenco pubblicisti.