Oncologia: continuano le proteste

Rotolo: «Le prospettive per i pazienti sono allarmanti»

Le rimostranze corrono sul web e lungo le strade cittadine

Il responsabile del movimento Francesco Rotolo

Continuano le rimostranze contro la chiusura del reparto di Oncologia dell’Ospedale di Tropea, pianificata dal Piano di rientro sanitario elaborato dal governatore Scopelliti. Da più parti si è levato un coro di indignazione per la paventata cancellazione di un polo la cui efficienza è stata più volte attestata sin dalla sua nascita. Nei giorni scorsi abbiamo conosciuto da vicino il comitato spontaneo sorto sulla scia del gruppo Facebook “No allo smantellamento dell’Ospedale di Tropea”, il cui rappresentante, Francesco Rotolo, è oggi tornato sull’argomento con dati piuttosto preoccupanti: «Andando a vedere da vicino i numeri presentati nel documento, destano una certa perplessità i criteri di ripartizione dei posti letto nell’intera regione. La provincia di Vibo Valentia sembra la più danneggiata, con una percentuale di posti letto per acuzie in base alla popolazione che dovrebbe essere indicativamente del 2,5 per cento, ma che, in realtà, è dell’1,45 per cento, a fronte del 2,47 di Cosenza, 2,29 di Crotone, 3,38 di Catanzaro e 2,34 di Reggio Calabria. Da questo emerge che l’unica provincia ad essere penalizzata è la nostra. Inoltre una tale ripartizione è, elaborata tenendo conto dei criteri di “appropriatezza clinica, organizzativa e di efficienza del processo produttivo”, ma non considera affatto le caratteristiche territoriali rappresentate dalla distribuzione della popolazione, dall’orografia e, soprattutto, dalle vie di comunicazione, la cui inefficienza è palesemente riscontrabile».

Proseguendo sul tema dell’appropriatezza, Rotolo snocciola altri dati: «Un altro fattore molto significativo  è il potenziamento dei posti letto in tutti i reparti oncologici della Calabria proprio in base ai predetti criteri, cui fa da contraltare l’inspiegabile cancellazione di Tropea, caso unico in tutta la regione».

Il responsabile verte poi l’interesse su un altro tema: «Un altro dato sensibile su cui concentrare l’attenzione è rappresentato dal cosiddetto “indice di fuga”: il D.R.G. 410, vale a dire il trattamento chemioterapico, che rappresenta il primo fattore di partenza dei pazienti verso strutture fuori regione. Una tale incidenza dovrebbe spingere la Sanità calabrese ad incentivare i malati a curarsi presso i centri locali, ma il Piano di rientro favorirebbe ulteriormente l’emigrazione degli interessati con la cancellazione dei nostri posti letto. Così agendo la Sanità calabrese ci andrebbe a perdere doppiamente: innanzitutto perché perde dei pazienti, e poi perché il costo del paziente che si cura, per esempio, in Lombardia, verrà addebitato comunque alla Regione Calabria».

Volgendo l’attenzione alle rimostranze, Rotolo preannuncia i programmi dei prossimi giorni: «E’ prevista per oggi un’opera di volantinaggio nei pressi del cimitero comunale, in concomitanza con le celebrazioni in onore dei defunti, per informare la popolazione su quanto sta accadendo. Nei prossimi giorni, invece, è in vista una manifestazione a carattere locale che si preannuncia già molto partecipata. Il corteo si sposterà nei giorni successivi a Catanzaro presso la sede della Giunta Regionale». Secondo le ultime indiscrezioni il sindaco Gaetano Vallone, che ha palesato il totale appoggio alla risoluzione del problema, potrebbe essere alla testa dei manifestanti.

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Alessandro Stella
Alessandro Stella

Scrittore, ha pubblicato i romanzi “La donna di Susa” e “Il pianto del monachello” per Pellegrini editore. Collaboratore della testata Tropeaedintorni.it, è giornalista pubblicista iscritto all’albo professionale dell’Ordine dei giornalisti della Calabria nell’elenco pubblicisti.