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Capo VaticanoBellezze di Calabria

Capo Vaticano
Un’immensa distesa di sabbia bianca, circondata da un’imponente scogliera, si immerge nelle limpide acque

di Concetta Schiariti

foto Salvatore Libertino

Tante piccole baie, una più bella e suggestiva dell’altra, fanno di Capo Vaticano un posto dove non ci si riesce ad annoiare. Con quindici chilometri di costa, il comprensorio regala, ai suoi numerosi villeggianti, la sensazione di essere ogni giorno in un posto diverso. Rapiti da uno strano mistero naturale, ci si lascia coinvolgere dalla particolarità  di ognuna. Denominata tra le cento spiagge più belle del pianeta, Capo Vaticano è una delle prime tre in Italia. “Quest’anno – spiega Giulia Russo, assessore al Turismo del Comune di Ricadi – si inizia con un evento straordinario. L’istituzione del Parco marino regionale che definisce e tutela le aree protette, perchè popolate da un ecosistema tra i più interessanti e rari del Mediterraneo”. Del resto, a fare un giro in barca, non si riesce a capire se l’occhio va diretto agli splendidi fondali, svelati dalle acque cristalline, oppure all’imperiosa e selvaggia scogliera che, puntualmente, si apre per dare spazio ad una nuova baia. Tra queste, quella di Santa Maria, un piccolo borgo Capo Vaticanodi pescatori, dove al mattino è facile imbattersi in  masciu Melu e don Pinu, i due anziani pescatori della zona. Fieri del proprio pescato, mentre raccolgono le reti, hanno il coraggio di raccontare storie infinite su improbabili avventure di mare. E magari a soffermarsi, anche, sulle fatiche per salire dagli abissi gli scogli usati per innalzare le pareti della Chiesetta della Madonna Lauretana. Ed ogni 15 agosto, vestiti a festa, trasportano, con le loro colorate barche in processione, la Madonnina, che attraversa, in lungo e in largo, le acque della baia, di fronte agli occhi increduli dei numerosi turisti in spiaggia. Giunti a Grotticelle, lo sguardo si perde. Un’immensa distesa di sabbia bianca, circondata da un’imponente scogliera, si immerge nelle limpide acque. Facendo lo slalom, tra le varie insenature, si scorgono le mitiche spiaggette. Tappa obbligatoria, dove il tempo si ferma. Qui, per fortuna, madre natura ha deciso che ci si può arrivare, esclusivamente, via mare. Gli unici a sentirsi a casa sono i gabbiani coi loro nidi sulle estremità degli scogli. Chi, tra loro, si sentì a proprio agio fu lo scrittore Giuseppe Berto, che scelse il Capo come  seconda dimora. A sua memoria, ormai da 20 anni, è stato istituito il Premio Letterario, che quest’anno ha visto il comune ricadese battezzare la stagione estiva con una kermesse culturale di alto livello. A guardare il comprensorio dall’alto, ci si sente baciati dalla fortuna. Nei pressi del faro, a strapiombo sul mare, si scorge il percorso panoramico che ti aCapo Vaticanoccompagna nella roccia, mentre lo sguardo si apre alle Isole Eolie. Qui, a ferragosto, accompagnati da una refrigerante bevanda, accolti negli splendidi localini di fronte, è struggente assistere alla vista del sole, che al tramonto si cala nella bocca dello Stromboli. Ma il tour impone di proseguire, e passare ad altra spiaggia e altra vita. Quindi, velocemente, si giunge al Tono e poi a Formicoli, lungo distese di sabbia miste a canne e scogli. Ed ecco, la suggestiva baia di Riace. Circondata da imponenti muraglioni di natura argillosa, si ha l’impressione di essere trasportati, nello spazio e nel tempo, in mezzo al deserto africano. “Nonostante il mare sia la principale fonte di ricchezza – continua la Russo – è necessario, per un turismo di qualità, coinvolgere i villeggianti, anche, in momenti di svago serale, che spaziano dalla cultura al divertimento”. Coi suoi numerosi paesini, che continuano a vivere tra il passato e l’incessante sviluppo turistico, la tradizione si sposta nel presente per trasformarsi in offerta turistica. Così, è facile imbattersi nelle tipiche sagre paesane, dove dai prodotti della terra si trova l’occasione per stare tutti insieme. A farla da padrone, ovviamente, la Sagra della ‘nduja a Spilinga e quella della cipolla rossa a Ricadi. “Quest’anno - continua la Russo – in sinergia con il comune di Spilinga, abbiamo deciso di dedicare tre giorni ad ogni sagra, e unirle per farne un unico momento di festa, che coinvolgerà dal 6 al 13 agosto i due paesini. Qui, a intrattenere i numerosi ospiti, i piccanti piatti a base di nduja seguiti dalla saporita zuppa di cipolla, preparata dai ristoratori del comprensorio. L’offerta, comunque, è varia e abbraccia tutta l’estate. A luglio, si parte con le “Giornate del Tango” che vorrebbero essere il preludio per crearne un vero e proprio Festival. Poi, per chi desidera, invece, un momento di maggiore serenità, le Chiese sono aperte al repertorio concertistico, che a settembre è, particolarmente, ricco. E infine, si chiude in bellezza con la seconda edizione della “Bella di Calabria”.

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