Intervista a Giorgio Centro, rappresentante a livello provinciale dei Socialisti di Zavettieri

 

L'attualità politica in questi ultimi giorni si mantiene ancora incerta ed in un clima di grande tensione in cui non si risparmia nessuna polemica e ogni partito politico è apertamente schierato. Abbiamo voluto incontrare Giorgio Centro, rappresentante del gruppo dei Socialisti che è venuto ad assumere ulteriore peso per l'adesione di due consiglieri e per il ruolo importante che svolge a sostegno dell'amministrazione.

 

di Francesco Apriceno

foto Salvatore Libertino

 

Ci risulta che Lei ha rinunciato all'assessorato pattuito, favorendo la nomina del consigliere e segretario dello Sdi, Pasquale Vasinton. Questo gesto ci sembra avere una certa valenza politica in  quanto anticipa la discussione sul progetto di Unità Socialista in cui lei crede.

 

Sia il Congresso nazionale che quello provinciale hanno deliberato l'adesione al progetto dell'Unità Socialista. Noi miriamo a creare un soggetto politico, non una riunione, un revival di vecchi socialisti, bensì un soggetto nuovo, aperto alle nuove generazioni, che sappia trattare problemi concreti e sia  aperto a tutti i riformisti. Ovviamente, nel far questo, ho avuto modo di incontrarmi con Pasquale Vasinton, persona che stimo molto. A prescindere da quale tessera socialista abbia, crediamo entrambi nel progetto di Unità Socialista che si concretizzerà a partire dalla Calabria in questi giorni. Abbiamo già partecipato, venerdì scorso a Lamezia, ad una riunione, alla presenza dei segretari provinciali e regionali dello Sdi e dei Socialisti Italiani ed i consiglieri regionali di entrambi i gruppi. Abbiamo deciso di organizzare una grande manifestazione in Calabria il 2 Luglio che vedrà presenti i segretari nazionali dei due partiti, Zavettieri e Boselli. Il via sarà dato il 21 a Roma, con una prima riunione della Costituente Socialista. Perciò non è stato difficile per noi indicare, per quanto ci è stato possibile, l'inserimento di Vasinton nella maggioranza e nella giunta, rinunciando anche a qualcosa che obbiettivamente ci spettava secondo quanto pattuito. Infatti, oltre alla questione politica che ci lega, è una questione di opportunità e di aiuto che vogliamo dare a quest'amministrazione, ritenendo che Pasquale Vasinton sia una persona che ha la determinazione e le competenze giuste per poter affrontare alcuni problemi.

 

Alla luce dei nuovi sviluppi politici, tra cui l'adesione di due consiglieri al partito che rappresenta, come si colloca il suo gruppo all'interno della maggioranza, essendo giunto ad assumere un certo peso politico?

 

Noi sicuramente non ci misuriamo con nessuna forza politica perché  non è il momento adatto. Una forza politica si misura in quella che è una gara naturale in politica, vale a dire la campagna elettorale e le elezioni. Noi vogliamo dare un aiuto a questa amministrazione che ne ha bisogno per diversi motivi. A dire il vero, c'è stata qualche carenza nell'affrontare determinati problemi e nell'essere leggeri, ma molto deriva dalla situazione interna al palazzo municipale dove si sta tentando di rimettere a posto vari settori. Molti problemi  sono un’eredità degli anni passati, che si sono trascinati fino al presente e oggi vengono alla luce, per cui un'amministrazione, già in difficoltà di per sé, si è ritrovata, dopo due mesi, a non trovare più nella sua maggioranza degli elementi giudicati validi per lo scenario politico locale: tra gli altri, l'ex vicesindaco Macrì che deteneva alcune deleghe importanti ed una certa libertà di operare. Perciò quest'amministrazione ha dovuto affrontare anche tali emergenze. Noi riteniamo che quando l'elettorato consegna un mandato ad un'amministrazione, questo deve essere portato a termine; i risultati ed i conti si fanno alla fine. Se un'amministrazione viene eletta e dopo pochi giorni o mesi si ritiene che debba ritirarsi, siamo in presenza di un fatto altamente anti-democratico che ultimamente, purtroppo, è di moda. Ricordo le polemiche e le esortazioni a ritirarsi rivolte all'amministrazione precedente sin dal suo insediamento: alla fine qualcuno è riuscito a indurla alle dimissioni. Non si possono svolgere elezioni a distanza di pochi mesi e far sì che accadano tali fatti.

 

Il suo partito è stato tra i primi ad esprimersi con un manifesto. Cosa ne pensa di quest'eccesso, che ci sembra manifestare l'assenza di un dialogo costruttivo?

 

Noi abbiamo voluto esprimerci. Siamo sostanzialmente contrari a parlare tramite manifesti, ma l'abbiamo fatto in un certo periodo dell'anno, in un momento particolarissimo, cioè quando era stato messo in atto un vero e proprio ribaltone, una spallata a quest'amministrazione che il 30 marzo ha rischiato seriamente di cadere. Se ciò non è successo lo si deve soprattutto ai Socialisti che non si sono prestati a determinate azioni, ma hanno voluto rivolgere un appello al Sindaco ed alla maggioranza e, nel frattempo, anche a tutte le forze politiche della città perché riteniamo che una città come la nostra, seppur con forti difficoltà, ha grandissime potenzialità che possono essere sfruttate grazie ad un discorso di organizzazione, programmazione sostenuto da tutte le forze politiche. Pertanto, ci siamo chiesti, in quel determinato momento, quale sarebbe dovuta essere la funzione dei partiti ed allora abbiamo tentato di organizzare un tavolo, riuscendoci in parte, in cui invitare tutte le forze politiche, specialmente quelle di centro-sinistra, a camminare tutti in una certa direzione che doveva essere la risoluzione dei problemi di Tropea che oggi si mettono ancor più in evidenza, anche in seguito a queste affissioni di manifesti. Analizzando gli ultimi manifesti, direi che quello del gruppo di minoranza,con capo firmatario Alfonso Del Vecchio, era solo un atto d'accusa nei confronti del Sindaco, dal mio punto di vista, anche sotto l'aspetto personale e non solo politico. Il secondo atto d'accusa è stata una vignetta del gruppo autonomo “Identità in Progress..” che mette in cattiva luce la città agli occhi dei turisti. Infatti, chi all'inizio della stagione vuole mettere in cattiva luce non soltanto l'amministrazione, ma anche la città, va contro quelli che sono gli interessi della comunità.

 

E dei manifesti firmati da un Comitato di Cittadini e dall' ASCOT cosa ne pensa?

 

Io principalmente scommetterei che per tutti i manifesti affissi c'è dietro l'input delle stesse persone. Riguardo a quello del Comitato di cittadini, direi che chiunque abbia qualcosa da dire si può esprimere nelle sedi preposte.

Il manifesto dell'ASCOT mi induce a riflettere. Innanzitutto riconosco l'importanza dell'associazione dei commercianti per una cittadina come la nostra che vive di turismo. Il loro discorso sembra però essere preconfezionato perché intanto rappresenta solamente una minima parte dei commercianti di Tropea e non rappresenta neanche tutte le categorie. Si sono prodigati a nominare un presidente ed un consiglio di amministrazione. Alla luce dei fatti e del loro discorso, non vorrei che la loro sia un'operazione politica che tenda a raggiungere determinati scopi, ma spero che sia un'associazione che voglia confrontarsi e contribuire a risollevare le sorti di Tropea. Ritengo però che tutti i commercianti si debbano impegnare a rispettare le regole; io abito nel centro storico e vedo come operano alcuni commercianti. Il commercio a Tropea ha bisogno di essere disciplinato e regolarizzato.

 

Il prossimo consiglio comunale presenta 26 punti all'ordine del giorno. Come pensa che si possa affrontare una situazione di questo genere?

 

In effetti, tutti quei punti rischiano di rallentare molto il lavoro del consiglio comunale. Spero che ci sia la volontà di favorire la fluidità di trattazione degli argomenti, sempre sperando che la minoranza si ponga con un atteggiamento collaborativo, perché finora ha fatto molto ostruzionismo.

 

Quali saranno i punti sui quali il suo gruppo si soffermerà maggiormente?

 

Ancora non ne abbiamo discusso. Ci dobbiamo incontrare e decidere come portare avanti il Consiglio Comunale. Sicuramente ci sono fatti importanti sui quali bisogna prendere posizione, anche se la nostra posizione è essenzialmente quella di tutta la maggioranza. Noi abbiamo una nostra autonomia dal punto di vista politico e decisionale, fermo restando che collaboriamo attivamente con tutto il gruppo di maggioranza. Ci adeguiamo a quelle che sono le decisioni del gruppo, tranne nel caso in cui fossimo in presenza di interessi particolari, situazione a cui i Socialisti si opporranno sempre.

 

Condivide la decisione di procrastinare al 29 l'attesissimo incontro con i cittadini che il Sindaco stesso ha indetto?

 

In genere sono a favore del confronto e nella mia carriera di politico cerco sempre di confrontarmi con le persone. Da amministratore ho sempre cercato il confronto, anche con il singolo cittadino. Però ritengo che l'amministrazione abbia comunque  azzardato un po' a promettere un incontro di questo genere. Infatti, con il clima che c'è nella nostra città, in quest'incontro sicuramente verranno strumentalizzate molte situazioni e può succedere di tutto. Un Sindaco, un'amministrazione non può mettersi nella condizione di dover sostenere un dibattito pubblico che può diventare una corrida. Non c'è la serenità in questo momento per poter discutere di determinati argomenti.

 

Cosa ci vuole dire della smentita del consigliere De Monte che, secondo le notizie, aveva aderito al gruppo dei Socialisti?

 

Noi sicuramente non siamo quelli che diamo false notizie. D'altronde la notizia era stata data dallo stesso De Monte. Io l'ho ribadita in un secondo momento.  Noi innanzitutto siamo una forza politica, che, seppur piccola, rappresenta una voce importante all'interno del centrosinistra che  dice le cose in modo chiaro e schietto. Dunque, ritengo che la smentita non sia stata per volontà dello stesso De Monte, ma evidentemente può aver ricevuto pressioni per abbandonare l'intento. Sono soddisfatto comunque dell'adesione al nostro partito dei consiglieri di maggioranza Il Grande e Giannetta.

 

Ritiene che gli altri due consiglieri abbiano subito delle pressioni analoghe?

 

Le avranno ricevute, però, evidentemente, avevano la convinzione delle proprie scelte.

 

A livello provinciale, come si sta muovendo il gruppo dei Socialisti?

 

Noi molte volte veniamo quasi censurati da certa stampa, non abbiamo la possibilità di poterci esprimere, forse perché diciamo determinate cose. Siamo entrati nel centrosinistra, volendo fornire un aiuto. Sicuramente abbiamo fortemente criticato la gestione del centro-sinistra, specialmente a livello provinciale. La nostra provincia rischia infatti la bancarotta e questa situazione non si spiega bene. Ad esempio tra i mutui c'è quello contratto con il credito sportivo per 40 milioni di euro, senza avere in tutta la provincia un impianto sportivo adeguato. Vorremmo capire come sono stati spesi tutti i soldi destinati a certi tipi di investimento, compresi quelli per la protezione civile. Possiamo analizzare tali questioni, confrontarci, ma questa possibilità non ci viene data.

Molti non cercano il dialogo con noi perché ritengono che siamo poco rappresentativi, ma per noi parlano i risultati. Siamo un partito sì piccolo, ma che proviene da due partiti (una parte del Nuovo Psi che era a centro destra, l’altra il movimento Socialismo è Libertà che, ricordiamo, ha contribuito con cinquemila voti all'elezione dell'attuale giunta provinciale). A questi due si è unita la lista di Vito Pitaro, che è un nostro dirigente provinciale che ha totalizzato circa tremila voti.

La questione socialista alla provincia è sempre aperta e non si è mai voluta affrontare. Noi non puntiamo ad amministrare la provincia nel modo in cui  è amministrata ora, ma ci teniamo a far sentire la nostra voce  e ci deve essere data la possibilità, così come viene data agli altri.

 

Come valuta la proposta del Pdm di creare un nuovo soggetto politico?

 

 Ho letto la notizia sul giornale. Noi siamo contrari ad una tale operazione.

 

 

Redazione gazzettino 
    di Tropea e dintorni

 

 

    www.tropeaedintorni.it        19 giugno 2007