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Tropea - Progetto comunitario “City to City”Progetto comunitario “City to City”
Coinvolti i Paesi che accolgono gli immigrati  e Paesi da cui provengono
Agli ospiti provenienti dai diversi paesi europei l’opportunità di visitare Tropea uno dei posti più belli della provincia

di Caterina Pandullo
foto Salvatore Libertino

E’ stata scelta  la panoramica sala consiliare di palazzo S. Anna per ospitare i due giorni di lavoro  dei rappresentanti italiani e dei partner stranieri che hanno condiviso l’importante progetto comunitario “City to City” di cui la regione Calabria ha svolto il prestigioso quanto complesso ruolo di capofila. E la scelta della capitale del turismo calabrese quale sede degli incontri è stata motivata anche dal desiderio di offrire agli ospiti provenienti dai diversi paesi europei l’opportunità di visitare uno dei posti più belli, valorizzando quell’immagine positiva della nostra regione che solitamente non trova posto sui media, maggiormente attenti alle negatività.  Il progetto cofinanziato attraverso lo strumento comunitario Interreg III C Sud  è finalizzato a ottimizzare le opportunità di integrazione economica e sociale dei migranti  nelle nostre società in continua evoluzione dove, sottolinea una nota, “con l’arrivo di nuovi cittadini si apre un ventaglio di opportunità di cui dobbiamo usufruire”.  Il progetto ha coinvolto Paesi che accolgono gli immigrati  e Paesi da cui provengono. Tra i primi, oltre all’Italia, figurano la Svezia, la Germania, l’Inghilterra e  la Spagna; tra i secondi  la Lituania e la Turchia. L’Italia è stata rappresentata dal Veneto, dalla Calabria e dalla Sicilia dove il fenomeno migratorio può essere analizzato sia in entrata che in uscita. E’ stato studiato il Tropea - Progetto comunitario “City to City”fenomeno delle migrazioni internazionali nel contesto europeo con l’indicazione dei percorsi migratori e sono stati esaminati i modelli urbani più rappresentativi per creare strumenti di pianificazione e gestione della diversità culturale. Il responsabile del progetto, l’ingegnere Pasquale Parisi della regione Calabria, ha evidenziato che l’iniziativa “comporta un impegno dinamico  nel riconoscimento dei vari valori e vuole instaurare un dialogo paritario tra le culture, creare dei rapporti  e costruire un progetto comune di convivenza democratica, in cui i diritti siano alla portata di tutti e in cui anche i doveri civili possano essere richiesti a tutti”. In ognuno dei Paesi aderenti sono stati lanciati progetti pilota,tutti rientranti in unico progetto che coinvolge  56 organismi diversi. In particolare la Calabria, quale capofila del partenariato, si è occupata, tra l’altro, della tempestiva comunicazione e divulgazione delle attività compiute e dei risultati ottenuti; inoltre ha promosso la realizzazione di un corso di formazione online destinato ad operatori del settore socio.-sanitario per fornire strumenti amministrativi e manageriali per una migliore accessibilità dei servizi ad un pubblico culturalmente eterogeneo  Preparato  anche insieme al Veneto un forum tematico  e un corso per l’apprendimento della lingua italiana. Tra i temi trattati nei vari convegni organizzati, ben   tre a Bruxelles e uno a Valencia, a Venezia e  a Istambul, di particolare rilievo quello di Valencia  riguardante  la figura del mediatore culturale quale strumento indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi. A differenza del mediatore linguistico che si limita a  tradurre il senso letterale delle parole, egli comprende il reale significato delle espressioni secondo gli usi, i costumi, le tradizioni il bagaglio culturale di cui gl’immigrati sono portatori riuscendo a gestire i conflitti derivanti da incomprensioni culturali.

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