A ciascuno il suo: “Liberiamo Tropea”

Verso le elezioni comunali. Tutti a casa!

Il fallimento politico della città, seguito all’era del Sindaco Gaetano Vallone, è sotto gli occhi dei cittadini ma tutti i politici del passato mostrano l’urgenza di ricandidarsi

Il 4 marzo 2018 gli italiani hanno decretato la sconfitta del berlusconismo anche nella sua versione giovanilistica: il renzismo. La palma della vittoria è nelle mani di coloro che hanno abbandonato lo zainetto indossando la cravatta e di quelli che al doppiopetto con camicie cifrate preferiscono le felpe con le scritte colorate. L’Italia è al nord verde, al centro rosso relativo e al Sud gialla.
Entro fine 2018 anche Tropea andrà alle urne quando forse si sarà formato un governo Lega- M5Stelle che per cinque anni ha fatto vera opposizione non consociativa.
Il fallimento politico della città, seguito all’era del Sindaco Gaetano Vallone, è sotto gli occhi dei cittadini ma tutti i politici del passato mostrano l’urgenza di ricandidarsi alle elezioni comunali. Ma perché, se loro hanno governato così bene, Tropea è ridotta così male? I cittadini e gli operatori economici mancano di punti di riferimento legittimati dal voto popolare che possano dare loro risposte sulle vie di comunicazione, sul decoro urbano, sull’accessibilità delle spiagge, sul traffico cittadino , sugli eventi estivi, sull’efficienza del servizio idrico, sulla funzionalità della depurazione, sul potenziamento della raccolta differenziata con relativo calo della tariffa per chi la fa correttamente, sul completamento delle sedi scolastiche, sulla facilitazione burocratica per gli operatori turistici, sul rafforzamento del sistema portuale, sui servizi sanitari cittadini, sulla salvaguardia del litorale marittimo…
Le elezioni politiche nazionali, contrapponendo il nuovo sconosciuto all’usato inaffidabile, hanno consegnato una poderosa richiesta di cambiamento vero bocciando non solo la vecchia politica conclamata ma anche coloro che si erano travestiti dietro una faccia fintamente nuova per continuare nelle pratiche d’antiquariato. Gli elettori nelle urne nazionali hanno emesso un ruggito che è probabile si ripeta anche in quelle comunali: TUTTI A CASA!

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