“Abbasso la mafia”, scritto da Teramo e Carchidi

C.S, Laboart Tropea

In scena i piccoli attori bravi a rendere vive le sfaccettature di un testo

LaboArtTropeaIl teatro è un turbine di sensazioni ed emozioni che, se prestate al pubblico, riescono a creare un’onda devastante. LaboArt Tropea, giunta al suo sesto anno di vita, è riuscita nuovamente a disegnare emozioni nella serata che consacrava i suoi allievi di teatro, impegnati in una serata basata proprio sul concetto più calzante per chi vive il teatro: La Metamorfosi.
Ad aprire la serata “Abbasso la mafia”, scritto da Maria Grazia Teramo e Francesco Carchidi e liberamente tratto da un testo di Marco Rizzo; a portarlo in scena i piccoli attori dell’associazione bravi a rendere vive le sfaccettature di un testo che fa emergere come un bambino sia molto più in grado di comprendere quanto inutile sia il sistema mafioso.
“Voci d’Albero” di Silvia Roncaglia ha chiuso la serata. Immerso nelle atmosfere magiche del primo libro delle Metamorfosi di Ovidio, il testo narra magistralmente i miti greci più significativi.
Dal caos, alla creazione dell’universo, così perfetto da non poter essere in difetto; dalla creazione, infatti, nacque anche l’uomo, croce e delizia del mondo, di cui sprezzante ed egoista si fece padrone. L’ira di Zeus portò la morte alla razza umana che rinacque dai sassi lanciati da Deucalione e Pirra, due umili naufraghi risparmiati dal signore del cielo. Da quei sassi presero vita Filemone e Bauci due vecchi pastori della Frigia che hanno fatto dell’amore e dell’ospitalità stile di vita. I vecchi, che avevano accolto il pubblico nella loro dimora a inizio spettacolo, narrano la loro buffa storia che li ha visti accogliere due viandanti stanchi, come nel loro costume. I viandanti stanchi, scacciati da mille e più case, erano dei scesi in terra per vedere come si comportava la nuova umanità e vollero premiare i vecchi, trasformando la loro dimora in un tempio e concedendo alle loro vite un’identica durata.
La serata ha riservato ancora una sorpresa al pubblico, con il lancio ufficiale della seconda edizione della rassegna teatrale “Teatro d’aMare”; il festival verrà ospitato quest’anno dal Teatro del Porto e raddoppierà le sue date; gli appuntamenti saranno infatti otto a differenza dello scorso anno, quando erano stati quattro gli appuntamenti taetrali portati sulla scena.
A organizzare la rassegna al fianco di LaboArt sarà il Libero Teatro, compagnia nata diciassette anni fa a Cosenza dal genio artistico di Max Mazzotta, che sarà il direttore artistico della kermesse.
Principale filone tematico del festival sarà la nuova drammaturgia calabrese che conta tante eccellenze, spesso sottovalutate, ma grandi dal punto di vista artistico.
La rassegna si aprirà il 23 luglio con “Prove Aperte”, scritto e diretto da Max Mazzotta, e si chiuderà il 27 agosto con “Patres” scritto e diretto da Saverio Tavano.

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Salvatore Libertino
Salvatore Libertino

Fotoreporter, editore e proprietario della testata Tropeaedintorni.it, è giornalista pubblicista iscritto all’albo professionale dell’Ordine dei giornalisti della Calabria nell’elenco pubblicisti.