Alle radici, ci sono sempre i martiri

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Alle radici, ci sono sempre i martiri. Domani, domenica 15 ottobre, proclamati Santi 30 martiri brasiliani.

Domenica 15 ottobre Papa Francesco, assieme a cinque altri beati di Messico, Spagna e Italia, canonizzerà i 30 martiri del “Rio Grande do Norte” del Brasile, uccisi in odio alla fede nel 1645; ma erano di più. Del numeroso gruppo di martiri, il postulatore è riuscito ad identificarne 30, tutti gli altri, tra cui anziani e bambini, sono rimasti anonimi. – Oggi la fede cattolica in Brasile è fiorente, nonostante i tanti ostacoli che derivano dalla diversità di  etnie e culture. Ma alle radici della fede si trovano sempre i martiri, il cui sangue – come diceva Tertlliano agli inizi del cristianesimo – è seme di muovi cristiani.

I trenta martiri
♦ Si tratta di André de Soveral, di Ambrosio Francisco Ferro, sacerdoti diocesani, e del laico Mateus Moreira, uccisi il 16 luglio 1645 e il 3 ottobre 1645 “in odium fidei” insieme ad altri 27 compagni.
♦ Sono conosciuti come i protomartiri “do Rio Grande do Norte”, uccisi durante una strage provocata da soldati calvinisti olandesi in piena epoca coloniale. [I calvinisti erano cristiani protestanti]
♦ Dei trenta martiri uno era portoghese, uno spagnolo e uno francese. Gli altri 27 martiri erano tutti nati in Brasile e sono i primi martiri brasiliani. Furono beatificati da papa Giovanni Paolo II nell’Anno Santo 2000, che coincideva con il 500° anniversario dell’evangelizzazione del Brasile.
Padre André de Soveral nacque a Sao Vicente, Brasile, verso il 1572. All’età di 21 anni, entra nella Compagnia di Gesù (gesuiti) e impara durante il noviziato la lingua degli indigeni.
Nel 1606 compie un viaggio nel territorio della tribù indigena dei Pitaguary (o Potiguaras), durante il quale battezza varie persone. Uscito dalla Compagnia, diventa nel 1614 parroco della parrocchia della Madonna della Purificazione (o delle Candele), a Cunhau, nello Stato Rio Grande do Norte.
In quell’epoca, il territorio era sotto dominio olandese e quindi calvinista. Domenica 16 luglio 1645, mentre sta celebrando la Messa, soldati olandesi, accompagnati da indigeni, entrano nella chiesa e uccidono il sacerdote e quasi tutti i fedeli.

Il sacerdote Ambrosio Francisco Ferro, di origini portoghesi, è parroco della seconda parrocchia del Rio Grande do Norte, quella di Nostra Signora della Presentazione nell’attuale capitale dello Stato, Natal.
Preoccupati per il massacro avvenuto a Cunhau, i cattolici di Natal cercano di nascondersi, ma invano. Vengono infatti scovati dallo stesso gruppo di soldati olandesi ed indigeni, che li catturano e li portano a Uruaçu, dove vengono brutalmente torturati e infine uccisi.
Uno di loro, Mateus Moreira, al momento dell’esecuzione — gli fu strappato il cuore dalla schiena –, proclama la sua fede nell’Eucaristia, gridando: “Lodato sia il santissimo Sacramento!”.
Di tutto questo gruppo di martiri, il postulatore è riuscito ad identificarne 30, tutti gli altri, tra cui anziani e bambini, sono rimasti anonimi.
L’attuale diocesi di Natal fu eretta nel dicembre 1909 con la bolla “Apostolicam in Singulis” di papa Pio X.  Nel febbraio 1952 è stata elevata a rango di arcidiocesi da Pio XII con la bolla “Arduum Onus”. Ha una superficie di 25 153 km² (quindi di poco più grande della Regione Lombardia), con 1.743.670 cattolici su una popolazione di 2.051.376 abitanti. Le parrocchie sono 105.
(fonte: zenit.org, 4 ottobre 2017 – pdm).

Brasile – I trenta protomartiri “do Rio Grande do Norte”, uccisi in odio alla fede durante una strage provocata da soldati calvinisti olandesi in piena epoca coloniale. Padre André de Soveral, Padre Ambrosio Francisco Ferro, sacerdoti diocesani, e il laico Mateus Moreira, furono uccisi il 16 luglio 1645 e il 3 ottobre 1645 insieme ad altri 27 compagni.
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