Ancora sui bagni chimici

Lettera firmata

“Accettare/subire rappresentando il male minore”. “Purtroppo occorre rilevare, con grande rammarico, come non tutti i nostri commercianti abbiano un marcato senso dell’ospitalità”

Gruppo Consiliare Forza Tropea Il Capogruppo Avv. Giovanni Macrì
Gruppo Consiliare Forza Tropea
Il Capogruppo
Avv. Giovanni Macrì
Giudicando la vicenda molto più importante di quanto possa apparire causa l’ironia che l’ha circondata, ho valutato, alla luce di taluni giudizi espressi sul web, di doverci ritornare per un’ultima volta.
Nel ribadire il mio giudizio tutt’altro che lusinghiero sul modo con cui la maggioranza ha affrontato il problema, voglio rispondere ad alcune critiche e, al contempo, fare una proposta concreta.
Alcune persone, per la verità assai poche, sostengono che alla criticità andava data una risposta, ragion per cui il discutibile intervento sarebbe comunque da accettare/subire rappresentando il male minore.
Effettivamente, il problema esiste, tuttavia ritengo che la formula adottata dal Comune sia incompatibile con una città che vive di turismo, che si propone a capitale del turismo fregiandosi del titolo di “Perla del Tirreno”, e che, quindi, dovrebbe (DOVREBBE!) possedere un’innata cultura dell’ospitalità e dell’accoglienza. La carenza oggettiva di servizi andava, dunque, a mio giudizio, affrontata in tutt’altro modo, giammai con estemporanei e goffi interventi tampone che ci espongono al dileggio dei turisti. Penso, infatti, che questi servizi di infima qualità, di fatto, favoriscono un turismo altrettanto misero e di bassa lega che offende quella Tropea che orgogliosamente rivendica nel territorio vibonese la sua natura e le sue tradizioni nobili ed aristocratiche. Tropea non è un comune qualsiasi!
Purtroppo occorre rilevare, con grande rammarico, come non tutti i nostri commercianti abbiano un marcato senso dell’ospitalità e, cosa assai più grave, come non sempre le loro attività siano dotate di servizi igienici adeguati rispetto all’utenza che vanno a servire. In altri termini, e rispondo alle critiche, i bagni pubblici non devono sopperire alle manchevolezze ed all’inadeguatezze di alcuni pubblici esercizi dovendo avvenire, semmai, specie in una località come la nostra, l’esatto contrario. All’osservazione, poi, se sia meglio assistere a gente che urina per strada, replico con l’ovvia considerazione che le persone incivili e maleducate, sicuramente, persevereranno nelle loro abitudini ripugnanti a prescindere dal servizio mobile offerto. Diversamente obiettando arriveremmo a giustificare la reintroduzioni dei cassonetti per i rifiuti urbani rammentando, però, che anche a quell’epoca esisteva una minoranza che posava, o per meglio dire gettava, l’immondizia per strada. Con questo voglio solo dire che la maleducazione e l’inciviltà purtroppo esistono e non si combattono con misure nocive al decoro urbano ed alla comunità ma con interventi appropriati, consoni al valore e alla millenaria storia di un territorio, ricorrendo, se necessario, a dure forme di repressione a 360 gradi.
Passo, dunque, alla proposta che è composita.
Nel nostro programma – l’unico degno di questo nome – avevano affrontato la problematica in modo concreto con la previsione di una serie di aree da concedere ai privati per realizzare dei chioschi con annessi servizi igienici aperti al pubblico (ad es. pineta, area dismessa stazione ferroviaria). Tale iniziativa, certamente attuabile, potrebbe sommarsi ad un intervento di supporto come quello suggerito dalla FIAVET (Associazione delle imprese turistiche della capitale) ossia maggiori controlli sull’efficienza delle attività commerciali, quindi sgravi ed aiuti a quelle che, per ubicazione (centro storico), mettono i loro servizi igienici a disposizione di un gran numero di turisti anziché dichiararli guasti. Infine, e chiudiamo il cerchio, l’amministrazione potrebbe concentrare le risorse finanziarie disponibili sui bagni pubblici esistenti (mercato ortofrutticolo) che potrebbero essere gestiti h24 da una cooperativa sociale di tipo b così da offrire il servizio e, contestualmente, creare occasioni per l’occupazione lavorativa di soggetti svantaggiati.
Con questo post, nell’auspicare un ravvedimento della maggioranza quanto meno sull’elemento d’arredo collocato in adiacenza all’Episcopio, “cesso” per il momento le ostilità sulla questione.

Gruppo Consiliare Forza Tropea
Il Capogruppo

Avv. Giovanni Macrì

Condividi l'articolo