Ascensione e vento contrario

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

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Ascensione
e vento contrario.

Nell’Ascensione il Signore Gesù fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio: aveva terminato la sua missione e ora l’affidava ai suoi discepoli. Ma ha preannunziato loro contrarietà e persecuzioni, che in questi nostri giorni, sono sotto gli occhi di tutti. – Ma sarà proprio questo vento contrario a favorire lo slancio missionario degli apostoli ieri  e oggi della Chiesa. – L’aquilone si alza nel cielo solo quando c’è un buon vento, anche e soprattutto se contrario.

 Dal Vangelo secondo Marco (16,15-20)
In quel tempo, Gesù apparve agli Undici e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

E’ un flusso di aria a spingere l’aquilone verso l’alto e a muoversi nel cielo.
Lungo la spiaggia del mio paese me la godevo un mondo a far volare l’aquilone, a trattenerlo perché la violenza del vento contrario non me lo strappasse addirittura di mano.
Di tanto in tanto il vento si calmava ed era la sconfitta per l’aquilone che perdeva quota fino a picchiare e a sbattere sulla spiaggia.
Per fargli nuovamente riprendere il volo era necessario l’arrivo di nuovo vento da offire all’aquilone in direzione contraria.
Ora, a chi mi confida le sue pene, ricordo che l’aquilone, grazie al provvidenziale vento contrario, può riprendere il volo e penetrare il cielo.
(P. Andrea Panont, O.C.D. su Zenit.org, 15 maggio 2015).

Papa Francesco, con rara sensibilità, ha voluto offrire ai poveri, invitati in prima fila, la possibilità di una ascensione dell'anima e dell'intera persona attraverso la bellezza della musica, con un grande Concerto, organizzato per loro  per loro e finalizzato alle opere di carità.
Papa Francesco, con rara sensibilità, ha voluto offrire ai poveri, invitati in prima fila, la possibilità di una ascensione dell’anima e dell’intera persona attraverso la bellezza della musica, con un grande Concerto, organizzato per loro per loro e finalizzato alle opere di carità.
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