Ascensore di Largo Galluppi*

Come ricorderete sono più volte intervenuto sull’argomento per evidenziare: A) come sul finanziamento penda ancora la spada di Damocle rappresentata dal procedimento tutt’ora pendente presso il TAR Calabria (ricordo che sia il TAR che il Consiglio di Stato si sono espressi solo sull’istanza di sospensiva) il cui esito, se negativo, comporterebbe il venir meno della copertura finanziaria e, conseguentemente, l’obbligo per il Comune di far fronte agli impegni economici con fondi propri; B) i problemi di progettazione che hanno comportato un lungo fermo dei lavori con conseguente dilatazione dei tempi di consegna.
A queste problematiche di non poco conto si è aggiunto di recente un terzo intoppo, forse ancor più grave, che arrecherà al Comune un ingentissimo danno economico e di immagine. Molto riassuntivamente: l’appalto è stato affidato all’attuale ditta esecutrice dei lavori (se non erro la ditta Restuccia) in pendenza del ricorso al TAR Calabria presentato da un’altra ditta che ha lamentato gravi illegittimità relative alla procedura di appalto: l’illegittima l’esclusione di una busta. Il Comune di Tropea, se non erro è la prima volta nella storia, dà inizio ai lavori in pendenza del ricorso. Sennonché è successo che il TAR Calabria abbia dato ragione – nel merito – alla ditta ricorrente che oggi, i virtù della sentenza del TAR, è la reale ditta vincitrice della gara di appalto. La cosa comporterà, ovviamente, gravissime ricadute economiche per le casse comunali nonché una dilatazione dei tempi di consegna dell’opera.
Ancora una volta, grazie all’UTC, la Città di Tropea pagherà danni per diverse centinaia di migliaia di euro nonché disservizi (la chiusura, quantomeno di un senso di marcia, della strada della marina) che rischiano di minare la già fragile economia locale.

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