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Asp, attivato un nuovo servizio

L’Adet provinciale ringrazia il Dg Curia “per la sensibilità dimostrata”

Presso l’Urp la dichiarazione per l’espianto degli organi

Rubens Curia, manager dell'Asp di Vibo Valentia

E’ finalmente disponibile, anche nella nostra provincia, lo sportello per la registrazione delle dichiarazioni di volontà per la donazione degli organi. A dicembre era stata data notizia dell’apertura e da pochi giorni il servizio è stato reso operativo presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico situato nella sede dell’Azienda Sanitaria Provinciale. Chiunque, e c’è da augurarsi che siano davvero tanti, recandosi all’ufficio in via Dante Alighieri potrà ricevere dettagliate informazioni e decidere se compilare il modulo per l’espianto degli organi. L’apertura di questo punto informativo e di raccolta dati avviene in ritardo, nel senso che si tratta di un servizio che nel vibonese andava garantito da diversi anni. Già nel 2000, un gruppo di pazienti riuniti in un’associazione aveva intrapreso un’azione di sprone nei confronti delle autorità sanitarie per farlo attivare in applicazione della legge 91 del 1999. In quell’occasione, per una serie di motivi e di manchevolezze, la cosa si era arenata e la provincia di Vibo Valentia era rimasta una delle poche in Italia che fino a pochi giorni fa era ancora priva di questo servizio, per molte persone importantissimo per non dire vitale. Un ruolo decisivo nel sollecitare e dare imput per la realizzazione dello sportello lo ha avuto l’Adet, associazione presieduta da Maria Destito, nata da meno di un anno con sede a Tropea che riunisce i pazienti dializzati e trapiantati. “Ringraziamo – ha tenuto a precisare la Destito a nome dei componenti della sua associazione-  il Direttore Generale Rubens Curia per la sensibilità e l’interessamento dimostrato nei confronti di questo delicato e rilevante argomento che non era stato mai tenuto in debita considerazione. Ci aspettiamo da lui – ha poi aggiunto- che mantenga un’altra promessa e cioè che anche nel nosocomio vibonese si possa procedere presto al prelievo degli organi allo scopo di trapianto”. I nefropatici, cioè coloro che soffrono a causa di disfunzioni ai reni, sono obbligati a fare a giorni alterni la dialisi, un trattamento di purificazione del sangue da attuare in ambiente ospedaliero che ha l’inconveniente di durare 4 ore e che, qualora non si dovesse trovare il rene giusto da trapiantare, sono costretti a ripetere per tutta la vita. La sensibilizzazione verso il tema delle donazioni degli organi, ovviamente, non gioverebbe solo a questa categoria di pazienti, ma a trarne notevoli benefici sarebbero veramente tante persone per cui si ridarebbe il sorriso a numerose famiglie. Ecco perché donare gli organi può essere considerato come un vero e proprio atto d’amore verso il prossimo. L’Adet, guidata da Maria Destito, personalità tenace sempre in prima fila per i diritti sacrosanti degli ammalati, come dicevamo, ha agito per fare in modo che il problema venisse riproposto e affrontato seriamente. L’impegno dei dializzati nella nostra provincia per l’attivazione del servizio di cui si sta dicendo è stato perciò deciso e tangibile. In tal senso, proprio nel mese di dicembre, più precisamente domenica 13 presso il centro Commerciale Vibo Center, l’Adet ha organizzato, per la prima volta nella nostra regione, la “Giornata del Dializzato”, un evento che aveva come scopo quello di fare informazione e prevenzione sulle patologie renali, ma soprattutto suscitare interesse attorno alla problematica della donazione degli organi. Nel corso della manifestazione, durante la quale è stato anche possibile sottoscrivere la dichiarazione per l’espianto, si sono recate allo stand numerose persone e sono state redatte più di cento dichiarazioni. Il materiale raccolto quel giorno, ora che è stato attivato il sevizio presso l’Urp, verrà informatizzato e quindi inserito nella banca dati del ministero. Il dato delle adesioni raccolte durante la manifestazione di dicembre è veramente alto se si considera che è stato raggiunto in una sola giornata, segno che la gente, se riceve informazioni giuste ed appropriate, è disponibile a mettere la propria firma sulla dichiarazione e compiere perciò questo gesto di solidarietà e di amore.

Mario Vallone
16 gennaio 2010

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