Ha fatto 88 anni la Radio vaticana

Il 12 febbraio 1931 Per la prima volta nella storia un Pontefice, Pio XI, diffuse il suo messaggio nell’etere, raggiungendo contemporaneamente milioni e milioni di anime. Guglielmo Marconi che preparò la stazione radio vaticana aveva detto al Papa: «Degnatevi, Santo Padre, di voler far sentire la vostra augusta parola al mondo». L’impressione destata ovunque nell’ascoltare in diretta il Papa non poteva essere più imponente. Per quanto fosse in tutti una grande aspettativa, ben si può dire ch’essa è stata superata dalla realtà in modo meraviglioso. A Praga, un medico sordo, dott. Svatk, ha ascoltato la parola radio-diffusa del Papa attraverso un processo che gli permise di udire per mezzo dei denti: “Anche i sordi l’hanno udito!”.

Il fascino della clausura

“Qui a Norcia, dopo i terremoti del 2016, la gente sperimenta la lentezza burocratica, unita alle tante promesse deluse. C’è la tentazione di dire: ‘andiamo a vivere altrove’.- Invece il ritorno delle monache benedettine ci dice che è possibile gettare le reti a Norcia e ricominciare da qui a ricostruire il tessuto sociale. La loro presenza di preghiera, di testimonianza di vita consacrata è una benedizione e una ricchezza per Norcia” e per tutti un possibile e provvidenziale incontro per farci ritornare alle priorità della vita. C’è tanta bellezza che ci circonda e scoprire la meraviglia di esserci e di partecipare” (arcivescovo Boccardo nell’omelia).

Se le corde del violino si rompono

La storia delle corde del violino di Paganini ci lascia una importante lezione: non importa quali limitazioni abbiamo o i problemi che si verificano lungo la strada. L’importante è scoprire le possibilità che abbiamo e di esplorarle, guardando i lati positivi della realtà e non solo le sue ombre. – Dio non ci consente mai di entrare in un “vicolo cieco” e ci sarà sempre un raggio di luce che illumina la fine del tunnel.

La preghiera per le vittime della tratta

Lo scorso 8 febbraio è stata la memoria liturgica di santa Giuseppina Bakhita. Da bambina venne rapita dai mercanti di schiavi, liberata diventò suora e, dopo la canonizzazione avvenuta nel 2000, è diventata simbolo del riscatto per quanti sono vittime della tratta. – E’ stata anche la giornata di preghiera e di riflessione perché contro la tratta si intraprendano azioni concrete e coraggiose. «Occorre fare ogni sforzo per debellare questo crimine vergognoso e intollerabile» ha detto con decisione papa Francesco.

I malati, il medico, la guarigione

Solo riconoscendo il suo peccato l’uomo conosce la sua vera malattia e chiedere a Dio la guarigione o redenzione. Anche l’ammalato, solo rivelando sinceramente il suo male può sperare di essere guarito dal medico. Il nostro medico-redentore è Cristo che ha guarito l’umanità prendendo su di sé i peccati degli uomini, in maniera del tutto gratuita. Ed ora chiede che gratuitamente si comunichi la salvezza ricevuta. «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date». Santa Teresa di Calcutta rimane per tutti un modello sempre vivo di riferimento.

Non sono solo canzonette – Sanremo 2019

Quest’anno è stata la canzone di Simone Cristicchi a svegliare il cuore di fronte al miracolo della vita con una canzone con testo di una “bellezza disarmante” in cui l’autore ripete una parola doc “Credo”… Perché la vita è l’unico miracolo a cui non puoi non credere. Vincerà il festival? Chissà, intanto la canzone ha portato un chiaro messaggio di vita in un mondo che sembra preferire più una cultura di morte. Si allunga la lista della conversione di alcuni musicisti, la cui vita ha avuto una svolta quando hanno incontrato la fede.

Il maestro e il discepolo

“Triste è quel discepolo che non imita il suo maestro” (Leonardo), ben sapendo che “il discepolo non è da più del maestro; ma ognuno ben preparato sarà come il suo maestro” (Gesù). Ma ognuno di noi che vuole essere un buon maestro deve essere prima un buon discepolo. Avere fede non è solo dire che si crede in Cristo, ma mettere in gioco la propria vita nella sequela del suo Vangelo.

L’eco nella montagna e nella vita

Il mondo ci rende come l’eco della montagna: restituiscici quello che gli facciamo. E a volte ritorna moltiplicato! – Non seminiamo vento per raccoglere tempesta. Allora, non bisogna stancarsi du seminare pace, gioia, rispetto perché il mondo riceva tutto il bene possibile.

Un passo a lungo atteso e davvero storico

Pace, libertà e ruolo della donna nella dichiarazione congiunta firmata ad Abu Dhabi da papa Francesco e dal Grande Imam sunnita di al-Azhar, Ahamad al-Tayyib: «Basta sangue innocente» – Tutto questo è stato affermato in nome di Dio che ha creato tutti gli esseri umani uguali nei diritti, nei doveri e nella dignità, e li ha chiamati a convivere come fratelli tra di loro. La scossa che il mondo attendeva e  che doveva arrivare è finalmente arrivata. Un momento davvero storico!

Sopportare le persone fastidiose

Sopportare pazientemente le persone moleste è un opera di misericordia che tutti conosciamo molto bene, ma che forse non mettiamo in pratica come dovremmo. Poniamoci una domanda: “Facciamo mai l’esame di coscienza per vedere se anche noi, a volte, possiamo risultare molesti agli altri? Occorrerà allora metterci tanta pazienza e un po’ di amore, quello vero, perché l’amore è paziente, benigno, non si altera e porta gioia.

Aborto, un diritto umano da consumo?

Drammatica è la visione, spesso presentata come diritto umano, che riduce la vita a “bene di consumo usa e getta”. La difesa della vita ha il suo fulcro nell’accoglienza di chi è stato generato ed è ancora custodito nel grembo materno, avvolto nel seno della madre come in un amoroso abbraccio che li unisce. Ecco perché spegnere volontariamente la vita nel suo sbocciare è in ogni caso un tradimento della vocazione umana, ed è un venire meno al patto che lega tra loro le generazioni, quel patto che consente di guardare avanti con speranza. Dove c’è vita, c’è futuro.

Solo la vita è vero futuro

Si celebra oggi la 41.ma Giornata per la vita: E’ vita, è futuro. Una bella profezia per il nostro stanco mondo. E come con tutte le profezie e tutti i veri profeti di ogni tempo, anche questa avverte la diffidenza che affronta. Oggi i cristiani devono sentire di essere al servizio del mondo, per evangelizzarlo: non devono meravigliarsi dei rischi e delle incomprensioni. Questa Giornata ci offre lo spunto per riflettere sulle condizioni delle tante, troppe persone per cui questo diritto inalienabile non è garanzia normalmente riconosciuta, ma grave situazione di rischio. Difendiamo la vita “contro il lavoro sporco della morte”, ha detto papa Francesco.

La vita consacrata

2 febbraio, Giornata della Vita Consacrata. – Il mondo è pieno di consacrati e  sembra non capire la loro scelta, però resta stupito e guarda con rispetto tutti quelli che seguono con coerenza la loro vocazione, consacrandosi all’amore per Dio e per il prossimo.

Perdonare anche all’ingrato

Perdonare l’ingrato. – L’ arcivescovo francese di Parigi, Mons. Sibour, fu assassinato il 3 gennaio 1857 nella cattedrale di Notre-Dame, durante la festa di Santa Genoveffa, da un ex sacerdote di nome Jean-Louis Verger, che aveva beneficato il giorno prima: “Perdono di cuore! Aiutate quell’uomo e la sua famiglia!”.

La grammatica e la pratica

Naufragati più che sbarcati, e poi salvati, accolti, asciugati, vestiti e nutriti dalla solidarietà di un’intera comunità, quella di Torre Melissa, vicino Crotone. – Dice il proverbio: “Tante volte vale più la pratica della grammatica”. La pratica  che ci porta a guardare diritto negli occhi chi ha bisogno, non dovremmo mai trascurarla. Non numeri o regole, ma persone da salvare. E bisogna sempre salvare chi sta veramente in difficoltà. A Crotone la solidarietà non è stata “buonismo”, ma vera umanità.

La rotta viene dal cielo

Quante volte nella via dello spirito facciamo da soli e magari ci illudiamo di farcela. E poi dobbiamo registrare puntualmente la nostra sconfitta. – «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» (Gv 8, 12). Gesù lo ha detto a chiare lettere; e senza di Lui non andremo lontano. – L’umiltà ci salverà dai nostri fallimenti. – Chi segue il Signore, avrà la luce della vita.

Eroi cattolici della Resistenza italiana

“Eroi cattolici della Resistenza italiana”, un articolo su L’Osservatore Romano, evidenzia la fede piena di coraggio che ha animato vari cattolici a scendere in campo nei venti mesi dei due terribili anni 1943 e 1944, che alimentarono, sino al 25 aprile 1945, la Resistenza degli italiani agli invasori tedeschi e ai loro complici fascisti. – In quella lotta, che non fu condotta soltanto a colpi di fucile ma anche con infiniti gesti di pietà umana, civile e religiosa, i caduti furono circa 50 mila su 180-200 mila combattenti di cui 65-80 mila cattolici. Tra essi Giuseppe Cederle, Giancarlo Puecher Passavalli e Renato Vuillermin.

Papa Francesco e i giovani carcerati a Panama

Durante la GMG di Panama, conclusasi ieri, Papa Francesco ha voluto incontrare i giovani carcerati dando loro un messaggio pieno di dignità e di speranza: “Dio vi vede come figli”. E poi ne ha confessato alcuni. – Un evento davvero unico con preghiere, riflessioni, canti, emozioni intense. Così per la prima volta la liturgia penitenziale di una GMG si è svolta in un carcere minorile, “Las Garzas” de Pacora, dove ci sono 180 giovani. La Gmg di Panama ha testimoniato con questo speciale incontro che a tutti può essere data una nuova possibilità.

Ritrovare Dio è ritrovare l’uomo

Ogni domenica ci raduniamo per ascoltare la parola di Dio e viverla. È una parola che ci impegna a formare, nonostante le nostre diversità, un solo popolo e un solo corpo: quello di Cristo. In questa settimana lo abbiamo visto e sperimentato: da una parte la Settimana di preghiera per l’unità dei Cristiani e dall’altra la grande avventura dei giovani di tutto il mondo a Panama. La fede ci invita e ci guida all’unità, mentre il mondo e i suoi interessi di parte, il razzismo e il totalitarismo vogliono mantenere ostinatamente divisioni nella umanità: la questione dei migranti, i razzisti di ogni colore, i genocidi di ieri e di oggi.