Cercare il vero amico

C’è tanta letteratura sull’amicizia e sugli amici. Anche tra i cattivi c’è “amicizia” e il cosiddetto “rispetto”. La vera amicizia è quella di colui che indica all’amico quando una cosa o una via è sbagliata. E Cristo rimane per sempre il grane Amico di tutti: “Vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi”.

Il nome del nostro piccolo Re

“Viviamo da figli o viviamo da schiavi? Viviamo da persone libere oppure secondo la logica mondana,corrotta?” chiede Papa Francesco. – La libertà ci fa sentire veramente liberi quando rispondiamo alla nostra responsabilità di vivere bene il nostro tempo. Stare con Cristo, il nostro piccolo Re, agire insieme a Lui, seguendo la strada che ci indica, è la scelta più sensata che possiamo fare in questo nuovo anno.

Giornata Mondiale della Pace 2019

52ma Giornata mondiale della Pace 2019: «La buona politica è al servizio della pace… Il grido della pace si levi alto perché giunga al cuore di tutti e tutti depongano le armi e si lascino guidare dall’anelito di pace». Ogni giornata mondiale della Pace è posta sotto il sigillo della Madonna, Regina della pace. A Lei rivolga il mondo invocazioni per ottenere il dono della Pace. E lei, come e più di una Mamma, desidera che ogni giorno di questo nuovo anno sia ricco di quella Pace che l’Eterno offre a te, donna o uomo di buona volontà! PACE A TUTTI.

Storie di eroi qualunque

Sabato 29 dicembre il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito, motu proprio, trentatré onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel soccorso, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella tutela dei minori, nella promozione della cultura e della legalità. Belle storie di  impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani. – La consegna delle onorificenze avverrà nel 2019, non è ancora stata resa nota la data.

Festa della Santa Famiglia 2018

Nella Santa Famiglia di Nazareth si sviluppa il piano di Dio per salvare l’umanità: in essa ci fu apertura piena e docile alla Volontà divina, rispetto totale tra le persone, amore senza confini tra loro. Perciò la Santa Famiglia di Nazareth resta il prototipo e il principio dell’umanità nuova. S. Alfonso commentava: “In quella santa famiglia non vi erano né servi, né serve. Un solo servo vi era in questa casa, ed era il Figlio di Dio, che volle farsi figlio dell’uomo, cioè di Maria, per farsi umile servo, e qual servo ubbidire ad un uomo e ad una donna: “Ed era sottomesso a loro”.

La Regina Elena e il terremoto di Messina 1908

La regina Elena di Savoia, durante i tre drammatici giorni trascorsi a Messina  nell’immediatezza del disastroso terremoto del 1908, incantò la Nazione italiana prodigandosi a soccorrere i poveri sopravvissuti. La regina fu additata quale «suora di dolce conforto», esempio di umile partecipazione alla sventura di molti, facendo finanche  allestire una infermeria di fortuna sulla regia nave che aveva il suo nome. – In suo onore  la città dello Stretto, con profonda gratitudine, ha fatto erigere nel 1960 una statua in marmo bianco di Carrara, opera dello scultore toscano Antonio Berti, a ricordo di ciò che la “regina di carità” rappresentò nei giorni bui del terremoto del 1908. E’ dichiarata Serva di Dio.

Santi, chiese e terremoti

La fede, nutrita di preghiere e di gesti devoti, perché non ci difende da questi sconvolgimenti? – A questa ed altre domande la gente comune attende una risposta “sensata”. “I santi sono gloriosi in cielo, ma in terra camminano con il loro popolo!” – Se si mette in moto la solidarietà fraterna, tutto il resto si comprenderà alla luce flebile ma stabile, della fede e della preghiera.

La canna che diventò dolcissimo flauto

Dio ci ha ridonato la gioia nella nascita del suo Figlio tra noi. Ora Egli attende che noi diffondiamo nel mondo quella gioia che riscalda ancora il cuore dell’uomo. – Che bello poter diventare strumento di Dio che suona, canta e prega per portare la gioia, la pace, la riconciliazione tra gli uomini feriti dalle disavventure della vita e ancor di più dalle ferite del peccato!

La storia di Giuseppe e del pastore scorbutico

Dio ci vuole incontrare tutti e la grotta di Betlemme è il luogo privilegiato del nostro incontro con Lui, dell’incontro di Dio con l’uomo.
– Qui l’uomo è invitato silenziosamente a lasciare cadere la cattiveria e l’indifferenza che gli riempie il cuore.
– Quel bambino adagiato sulla paglia è il Figlio dell’Altissimo, che non ha esitato di abbassarsi al punto da incontrare l’uomo; anzi a diventare egli stesso uomo. Ma ora è l’uomo che deve desiderare e impegnarsi ad essere e vivere come figlio di Dio.

 Stille Nacht, heilige Nacht

“Stille Nacht, Heilige Nacht!” – Questo canto, tradotto e adattato in quasi tutte le lingue del mondo, fa subito respirare la magica atmosfera dell’intimità del Natale. La sua origine fu una improvvisazione nella notte di Natale con il piccolo coro della parrocchia e gli autori
furono il parroco padre Mohr e l’amico Franz Gruber maestro elementare che suonava la chitarra. Un umile origine, ma quanta gioia ha portato e continua continua a portare questo dolcissimo canto!

Come dono di Natale un ambulatorio per senzatetto e pellegrini

Bastano i piccoli segni di elemosina? No, ci vogliono opere. E per fare le opere ci vuole fantasia e soprattutto sinergia di forze indirizzate all’unico obiettivo: aiutare realmente il bisogno dei poveri. – Papa Francesco ha pensato ad un nuovo ambulatorio per senzatetto e pellegrini e questo Natale Papa Francesco dona ai senzatetto un ambulatorio medico-sanitario sotto il colonnato di San Pietro:  “Ambulatorio-Madre di Misericordia”.

La donna che ci porta il Natale

L’uomo, per nascere, ha bisogno di una donna che lo partorisca. Anche per il Messia sarà così. E questa donna sarà Maria, scelta da Dio e invitata con lo speciale annuncio dell’Angelo. Maria condivide con Elisabetta la gioia della salvezza. Due donne si incontrano e condividono la gioia della vita nascente. Anche noi siamo chiamati a vivere la gioia che Dio ci dà e a donarla all’umanità che incontriamo con i i piccoli o grandi gesti di una santità concreta quotidiana.

Gli altri anziani

Gli “altri” anziani, quelli lontano da noi, che sono in altri paesi. con altre culture e con altre religioni. Come vivono? Hanno gli stessi problemi dei “nostri” anziani? E quelli che vivono in regime “tribale”? Ci sono storie belle e meno belle, anzi dolorose. Ma noi non possiamo giudicare nessuno; già proprio noi che confiniamo i nostri a anziani in case di riposo, da dove a volte arrivano testimonianze terribili. – Solo l’amore sincero può dare sostanza umana ai gesti della solidarietà verso i nostri fratelli anziani, a tutte le latitudini della terra: essi possono continuare così ad essere fonte di saggezza.

L’ultima cliente ad un supermercato

Fare il bene è un dovere! – Dice un proverbio: «Una cosa buona va sempre fatta, anche a costo di farla male». Ma se sul piano personale riusciamo a individuare cosa ci impedisce di fare bene il bene che facciamo, allora guadagniamo tutto: il bene e la gioia! – La liturgia prega così: “Donaci occhi per vedere le necessità e le sofferenze dei fratelli”. – E allora: Donaci occhi nuovi, Signore!

Celebrazione No stop per aiutare migranti

La chiesa protestante Bethel della cittadina di Katwijk, nei pressi de L’Aja, dove sta avvenendo la clamorosa vicenda. Da cinquanta giorni consecutivamente, giorno e notte senza interruzioni, si sta tenendo una celebrazione religiosa per proteggere una famiglia di migranti cristiani armeni dall’espulsione dal paese. I cinque cristiani frequentano la chiesa e una delle figlie svolge volontariato in una associazione legata alla chiesa. Quello che sta succedendo è il segnale di un problema più grande: la posizione dei bambini richiedenti asilo che sono cresciuti nei Paesi Bassi e che tuttavia sono espulsi. Tutti si augurano un lieto fine.

L’asino e il bue del presepe

L’asino e il bue della stalla di Betlemme rappresentano quelle virtù particolari quali l’umiltà, la mansuetudine, la pazienza che ci rendono più umani e ci dispongono a vivere meglio il Natale. Anche un cane, simbolo della fedeltà, sembra trovarsi a suo agio nel presepe, al posto del Bambino Gesù. Nel presepe invece non troveranno posto i furbi, i violenti, i vanitosi. S. Alfonso, cantore del Natale, pregava cantando: “Vorrei stare accanto a Ninno bello, come ci sta il bue e l’asinello!”.

Quando lo sport incontra i poveri

Iniziative belle – Oggi, 18 dicembre nel centro sportivo della Guardia di finanza a Castelporziano, gli atleti delle Fiamme Gialle preparano e servono il pranzo ad un certo numero di poveri invitati dall’Elemosineria apostolica, il braccio della carità del Papa, invitati tra i tanti poveri che già vengono assistiti da associazioni di solidarietà e di beneficenza. E questo anche per l’82.mo compleanno di Papa Francesco celebrato ieri.

Non c’è posto nella locanda

Bello il Natale, che va rivivere ai piccoli e ai grandi le emozioni più belle e vere del cuore umano. Anche le recite teatrali, che ripropongono momenti della notte santa e non di rado sconfinano in sorprese incredibili, come quella proposta. I bambini si aprono all’incanto del Natale, gli adulti si nascondono. – Signore, togli la maschera della nostra indifferenza e donaci un cuore che ti aspetti.

La gioia può abitare i nostri deserti

Questa terza domenica dell’Avvento si chiama “Domenica Gaudete” (Dominica Gaudete, in latino) e il motivo è tratto dalla Lettera ai Filippesi: “Rallegratevi sempre nel Signore, ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino (Fil 4,4.5) e rafforzato dal versetto del salmo responsoriale “Canta ed esulta, perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele (Isaia, 12). – Colui che attendiamo nel Natale può colmare tutti i nostri vuoti e far rifiorire ogni deserto umano. Il Bambino di Betlemme è il nostro Salvatore.