Stazioni ferroviarie nel degrado

Bagni chiusi e intonaci cadenti

Da Nicotera a Parghelia l’incuria regna sovrana per mancanza di manutenzione. RFI annuncia l’avvio di interventi di riqualificazione degli edifici.

A fare un viaggio lungo le stazioni ferroviarie del litorale, che da Nicotera portano a Zambrone, sembra quasi di attraversare il regno dei fantasmi e del totale degrado. Come se la stagione turistica, ormai alle porte, fosse cosa d’altri tempi e luoghi. Mentre, l’incuria e la desolazione la fanno da padrone. Nella maggior parte dei casi, non esiste parcheggio. E l’edificio ferroviario sembra un casolare isolato dal resto del mondo. Poi, entrandovi, il suo interno è ancora peggio. Vi si accede facilmente. E non per le indicazioni, ma perchè mancano gli infissi. Nell’unica sala d’attesa aperta, infatti, indicata per giunta come prima classe, ci si passa direttamente dal buco della porta o della finestra, senza trovare delimitazione alcuna. Poi, una volta dentro, è difficile fermarsi, per svariati motivi. Laddove esistono, è il caso di Tropea e Parghelia, le panchine sono tutte sporche o rotte, ma comunque risultano un miraggio. Per le altre, Nicotera, Joppolo, Ricadi e Santa Domenica, la sala d’attesa è praticamente abbandonata a sé stessa. Immondizia, cattivi odori, pareti, dall’intonaco inesistente e pieno d’umidità, sono il biglietto da visita per chi arriva nella Costa degli Dei. L’aria che si respira, al loro interno, invita i viaggiatori a partire per altri lidi. Del resto, pensare di avere a disposizione i servizi igienici è praticamente un’utopia. Non c’è stazione dove è possibile andare a bagno. Solo a Tropea, che dovrebbe essere capofila del turismo, ne esiste la targhetta, ma la porta indicata è ermeticamente chiusa. E non finisce qui. Gli orari dei treni sono affissi alle pareti. Peccato che, in alcuni casi, le due leggende, che ne indicano gli arrivi e le partenze, sono distrutte, perchè poste in una bacheca aperta alle intemperie. A guardare l’esterno siamo praticamente in piena campagna. Lungo le vie e nelle piazzette antistanti, non esiste la minima manutenzione. E’ superfluo pensare ad ipotetiche aiuole per i giardini, dato che le erbacce sovrastano gli spazi aperti. E ai binari è inutile pensarci. Gli sterpi hanno praticamente coperto l’intera linea ferroviaria, divenuta, ormai, una zona omogenea di verde incolto. Ed è facile pensare che, con l’arrivo della calda stagione e un facile mozzicone di sigaretta, le intere strutture possano andare in fumo. Dalla RFI, Rete ferroviaria italiana, fanno sapere che è in corso una forte attività di riqualificazione generale. A giorni, spiegano, a Parghelia, dovrebbe iniziare la ristrutturazione della palazzina, mentre su Tropea, i lavori per rendere agevole l’utilizzo dei bagni saranno ultimati ad inizio stagione estiva. Anche se ancora non sono iniziati. Per Ricadi e Santa Domenica, invece, le più degradate di tutte, si attende. L’amministrazione comunale, fa sapere che, dopo avere stipulato una convenzione per l’utilizzo di parte dei locali, dove sono attualmente decentrati alcuni uffici, aspetta risposte per avere la gestione dell’intera struttura e garantire, dice e quindi ormai s’impegna, la totale manutenzione. Ma esistono anche le eccezioni. Siamo a Zambrone, dove, la stazione, data in comodato d’uso al Comune e ad alcuni privati, è gestita a regola d’arte: parcheggio curato, bar e, addirittura, bagni. Per le altre, invece, c’è il rischio di dare il triste benvenuto ai turisti giunti, ormai, tra noi.

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