Batto il colpo… Ma non segno il passo…

la riedizione di un film già visto

“Non si può essere amici per forza ma non si dovrebbe essere nemici…”

Alfredo Barone, Il semplice iscritto del PDL

Ho letto con attenzione l’articolo dell’architetto Lonetti in cui mi si chiede, tra l’altro, quasi fossi io il fantasma di turno, di battere un colpo.

A dir la verità, mi sembra la riedizione di un film già visto, con nuovi interpreti, ma, così come per tutti i capolavori, le riedizioni non rendono mai giustizia all’originale, probabilmente perchè cambiando gli interpreti, gli stessi saranno sempre sottoposti a ingenerosi confronti con coloro che li avevano preceduti.

Non posso e non voglio esimermi da alcune precisazioni che ritengo assolutamente necessarie, per poter adeguatamente gustare la riedizione di questo film senza perdere il senso della trama.

Giuseppe Lonetti, per quanto riguarda le mie motivazioni da attento osservatore della politica quale ti ritengo, non puoi ignorare che sono state ampiamente spiegate in un articolo dal titolo “Perchè voterò Gaetano Vallone”, in cui sono minuziosamente espressi e chiariti i punti che mi hanno indotto a fare questa scelta, è doveroso da parte mia invitarti a dargli un’occhiata per trovare le risposte che cerchi.

É vero che negli anni mi sono trovato in contrapposizione con Gaetano Vallone non condividendone l’operato partitico; all’epoca dei fatti avevo responsabilità ben precise, e ci tengo a sottolineare che nel mio modo di fare politica, laddove il partito prende determinate posizioni il suo rappresentante e portavoce, che ovviamente concorre anch’esso a determinarle, ha il dovere di esternarle e di agire di conseguenza. Ho fatto riferimento all’operato partitico, perché i meriti amministrativi di quelle amministrazioni li ritengo incontestabili; a meno che tu non voglia sottintendere che quelle amministrazioni di cui anche tu hai fatto parte quale assessore esterno, hanno male amministrato.

Devo precisare inoltre, che le mie scelte, e di questo la mia storia politica nonché il mio retaggio ne sono testimoni, sono sempre state basate non sulla valutazione delle vittorie future, ma casomai, in prospettiva futura, sulle realtà del presente e sugli insegnamenti del passato. Battaglie contro i mulini a vento ne ho fatte tante, non lo nego, ma sempre conscio di ciò che facevo, con chiarezza e trasparenza e convinto della necessità di battersi per affermare i valori in cui credo. Questo forse deriva anche dalla cultura politica di chi, come me, ha militato in partiti che stavano all’opposizione e non avevano certo ambizioni o speranze di governo ma si battevano per riaffermare principi.

Architetto Giuseppe Lonetti, io non ho mai tratto vantaggio alcuno dal fare politica, ne ho mai chiesto prebende a chicchessia per le mie scelte, visto che come te, appartengo alla ristretta schiera dei fortunati che non hanno bisogno della politica per vivere, ma anzi, facendola per passione e convinzione ed essendo nella mirabile situazione di non poter subire condizionamenti di sorta, posso tranquillamente e liberamente esprimere il proprio pensiero.

Io non potrei mai e non voglio assolutamente rinnegare il mio passato; sono orgoglioso di aver militato nell’M.S.I., sono orgoglioso di essere stato in Alleanza Nazionale, sono assolutamente lieto di essermi potuto confrontare con le persone che hanno vissuto insieme a me quegli anni, e, così com’è vero che alcuni hanno fatto altre scelte, che rispetto pur non condividendole, e altrettanto vero che non si tratta certo di ex amici perché l’amicizia non può e non deve terminare dove inizia la politica, ma deve andare oltre nel rispetto reciproco. Essere avversari non significa essere nemici ma affermare le proprie idee nel rispetto di quelle degli altri.

In politica non esistono sacre alleanze, fintantoché le opinioni e gli obiettivi sono coincidenti è giusto seguire un percorso comune, quando le idee divergono e non c’è più il partito a fare da collante è giusto che ognuno segua la propria strada.

Io ho fatto la mia scelta e questa scelta mi ha portato laddove era schierato il partito che oggi mi rappresenta e a cui appartengo. Quello stesso partito che ha scelto di schierarsi, come ripetutamente ribadito dai suoi organi provinciali e dal suo ex coordinatore cittadino, con la lista “Uniti per la rinascita”.

Permettimi un’ultima correzione al tuo intervento, consentimelo perché a volte la memoria può ingannare quando i fatti non ti riguardano in prima persona; io non ho mai dichiarato, e ti sfido in tal senso a trovare una mia dichiarazione, che c’erano rappresentanti di Alleanza Nazionale nelle liste che si confrontarono nel 2006, anzi, all’epoca dei fatti scesi in polemica con i vertici provinciali del mio partito perché a Tropea, paese che storicamente guarda a destra, si era stati incapaci di presentare una lista che esprimesse quale candidato a sindaco un uomo espressione del centrodestra.

Voglio concludere questo mio intervento che non vuole certo essere polemico, prendendo in prestito una tua citazione che ho molto apprezzato, condividendola assolutamente: “Non si può essere amici per forza ma non si dovrebbe essere nemici per forza”

Il semplice iscritto del PDL
Alfredo Barone

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