Betlemme. La città del Messia, la “Casa del Pane”

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

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Betlemme. La città del Messia, la “Casa del Pane”.

Dinanzi ai terribili attentati di questi giorni, che hanno seminato terrore e morte, la tradizione cristiana invita a seguire Giuseppe e Maria che si recano a Betlemme, la città del Messia. Qui nascerà la Vita,  Colui che è l’atteso delle genti, Colui che è capace di cambiare il lutto in gioia, Colui che è capace di donare una dignità divina all’uomo peccatore.

Andiamo a Betlemme, il luogo in cui è nato Gesù! Andiamo a Betlemme, la “Casa del Pane”. Andiamo a Betlemme, la città della gioia!
♦ La Sacra Scrittura allude per la prima volta a Betlemme nel libro della Genesi, parlando della morte e sepoltura di Rachele, seconda moglie del patriarca Giacobbe. Rachele morì e venne sepolta sulla via di Efrata, ovvero di Betlemme. Efrata, che significa “la fertile”, ed è un altro nome per la stessa città.

♦ Quando le terre del popolo eletto vennero distribuite tra le tribù, Betlemme venne assegnata a Giuda, e quindi divenne culla di Davide, il piccolo pastore, figlio minore di una famiglia numerosa, scelto da Dio per diventare il secondo re di Israele. Da quel momento, Betlemme divenne unita alla dinastia davidica.
Il profeta Michea annunciò che in quella piccola località sarebbe nato il Messia: “E tu, Betlemme di Efrata così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da te mi uscirà colui che deve essere il dominatore in Israele”.

♦ All’inizio del I secolo, Betlemme era un villaggio che non avrà avuto più di mille abitanti. Era formato da un piccolo insieme di case disseminate sul crinale di una collina. Gli abitanti vivevano di agricoltura e allevamento.
♦ Nell’estesa pianura ai piedi della collina c’erano buoni campi di grano e di orzo. È forse da queste colture che deriva il nome Bet-Léhem, che in ebraico significa “la casa del pane”.
♦I primi discepoli di Cristo erano pienamente consapevoli dell’importanza che aveva acquisito Betlemme. A metà del II secolo San Giustino, originario della Palestina, richiamava i ricordi che gli abitanti del villaggio trasmettevano di padre in figlio sulla grotta in cui era nato Gesù.

  È molto significativo meditare sul rapporto tra Betlemme, “la casa del pane”, e l’Eucaristia: a Betlemme, in Gesù, Dio si fa cibo perché, nutriti da lui, possiamo diventare pane buono per i nostri fratelli: “Felice chi ha Betlemme nel suo cuore, nel cui cuore, cioè, Cristo nasce ogni giorno! Che significa del resto “Betlemme”? Casa del Pane. – Siamo anche noi una casa del pane, di quel pane che è disceso dal cielo.” (S. Girolamo, commento del Salmo 95).

“Felice chi ha Betlemme nel suo cuore, nel cui cuore, cioè, Cristo nasce ogni giorno! Che significa del resto “Betlemme”? Casa del Pane. - Siamo anche noi una casa del pane, di quel pane che è disceso dal cielo.” (S. Girolamo, commento del Salmo 95).
“Felice chi ha Betlemme nel suo cuore, nel cui cuore, cioè, Cristo nasce ogni giorno! Che significa del resto “Betlemme”? Casa del Pane. – Siamo anche noi una casa del pane, di quel pane che è disceso dal cielo.” (S. Girolamo, commento del Salmo 95).

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