Bisogna trovare maggiore coraggio
Del Vecchio auspica un salto di qualità e di cultura
“Essere protagonisti comporta dei rischi”

Aldonso Del Vecchio - foto Libertino
Servono altresì «meccanismi di vigilanza morale» per evitare di assuefarsi a certi atti e percepirli come ineluttabili, e questa è «una sfida che tutta la città deve raccogliere, ma è soprattutto una sfida che non possiamo perdere». Il «dialogo, la comprensione delle ragioni dell’altro, la dialettica, il consenso» vengono sopraffatti dalla rassegnazione, e anche se «la mano di chi compie un’azione delittuosa – prosegue Del Vecchio – si muove sempre sotto il consiglio di una mente e di un cuore corrotto», di fronte a questi fatti «i cittadini devono sentire forte il bisogno di chiedersi se si fa abbastanza per la tutela della legge e del paese», ma soprattutto saper difendersi dal crimine senza assumere «per inerzia, per ignavia, o peggio per connivenza, atteggiamenti che finiscono per proteggere e coprire i delinquenti, chiunque essi siano».
Insomma, Del Vecchio esorta «il corpo sociale tropeano» a «trovare un atteggiamento di maggiore coraggio, per liberarsi da queste paure», pur ammettendo quanto non sia «un percorso facile, né ci siano soluzioni semplicistiche».
A tutto ciò si potrà arrivare, perciò, attraverso «un’opera di educazione e rieducazione soprattutto nei riguardi delle giovani generazioni» e questo assunto diventa «l’unica vera autentica solidarietà che possiamo esercitare nei confronti di coloro che si accingono o aspirano a rappresentarci nelle istituzioni con spirito di servizio, con onestà, con grandi sacrifici personali e familiari e con grande fede religiosa e civile».
Francesco Barritta
9 marzo 2010









