Bisogna trovare maggiore coraggio

Del Vecchio auspica un salto di qualità e di cultura

“Essere protagonisti comporta dei rischi”

Aldonso Del Vecchio - foto Libertino
All’indomani dello spiacevole fatto di cronaca che ha visto coinvolto il candidato al Consiglio comunale della lista “Passione Tropea”, giunge il commento di Alfonso Del Vecchio, figura politica di primo piano nel recente passato della cittadina tirrenica nonché cognato dello stesso Paolo Ceraso. «Non si può ignorare – scrive Del Vecchio – che la comunità tropeana è diventata una comunità difficile, dove essere protagonisti della vita sociale e civile comporta correre altissimi rischi». Secondo Del Vecchio è come una «condanna, che ci portiamo tutti sulle spalle, un bagaglio pesantissimo da cui non riusciamo a liberarci» e non sarà possibile costruire una società nuova se non si innescherà un meccanismo di rivolta in città, «di sgomenta esecrazione, per non diventare tutti vittime dell’angoscia». Quel che serve a Tropea è quindi un «salto di qualità e di cultura, per liberarsi dalla presenza storica di violenza» che negli ultimi anni ha reso la città il sinonimo della «barbarie, sostanzialmente lontana dalla civiltà della convivenza e della solidarietà».

Servono altresì «meccanismi di vigilanza morale» per evitare di assuefarsi a certi atti e percepirli come ineluttabili, e questa è «una sfida che tutta la città deve raccogliere, ma è soprattutto una sfida che non possiamo perdere». Il «dialogo, la comprensione delle ragioni dell’altro, la dialettica, il consenso» vengono sopraffatti dalla rassegnazione, e anche se «la mano di chi compie un’azione delittuosa – prosegue Del Vecchio – si muove sempre sotto il consiglio di una mente e di un cuore corrotto», di fronte a questi fatti «i cittadini devono sentire forte il bisogno di chiedersi se si fa abbastanza per la tutela della legge e del paese», ma soprattutto saper difendersi dal crimine senza assumere «per inerzia, per ignavia, o peggio per connivenza, atteggiamenti che finiscono per proteggere e coprire i delinquenti, chiunque essi siano».

Insomma, Del Vecchio esorta «il corpo sociale tropeano» a «trovare un atteggiamento di maggiore coraggio, per liberarsi da queste paure», pur ammettendo quanto non sia «un percorso facile, né ci siano soluzioni semplicistiche».

A tutto ciò si potrà arrivare, perciò, attraverso «un’opera di educazione e rieducazione soprattutto nei riguardi delle giovani generazioni» e questo assunto diventa «l’unica vera autentica solidarietà che possiamo esercitare nei confronti di coloro che si accingono o aspirano a rappresentarci nelle istituzioni con spirito di servizio, con onestà, con grandi sacrifici personali e familiari e con grande fede religiosa e civile».

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Francesco Barritta
Francesco Barritta

Docente di lettere nella scuola secondaria, collaboratore storico della testata Tropeaedintorni.it, è giornalista iscritto all’albo professionale dell’Ordine dei giornalisti della Calabria, elenco pubblicisti.

One thought on “Bisogna trovare maggiore coraggio”

  1. Leggendo la dichiarazione del sig. Del Vecchio,non si può che trovarsi pienamente d’accordo ed esprimere cosi come penso sia doveroso,tutta la solidarietà possibile al candidato Paolo Ceraso per il gesto vile e barbaro di cui è stato fatto oggetto.
    Detto ciò però occorre fare una piccola ma doverosa riflessione.
    Quando si ha la pretesa di ergersi a maestri di viata ,rivolgendosi ad una platea così vasta, pretendendo di dare quei giusti insegnamenti morali,non sarebbe doveroso chiedersi prima, se si è nelle condizioni ideali per poterlo fare? Diversamente non sarebbe meglio optare per la via del silenzio?
    Il signor Del Vecchio affermando,come afferma, che essere protagonisti della vita sociale e civile Di Tropea comporta altissimi rischi,che Tropea necessita di meccanismi di vigilanza morale,che serve un opera di educazione e rieducazione nei riguardi delle giovani generazioni, dice sicuramente delle cose sacrosante,ma a mio avviso,forse distrattamente,omette di precisare che per far breccia con questi messaggi “subliminali” occorrono i giusti mastri,
    altrimenti rimangono inascoltati perchè giudicati troppo deboli.
    Personalmente,farei una gran fatica,ad accettare insegnamenti morali da personaggi politici che stentano tutt’oggi a trovare la giusta collocazione.

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