Budda, la tortora e il falco

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Budda, la tortora e il falco.

Bisogna cercare i semi di Dio in ogni religione, perché Dio parla a chi vuole, quando vuole e come vuole. E il buddismo ne contiene molti, perché è una delle religioni più antiche e più diffuse al mondo. Senza avere la pretesa di entrare a fondo nel discorso, sembra che alla base del Buddismo vi è il convincimento che ogni individuo possieda un potenziale positivo illimitato e il potere di cambiare in meglio la propria vita. Attraverso la pratica buddista le persone possono diventare più felici e realizzate e, di conseguenza, dare un contributo in tal senso alla società.
Il cristianesimo al suo centro ha la persona di Cristo che solidarizza pienamente con la umanità ferita dal peccato, prendendo su di sé la fragilità dell’uomo e divenendo causa di salvezza. Egli muore e risorge per ridare a noi la vita.

Una storia racconta che una volta Budda era seduto per terra ai piedi di un albero in preghiera. Egli aveva le gambe raccolte e incrociate e le mani sulle sue ginocchia: era in preghiera secondo il suo solito.
♦ Arrivò una tortora. Era stanca di volare, perché un falco la stava inseguendo per divorarla.
Budda prese la tortora e la mise sotto la veste.
Poi arrivò il falco e disse: “Dammi questa piccola tortora. Io sono carnivoro ed ho bisogno di cibo”.
Buddha pensò per un momento e poi disse: “Facciamo uno scambio: io ti do una parte del mio corpo corrispondente a questa tortora”.
♦ Il falco accettò.
Apparve una bilancia, di quelle a due piatti, e Budda mise la tortora su un piatto e nell’altro mise la sua mano pesante.
Tuttavia, con sorpresa, la bilancia rimaneva piegata sul lato della tortora.
Pertanto mise il braccio sul piatto. Niente, il piatto della tortora era ancora più basso.
Mise l’altro braccio. Ancora niente.
Allora Budda si sedette sul piatto della bilancia.
A questo punto la bilancia fu equilibrata e i due piatti erano sullo stesso livello.
Allora Budda disse al falco: “Io sono tutto tuo. Puoi portarmi. Ma non toccare la tortora”.

♥ La nostra vita è costata cara a Gesù. E’ costata tutto il suo corpo. Egli non si è rifiutato, e noi siamo stati salvati. E ora noi abbiamo la stessa missione nel mondo. “Nessuno ha un amore più grande di quello che dà la vita per i suoi amici “(Gv 15,13).
♥ L’amore è vero solo quando include, fin dall’inizio, un dono totale della vita.
L’amore è tutto o niente. L’amore parziale è una caricatura dell’amore.
Quando vediamo un mendicante per strada e gli diamo un abbraccio, o solo un sorriso, non gli stiamo dando solo un abbraccio o un sorriso, ma in questi gesti vi è la nostra intera vita, donata a lui, se necessario.

(fonte: Historinhas do Padre Queiroz, redentorista brasiliano morto due anni fa).

La quaresima ci invita a sperimentare la centralità di Cristo nella nostra storia: egli non solo parla ed annuncia parole di saggezza, ma solidarizza pienamente con la umanità ferita dal peccato, prendendo su di sé la fragilità dell’uomo e divenendo causa di salvezza. Egli muore e risorge per ridare a noi la vita.

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