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	<title>Tropeaedintorni.it &#187; Libri</title>
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	<description>Web indipendente dal 1994</description>
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		<title>Storie…di Andrea Camilleri</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 15:02:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caterina Sorbilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>

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		<description><![CDATA[Due storie di questo grande scrittore “Il sorriso di Angelica” e “Mariuzza Musumeci”. La prima è una delle tante vicende che vede protagonista il celebre Commissario Montalbano, il primo dei libri usciti dopo la scomparsa della signora Elvira Sellerio; la seconda, invece fa parte di una trilogia dedicata alla “metamorfosi” che insieme ad “Il casellante” ed “Il sonaglio” compongono un grande classico di questo fine narratore]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Le sue creature hanno una carica espressiva linguistica notevole</h3>
<h4>Le parole sostituiscono a pieno le immagini, fornendo un’ottima caratterizzazione degli eventi e dei personaggi</h4>
<p><div id="attachment_22104" class="wp-caption alignleft" style="width: 244px"><img class="size-full wp-image-22104" src="http://www.tropeaedintorni.it/FotoVarie//camilleri.jpg" alt="" width="234" height="215" /><p class="wp-caption-text">Nella foto Andrea Camilleri</p></div>Di lui poco si deve dire, meglio lasciare il campo alla lettura; di seguito due recensioni ad altrettanti libri del grande autore siciliano che con le sue opere ha riavvicinato la Sicilia al resto del continente come solo i grandi della letteratura hanno saputo fare.<span id="more-22103"></span><br />
Le sue creature, sia quelle scritte in italiano che quelle scritte in vernacolo siciliano, hanno una carica espressiva linguistica notevole; le parole sostituiscono a pieno le immagini, fornendo un’ottima caratterizzazione degli eventi e dei personaggi. Ho piacere di raccontarvi due delle storie anche se non recentissime: la prima è una delle tante vicende che vede protagonista il celebre Commissario Montalbano, il primo dei libri usciti dopo la scomparsa della signora Elvira Sellerio; la seconda, invece fa parte di una trilogia dedicata alla “metamorfosi” che insieme ad “Il casellante” ed “Il sonaglio” compongono un grande classico di questo fine narratore.</p>
<p><strong>Il Sorriso di Angelica</strong></p>
<p>Montalbano si ritrova nella sua bellissima Vigata a dover fare i conti con una serie di furti d’appartamento strani, non riconducibili a manodopera di carusi locali. E’ un periodo particolare per Salvo Montalbano la vecchiaia, infatti, incalza e lui da buon eterno ragazzo non vuol cedere il passo. La stanchezza però ha il sopravvento che si materializza nella routine del suo rapporto con l’eterna fidanzata Livia. Non ha la forza di dire basta a Livia, o forse più pavidamente ha paura di perdere un’ancora di salvezza. Montalbano sa di essere un uomo non facile, con mille problemi e fisime da sbirro. La Carne però ha ancora su di lui un forte richiamo, che in questa storia prenderà il nome di Angelica, bellissima ragazza coinvolta negli avvenimenti. Angelica però è anche altro; è la donna che nella sua gioventù rappresentò l’essere femminino per eccellenza delle sue immaginazioni erotiche ed emotive; è l’Angelica dell’Ariosto, eroina cantata nell’Orlando Furioso, immortalata nelle illustrazioni del Dorè che tanti piaceri apportarono all’ adolescenza di Montalbano. Questa volta il Commissario cede alla tentazione, si concede a questa Fimmina bellissima forse proprio in ricordo delle tante travagliate sensazioni vissute in giovane età. Rivive anche il sentimento della gelosia, dimenticata con la sua Livia, gelosia che lo rende ancora capace di sentirsi in gioco e vivo; si ritrova anch’egli Furioso. La sorpresa però è dietro l’angolo: come ogni cosa desiderata e fortemente agognata alla fine la stessa è fonte di disillusione e di pentimento. Angelica e tutto ciò che ella rappresenta non è, poi, così eccezionale; ancora una volta la beltà stà tutta nell’attesa. Per Salvo Montalbano non è ancora tempo di pensione; il suo essere è giovane e lo sarà sempre, fin quando anche il suo creatore sarà fanciullo nello spirito. W Montalbano, e sempre W Camilleri!</p>
<p><strong>MARUZZA MUSUMECI</strong><br />
(di A. Camilleri Sellerio, editore Palermo,2007)</p>
<p>Maruzza Musumeci, è questo il titolo di uno splendido libro di A. Camilleri.Un nome semplice che può essere ricondotto ad una qualsiasi “donna”, “conoscente”, “comare” ma, invece, nasconde in sé l’identificazione di una creatura speciale, inventata, fatata. Là dove il mondo storico e quello mitologico si incrociano, l’autore colloca la sua leggenda, storia fantastica scaturita dall’elaborazione di vecchi racconti ascoltati da fanciullo e reinterpretati attraverso l’interiorizzazione globale della sua sicilianità che caratterizza tutto lo stile. Il luogo scelto per far recitare i personaggi è Ninfa ( il nome è già una garanzia) un lembo di terra circondata dal mare, quasi a voler ricordare non solo un’isola incantata ma, un luogo mistico dove tutto può succedere se davvero ci si abbandona al sovrannaturale e dove possono coesistere credenze-superstizioni e preghiere. Il tempo è incastonato tra la fine dell’800 e gli inizi del 900 epoca di grandi cambiamenti, in cui un semplice ed “ignorante” contadino sentiva quasi il dovere, se aiutato dalla buona sorte, di solcare il mare per tentare la fortuna nelle Americhe in cerca di un futuro migliore. In questo tempo di grandi disagi economici, delle grandi guerre,di una società prevalentemente contadina e rurale Gnazio, il protagonista, muove i primi passi e vive l’intera vita tra sudore, sacrificio ed una mesta felicità. E’ proprio da vero contadino, da uomo di terra non ama il mare ma, ad esso sarà per sempre legato attraverso le vite ed il destino delle persone più care.<br />
Rientrato nella sua splendida terra di Trinacria, dal sogno americano, ormai uomo fatto con una certa dote economica, decide che è il momento di progettare passo dopo passo , la sua vita: compra un appezzamento di terreno, appunto contrada Ninfa, stranamente abbandonato, bello, selvaggio e fecondo; costruisce con le sue mani le prime mura della casa che tanti avvenimenti strani racchiuderà in sé; organizza il suo mondo senza mai rivolgere lo sguardo verso il misterioso mare che Lo circonda. La natura, sotto ogni sua forma Lo chiama, Lo scuote, Lo fa patire e Lo consola: è giunta l’ora di trovare una brava moglie; lui uomo di indole solitaria e di carattere spigoloso si affida, per questa ricerca sentimentale, ad una vecchia “guaritrice-fattucchiera”. La vecchia “ruffiana” sa fare il suo mestiere, gliela trova la moglie non solo brava ma anche bella di una bellezza indicibile da far perdere i sensi ed il senno. Ma dietro questa bellezza straordinaria che “incanta” si nasconde il segreto di Maruzza, selvaggia creatura addomesticata nel ruolo quasi perfetto di moglie e madre. L’avventura di Gnazio inizia una notte di luna piena, notte ideale per sottostare ad un rituale arcaico voluto e celebrato dalla bisnonna di Maruzza affinchè possano unirsi in matrimonio secondo natura. Le vite dei due novelli sposi si compensano, si rispettano, si amano nonostante la differenza d’età. Lui fatica e suda per lavorare la terra ed accudire il bestiame; Lei brava donna di casa colma ogni desiderio del marito eccetto in qualche periodo dell’anno, al cambio di stagione, tempo da dedicarsi autocelebrando il suo vero Essere. E’ in questo periodo che Maruzza ritorna con la mente al mare, luogo amato e desiderato, racchiuso per lei dal marito in due cisterne costruite appositivamente. Qui la donna rinasce, libera il suo Io, ritorna ad essere creatura fantastica e mitologica.<br />
La vita, intanto, scorre coronata da un’insaziabile passione, arrivano i figli anch’essi creditori di peculiarità non comuni; figli di due nature contrapposte che si attraggono e si sfidano allo stesso tempo. Cola e Resina legano il loro destino in modo univoco, là dove la vita del primo perde forza sulla terra, l’essenza della seconda Lo salva e lo porta con se nella sua dimensione: il mare. Come le onde e la risacca del mare non finiscono mai così è la vita di Maruzza che dalla notte dei tempi prosegue incessantemente perché, appunto, creatura particolare capace di rinascere nel tempo: è una Sirena. Gnazio da “omo” di terra in essa finisce seppellito, in tarda età, all’ombra dell’ulivo saraceno tanto ammirato e rispettato in vita, sentito come posto sicuro sotto cui rifugiarsi dalle proprie paure. La storia finisce e contemporaneamente se ne apre un’altra ed un’altra ed un’altra ancora, ogni qualvolta rinasce una Sirena ed ogni volta si legge e ci si tuffa dentro i racconti di Camilleri che pur scrivendo in vernacolo è talmente bravo da portare il lettore, man mano che prosegue la lettura, a leggere speditamente come se quel dialetto fosse il Suo da sempre. I tanti scritti di questo autore Ti costringono a viaggiare nello spazio e nel tempo, nella storia, nella leggenda rendendoti spettatore e nello stesso tempo protagonista di ciò che leggi. Questo in particolare è una storia nella Storia infatti sono molti i rimandi all’Odissea ed alla mitologia, ad altre opere siciliane come se ci fosse tra le righe del racconto l’esortazione a prendere in mano altre pubblicazioni e conoscere altri scrittori.<br />
Ancora una volta leggere Camilleri è come leggere un racconto illustrato ad ogni parola corrisponde un’immagine, una sensazione, un sentimento, accompagnati dalla vista e dagli odori di Sicilia che solo un grande narratore come Lui può far sentire</p>
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		<title>C&#8217;eravamo tanto a(R)mati</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 14:16:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caterina Sorbilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Tropea]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 29 settembre, a Tropea, vi è stata l’ultima tappa della presentazione del libro “C’eravamo tanto a(R)mati”, incontro che ha dato vita ad una interessante serata. Oltre ai rappresentanti dell’Amministrazione Comunale nelle persone del vice sindaco Massimo L’Andolina e dell’assessore alla Cultura Lucio Ruffa, i due relatori Maurizio Cabona, giornalista e critico cinematografico, Stenio Solinas, giornalista e scrittore, l’editore Manuel Grillo per la Settecolori, Piero Sansonetti, Direttore di Calabria Ora, e la moderatrice Luciana Baldrighi, giornalista e scrittrice]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Presentazione della seconda edizione</h3>
<h4>A Tropea Solinas, Cabona, Baldrighi, Manuel Grillo e Piero Sansonetti</h4>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 415px"><img title="Tavolo relatori" src="/FotoSorbilli/PresentazioneCeravamoTantoArmati.jpg" alt="Tavolo relatori" width="405" height="235" /><p class="wp-caption-text">Tavolo relatori</p></div>
<p>Giovedì 29 settembre, a Tropea, vi è stata l’ultima tappa della presentazione del libro “C’eravamo tanto a(R)mati”, incontro che ha dato vita ad una interessante serata. Oltre ai rappresentanti dell’Amministrazione Comunale nelle persone del vice sindaco Massimo L’Andolina e dell’assessore alla Cultura Lucio Ruffa, i due relatori Maurizio Cabona, giornalista e critico cinematografico, Stenio Solinas, giornalista e scrittore, l’editore Manuel Grillo per la Settecolori, Piero Sansonetti, Direttore di Calabria Ora, e la moderatrice Luciana Baldrighi, giornalista e scrittrice, i quali si sono confrontati conducendo il pubblico presente ad una riflessione oggettiva e di valutazione del clima socio politico degli anni settanta attraverso, appunto, le pagine di questo libro. “I racconti dei 25 narratori oltre ad essere testimonianza diretta del clima di quegli anni, sono pagine di qualità letteraria molto alta” ha detto Solinas, come il racconto di Isotta o quello di Mughini, quest’ultimo molto apprezzato anche da Sansonetti, il quale si è detto affascinato dallo scritto in questione. Il direttore di Calabria Ora con la sua solita carica dialettica ha tenuto alta la discussione, imbastendo un confronto con i presenti ed esponendo quello che è il suo pensiero sui mali di questa Sinistra Italiana di cui si sente figlio proprio sin dagli anni settanta: “La Sinistra oggi non riesce a produrre pensiero politico, non riesce a progettare e programmare il suo ed il nostro futuro come cittadini, così come ricordo avveniva in quei anni ad esempio con il Piano ’80;… il valore dell’Antifascismo ha finito per logorare la stessa Sinistra, valore assoluto che sembra averla assorbita del tutto – continua Sansonetti nei suoi interventi- nel momento in cui nel linguaggio politico si usa il prefisso Anti si corre il rischio di cadere nell’intolleranza e nella mancanza di contenuti progettuali”. La serata si è conclusa con un ricordo di Pino Grillo fondatore della casa editrice Settecolori che ebbe il “coraggio” di investire nella prima edizione dell’opera con la passione che lo contraddistingueva. Era, infatti, il 1984 quando uscì la prima edizione, particolare proprio perché si presentava come una piattaforma di incontro tra persone che fino a pochi anni prima si trovarono, per ideologie diverse, cultura ed educazione contrapposte, al di qua ed al di là di barricate issate per modificare, migliorare, stravolgere quella che era la società di allora. Un libro che racchiudeva i racconti di gente di destra e di sinistra, che non parlava più il linguaggio ideologico degli anni sessanta, ma quello più normale della narrazione di vite comuni, del privato, delle esperienze quotidiane, di pensieri e sensazioni, anziché della militanza politica o partitica. Fu, forse, un esperimento editoriale e letterario a quei tempi, idea illuminata di Stenio Solinas e Maurizio Cabona per dimostrare che ad idee diametralmente opposte, chi non cadeva nell’esasperazione dell’estremismo e soprattutto della violenza, poteva partecipare ad un confronto civile in uno spirito costruttivo che facesse dimenticare una volta per tutte gli anni di piombo. Le diverse testimonianze biografiche degli “attori protagonisti” invitati a prendervi parte alla costruzione del libro, contribuiscono ad offrire una sorta di documentario su quegli anni, con testimonianze e “prese dirette” effettuate da orizzonti diversi e per questo più validi nel fornire una visione più globale e veritiera: Giampiero Mughini, Massimo Cacciari, Stella Pende, Francesco Guccini, Diego Gabutti,Claudio Scorretti, Luigi Filippi, Oliviero Beha e Alberto Camerini, Sergio Carrara e Pietro Grassi, Umberto Croppi e Adolfo Morganti, Raffaello Belcaro e Massimo Greco, Roberto Bassi e Armando Torno, e poi Massimo Fini, Stella Pende, Armando Torno, Enrico Nistri, Paolo Isotta, Gianni Rivera e Giordano Bruno Guerri, gli ospiti autori dell’opera “C’eravamo tanto a(R)mati”. Sono venticinque storie diverse, per estrazione, esperienze, formazione tutte accumunate dalla speranza di cambiare, col proprio piccolo contributo, l’Italia di allora. Il libro è stato presentato in molte città, tra Sicilia e Calabria, e nel 2014 si prevede la terza edizione con l’inserimento di nuovi commenti all’opera originaria.</p>
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		<title>“Il seno nell’arte”</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 21:45:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comunicato Stampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Fidapa presenta il libro della dottoressa Santa Impellizzieri, senologa Venerdì 30 nella Biblioteca Comunale “Albino Lorenzo” di Tropea Venerdì 30 settembre alle ore 17,30 alla Biblioteca Comunale “Albino Lorenzo” La Fidapa , Federazione Italiana Donne Arte Professione Affari, presenta il libro della dottoressa Santa Impellizzieri, senologa. “Il seno nell’arte”è un importante trattato sul seno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>La Fidapa presenta il libro della dottoressa Santa Impellizzieri, senologa</h3>
<h4>Venerdì 30 nella Biblioteca Comunale “Albino Lorenzo” di Tropea</h4>
<div class="mceTemp">
<dl id="" class="wp-caption alignleft" style="width: 151px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img title=" " src="/LoghiTropeaedintorni/logofidapa.jpg" alt=" " width="141" height="150" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"></dd>
</dl>
</div>
<p>Venerdì 30 settembre alle ore 17,30 alla Biblioteca Comunale “Albino Lorenzo” La Fidapa , Federazione Italiana Donne Arte Professione Affari, presenta il libro della dottoressa Santa Impellizzieri, senologa. “Il seno nell’arte”è un importante trattato sul seno visto nell’arte e nelle sue patologie. la dottoressa Impellizzieri viene da Roma, dove ha avuto modo di presentare il libro anche su tele rai 1 e rai due</p>
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		<title>“C’eravamo tanto a(R)mati”</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 21:45:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caterina Sorbilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Tropea]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 29 settembre sarà presentato a Tropea, alle ore 18, presso l’Antico Sedile il libro “C’eravamo tanto a(R)mati”, per la casa Editrice Settecolori, edizione rinnovata di un opera che tanto interesse suscitò nella prima metà degli anni ottanta. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Giovedì 29 alle ore 18, presso l’Antico Sedile</h3>
<h4>Un&#8217;opera che tanto interesse suscitò nella prima metà degli anni ottanta</h4>
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<dt class="wp-caption-dt"><img title=" " src="/FotoSorbilli/CeravamotantiArmati.jpg" alt=" " width="304" height="466" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd"></dd>
</dl>
</div>
<p>Giovedì 29 settembre sarà presentato a Tropea, alle ore 18, presso l’Antico Sedile il libro “C’eravamo tanto a(R)mati”, per la casa Editrice Settecolori, edizione rinnovata di un’opera che tanto interesse suscitò nella prima metà degli anni ottanta. Oltre ai rappresentanti dell’Amministrazione Comunale, il sindaco Gaetano Vallone e l’assessore alla Cultura Lucio Ruffa, ci saranno i due relatori Maurizio Cabona, giornalista e critico cinematografico, Stenio Solinas, giornalista e scrittore, l’editore Manuel Grillo per la Settecolori, Piero Sansonetti, Direttore di Calabria Ora, la moderatrice Luciana Baldrighi, giornalista e scrittrice, Eduardo Meligrana, giornalista ed organizzatore dell’incontro.<span id="more-19499"></span><br />
Il libro racchiude venticinque storie diverse, per estrazione, esperienze, formazione tutte accumunate dalla speranza di cambiare, col proprio piccolo contributo, l’Italia del post “anni di piombo”: Giampiero Mughini, Massimo Cacciari, Stella Pende, Francesco Guccini, Diego Gabutti,Claudio Scorretti, Luigi Filippi, Oliviero Beha e Alberto Camerini, Sergio Carrara e Pietro Grassi, Umberto Croppi e Adolfo Morganti, Raffaello Belcaro e Massimo Greco, Roberto Bassi e Armando Torno, e poi Massimo Fini, Stella Pende, Armando Torno, Enrico Nistri, Paolo Isotta, Gianni Rivera e Giordano Bruno Guerri, si fecero testimoni nel 1984, quando uscì per la prima volta il libro, di racconti di gente di destra e di sinistra, che non parlava più il linguaggio ideologico degli anni sessanta, ma quello più normale della narrazione di vite comuni, del privato, delle esperienze quotidiane, di pensieri e sensazioni, anziché della militanza politica o partitica. Fu, forse, un esperimento editoriale e letterario  a quei tempi, idea illuminata di Stenio Solinas e Maurizio Cabona per dimostrare che aldilà delle idee e delle ideologie diametralmente opposte, chi non cadeva nell’esasperazione dell’estremismo e soprattutto della violenza, poteva partecipare ad un  confronto civile in uno spirito costruttivo che facesse dimenticare una volta per tutte gli anni del terrorismo e delle barricate.</p>
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		<title>“La giustizia è una cosa seria“</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 21:10:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caterina Sorbilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Parghelia]]></category>

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		<description><![CDATA[Incontro interessante quello che si è tenuto a Parghelia lunedì 19 Ospiti d’onore il magistrato Nicola Gratteri e lo scrittore Antonio Nicaso É stato un incontro molto interessante quello che si è tenuto a Parghelia lunedì 19 settembre. Ospiti d’onore il magistrato Nicola Gratteri e lo scrittore Antonio Nicaso, autori del libro “La giustizia è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Incontro interessante quello che si è tenuto a Parghelia lunedì 19</h3>
<h4>Ospiti d’onore il magistrato Nicola Gratteri e lo scrittore Antonio Nicaso</h4>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 410px"><img title="Il magistrato Nicola Gratteri e lo scrittore Antonio Nicaso - foto Sorbilli" src="/FotoSorbilli/PargheliaGratteriNIcaso.jpg" alt="Il magistrato Nicola Gratteri e lo scrittore Antonio Nicaso - foto Sorbilli" width="400" height="275" /><p class="wp-caption-text">Il magistrato Nicola Gratteri e lo scrittore Antonio Nicaso - foto Sorbilli</p></div>
<p>É stato un incontro molto interessante quello che si è tenuto a Parghelia lunedì 19 settembre. Ospiti d’onore il magistrato Nicola Gratteri e lo scrittore Antonio Nicaso, autori del libro “La giustizia è una cosa seria”. A moderare la serata, con competenza e professionalità, il giornalista Eduardo Meligrana, il quale ha presentato alle tante persone convenute i passaggi più salienti di quest’opera pubblicata dalla casa editrice Mondadori. L’appuntamento, a cui ha presenziato il sindaco Maria Luisa Brosio ed i componenti del Consiglio comunale, è stata l’occasione per i due autori di ribadire ancora una volta le loro idee e le opinioni, che ormai da tempo hanno deciso di rendere pubblici attraverso, appunto, la carta stampata e la partecipazione a svariati incontri e convegni in tutta Italia ed anche all’estero, facendo ben cogliere alle platee qual è il loro concetto di Giustizia e quali, soprattutto, dovrebbero essere le modifiche per renderla più efficiente e proficua. La Giustizia, secondo Gratteri e Nicaso, ribadendo il titolo del libro è cosa seria, e come tale dovrebbe essere percepita dalla coscienza sociale, attraverso l’inasprimento delle pene, il lavoro carcerario e tutte quelle strategie che potrebbero, sempre di più, rendere non “conveniente” delinquere; una Giustizia ed un sistema giudiziario che necessitano di una riorganizzazione anche logistica, di redistribuzione di uffici, di competenze professionali, di snellimento della burocrazia, di investimenti minimi nei sistemi informatici. É alla scuola ed all’educazione alla Legalità che i due ospiti attribuiscono molta importanza, allo “Sfatare” i miti che hanno reso la n’drangheta la più grande mafia internazionale facendo, anche, opera pedagogica sin dall’infanzia.</p>
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		<title>Michele Cucuzza è stato a Tropea</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 23:47:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco Barritta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Tropea]]></category>

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		<description><![CDATA[Il noto volto Rai Michele Cucuzza è stato a Tropea per presentare il suo nuovo libro. Il giornalista e presentatore è venuto infatti in città il 27 agosto, dove si è intrattenuto in piazza Ercole alle 19.30, per parlare del suo ultimo lavoro dal titolo “Fuori dal video”]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Presentato il suo nuovo libro dal titolo “Fuori dal video</h3>
<h4>La presentazione è avvenuta con la partecipazione del sindaco di Tropea Gaetano Vallone</h4>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 415px"><img title="Il Sindaco di Tropea con Michele Cucuzza - foto Libertino" src="/FotoPersonaggi/TropeaValloneCucuzza.jpg" alt="Il Sindaco di Tropea con Michele Cucuzza - foto Libertino" width="405" height="405" /><p class="wp-caption-text">Il Sindaco di Tropea con Michele Cucuzza - foto Libertino</p></div>
<p>Il noto volto Rai Michele Cucuzza è stato a Tropea per presentare il suo nuovo libro. Il giornalista e presentatore è venuto infatti in città il 27 agosto, dove si è intrattenuto in piazza Ercole alle 19.30, per parlare del suo ultimo lavoro dal titolo “Fuori dal video”.<span id="more-18805"></span><br />
La presentazione è avvenuta con la partecipazione del sindaco di Tropea Gaetano Vallone, dell’assessore alla Cultura Lucio Ruffa, del presidente dell’associazione culturale Magna Graecia Millennium di Torino Francesco Furchì, oltre che dell’autore ed è stata moderata dal giornalista Eduardo Meligrana. Il libro si presenta come una sorta di diario online, «ripercorrendo – ha spiegato l’assessore Ruffa &#8211; annotazioni, incontri, commenti, spesso sostenuti dalle emozioni dettate da cinema, musica e arte, che Michele Cucuzza ha scelto tra le decine di notizie che racconta tutti i giorni in tv, questa volta per scrivere i suoi editoriali settimanali sul quotidiano il Corriere dell’Umbria, pubblicati anche dagli altri giornali del gruppo: Corriere di Viterbo, della Maremma, di Arezzo, di Siena, di Viterbo e di Rieti. Riflessioni che coincidono con l’autoritratto delle sensibilità di un giornalista di lunga esperienza e forse, anche, tasselli di quel mosaico infinito, a volte ricco di energie e incoraggiante, altre incomprensibile e deprimente, che è il nostro paese. Il tutto in un linguaggio chiaro, senza esibizioni colte, nel tentativo di condividere con il lettore dubbi, inquietudini, speranze».</p>
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		<title>Premio letterario &#8220;Città di Tropea&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Aug 2011 12:19:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caterina Sorbilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Documentari]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Tropea]]></category>

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		<description><![CDATA[Di seguito potrete ammirare le immagini della premiazione dei finalisti del premio letterario "Città di Tropea" del luglio 2011. Ricordiamo i risultati: Donatella Di Pietroantonio con il suo “Mia madre è un fiume” con 167 voti pari al 59,9%, ha superato le 57 preferenze pari al 20,4% ottenute dal libro di De Cataldo “I Traditori”, e i 55 voti pari al 19,7 di quelli ricevuti da Marta Morazzoni con la sua “ La Nota Segreta”.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Il video della premiazione dei finalisti</h3>
<h4></h4>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 375px"><img class=" " title="Vince la V edizione D. Di Pietrantonio - foto Libertino" src="/FotoPersonaggi/DiPietrantonioDonatellaTropea2011.jpg" alt="Vince la V edizione D. Di Pietrantonio - foto Libertino" width="365" height="550" /><p class="wp-caption-text">Vince la V edizione D. Di Pietrantonio - foto Libertino</p></div>
<p>Di seguito potrete ammirare le immagini della premiazione dei finalisti del premio letterario &#8220;Città di Tropea&#8221; del luglio 2011. Ricordiamo i risultati: Donatella Di Pietroantonio con il suo “Mia madre è un fiume” con 167 voti pari al 59,9%, ha superato le 57 preferenze pari al 20,4% ottenute dal libro di De Cataldo “I Traditori”, e i 55 voti pari al 19,7 di quelli ricevuti da Marta Morazzoni con la sua “ La Nota Segreta”.<span id="more-18738"></span></p>
<p><img src="http://www.tropeaedintorni.it/wp-content/plugins/flash-video-player/default_video_player.gif" /></p>
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		<title>Giuseppe Pugliese, &#8220;L&#8217;artista solitario&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Aug 2011 13:23:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario Vallone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Brattirò]]></category>

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		<description><![CDATA[“Inizieremo questo percorso antologico partendo da dove ci siamo lasciati ( 1943-45 Mio padre nel lager)”. Usa questa espressione e questo riferimento bibliografico Antonio Pugliese, nelle pagine introduttive del suo ultimo lavoro intitolato “L’artista solitario”(Armando Siciliano Editore), volume da poche settimane in libreria. Il nuovo libro, prendendo spunto dal precedente volume “Mio padre nel lager” improntato sulle vicissitudini affrontate dal padre Giuseppe nel corso della seconda guerra mondiale, ripercorre le vicende collegate al ritorno in patria del medesimo personaggio (il libro Mio padre nel lager è diventato anche un docufilm di successo girato circa due anni fa dal regista Enzo Carone).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>E&#8217; in libreria un volume interamente dedicato al compianto scultore di Brattirò</h3>
<h4>Il figlio Antonio racconta il percorso artistico intrapreso dal padre al rientro dalla seconda guerra mondiale</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Inizieremo questo percorso antologico partendo da dove ci siamo lasciati ( 1943-45 Mio padre nel lager)”. Usa questa espressione e questo riferimento bibliografico Antonio Pugliese, nelle pagine introduttive del suo ultimo lavoro intitolato “L’artista solitario”(Armando Siciliano Editore), volume da poche settimane in libreria. Il nuovo libro, prendendo spunto dal precedente volume “Mio padre nel lager” improntato sulle vicissitudini affrontate dal padre Giuseppe nel corso della seconda guerra mondiale, ripercorre le vicende collegate al ritorno in patria del medesimo personaggio (il libro Mio padre nel lager è diventato anche un docufilm di successo girato circa due anni fa dal regista Enzo Carone). <span id="more-18504"></span>Giuseppe Pugliese, testimone di un violenza inaudita, una volta  tornato in paese iniziò un percorso del tutto particolare trovando conforto nell’arte. Contadino con un livello di istruzione non eccelso, estrasse dalla sua memoria ricordi e sensazioni per imprimerli, a modo suo, da autodidatta, sulla pietra e sul legno.</p>
<div id="attachment_18505" class="wp-caption alignright" style="width: 232px"><a href="http://www.tropeaedintorni.it/giuseppe-pugliese-lartista-solitar140811io/.html/giuseppepugliese" rel="attachment wp-att-18505"><img class="size-medium wp-image-18505  " title="GiuseppePugliese" src="http://www.tropeaedintorni.it/FotoVarie//GiuseppePugliese-222x300.jpg" alt="" width="222" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il compianto Giuseppe Pugliese (foto poro.it)</p></div>
<div id="attachment_18508" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.tropeaedintorni.it/giuseppe-pugliese-lartista-solitar140811io/.html/prof-antoniopugliese" rel="attachment wp-att-18508"><img class="size-medium wp-image-18508 " title="prof.AntonioPugliese" src="http://www.tropeaedintorni.it/FotoVarie//prof.AntonioPugliese-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Il prof. Antonio Pugliese, autore del libro</p></div>
<p>Una sorta di liberazione, di cura della propria anima, afflitta da tutta quella ignobile e assurda crudeltà cui era stato costretto ad assistere prima di conseguire l’agognata libertà e far ritorno a casa. Un pulsare prorompente che si era impadronito della sua esistenza e che lo ha portato nel corso degli anni, specialmente dopo la morte della moglie nel 1975, a “rifugiarsi” nella sua casetta di campagna e dare alla materia inerme e inanimata forme disparate, talvolta originali e curiose, riflessi di momenti celati dentro la sua profonda sensibilità. “Erano le giornate piovose, fredde, a volte con un pizzico di neve-scrive l’autore- che portavano il Pugliese a trascorrere, sempre da solo, ore e ore nella sua campagna, rifugiato dentro una casa di bresti di datata manifattura.” Giuseppe Pugliese, scomparso ad inizio gennaio 2009, ha inteso tramandare ai posteri, attraverso la pratica di una vena artistica insopprimibile ed invincibile, una testimonianza della sua esistenza ed il figlio Antonio, tramite questo libro, ha cercato di sintetizzare e amplificare questo messaggio. Nel libro egli racconta infatti la vita del padre, in particolare il suo percorso artistico, partendo dallo spazio che si era creato per sfogare la sua ispirazione,  fino a giungere a perlustrare e approfondire il significato profondo dei suoi “componimenti”, senza dimenticare di riportare i lusinghieri giudizi di importanti critici e uomini di cultura. Nel medesimo libro vi è una sezione dedicata anche a episodi riferibili a prima del ’45, degli “scritti ritrovati”, come vengono definiti dall’autore, che aiutano a comprendere ancora di più la figura di un personaggio  la cui esistenza  ha lasciato il segno. Chiudiamo l’articolo con l’ epitaffio impresso sulla lapide del compianto Giuseppe Pugliese, sepolto nel cimitero comunale di Drapia,versi  molto belli, toccanti e significativi: “Gemono la pietra e l’ulivo, piangono l’artista solitario, narratore di mille storie”.</p>
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		<title>I libri i veri protagonisti</title>
		<link>http://www.tropeaedintorni.it/tropeai-libri-i-veri-protagonisti-2707/.html</link>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 21:28:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caterina Sorbilli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Tropea]]></category>

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		<description><![CDATA[I veri protagonisti, come ogni anno, alla fine sono stati loro: i libri.
Al Premio letterario nazionale “Città di Tropea”, aldilà degli ospiti illustri e dell’organizzazione sempre più impeccabile, ciò che attrae il pubblico e ne decreta il successo si materializza nei contenuti e nelle interessanti conversazioni, possibili, con gli stessi autori presenti all’evento. E’ teso all’arricchimento personale il fine ultimo di questa manifestazione e la possibilità che offre di incontrare, ascoltare ed interagire con scrittori validi e competenti, rappresenta la più importante delle sue caratteristiche e punto di forza indiscutibile. Quanto già detto lo ha confermato il vincitore della scorsa edizione, Mattia Signorini, che con la sua simpatica presenza di quest’anno testimonia, ancora una volta, la voglia degli autori di avvicinarsi e farsi coinvolgere dai lettori in uno scambio costruttivo ed affettuoso reciproco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Ospiti illustri e organizzazione impeccabile</h3>
<h4>Al Premio letterario nazionale “Città di Tropea”, evento dell’anno, vince l’abruzzese Donatella Di Pietroantonio con il suo “Mia madre è un fiume”</h4>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 416px"><img title="Donatella Di Pietantonio taglia la torta - foto Libertino" src="/FotoPersonaggi/DiPietrantonioDonatellaPremioTropea2011.jpg" alt="Donatella Di Pietantonio taglia la torta - foto Libertino" width="406" height="515" /><p class="wp-caption-text">Donatella Di Pietantonio taglia la torta - foto Libertino</p></div>
<p>I veri protagonisti, come ogni anno, alla fine sono stati loro: i libri.<br />
Al Premio letterario nazionale “Città di Tropea”, aldilà degli ospiti illustri e dell’organizzazione sempre più impeccabile, ciò che attrae il pubblico e ne decreta il successo si materializza nei contenuti e nelle interessanti conversazioni, possibili, con gli stessi autori presenti all’evento. E’ teso all’arricchimento personale il fine ultimo di questa manifestazione e la possibilità che offre di incontrare, ascoltare ed interagire con scrittori validi e competenti, rappresenta la più importante delle sue caratteristiche e punto di forza indiscutibile. Quanto già detto lo ha confermato il vincitore della scorsa edizione, Mattia Signorini, che con la sua simpatica presenza di quest’anno testimonia, ancora una volta, la voglia degli autori di avvicinarsi e farsi coinvolgere dai lettori in uno scambio costruttivo ed affettuoso reciproco.<br />
Poi, il parterre de rois di ospiti, ogni anno sempre più ricco e vario, incrementa ulteriormente l’interesse nei confronti di questa kermesse letteraria, presenze come quella, ad esempio, del giornalista GianAntonio Stella diventano poli d’attrazione di notevole importanza. In questo contesto le classifiche di piazzamento dei concorrenti diventano quasi irrilevanti, risultanze di votazioni soggettive e personali che nulla o poco cambiano al valore intrinseco delle opere in gara; certamente risultare vincitore del “Tropea” diventa ad ogni nuova edizione sempre più un’affermazione di prestigio, umanamente e professionalmente piacevole e desiderata. A provare l’ebbrezza della vittoria del Premio “Città di Tropea” quest’anno è toccato, a sorpresa, così come lo fu lo scorso anno per Signorini, all’abruzzese Donatella Di Pietroantonio con il suo “Mia madre è un fiume” opera che ha saputo incontrare i gusti di molti giovani lettori facenti parte delle giurie e di gran parte del pubblico femminile. L’opera vincitrice di questa edizione ha stravinto con una differenza notevole di preferenze: con 167 voti ha superato i 57 espressi nei confronti del libro di De Cataldo “I Traditori” e i 55 ottenuti da Marta Morazzoni con la sua “ La Nota Segreta”.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 416px"><img title="Signorini, De Cataldo, Di Pietrantonio, Morazzini, Blasi, Pandullo - foto Libertino" src="/FotoPersonaggi/SignoriniDiPietrantonioMorazziniBlasiPandullo.jpg" alt="Signorini, De Cataldo, Di Pietrantonio, Morazzini, Blasi, Pandullo - foto Libertino" width="406" height="270" /><p class="wp-caption-text">Signorini, De Cataldo, Di Pietrantonio, Morazzini, Blasi, Pandullo - foto Libertino</p></div>
<p>“Mia madre è un fiume” edito da Elliot nel 2010, è innanzitutto un racconto dell’anima, un’opera intimista capace di suscitare tante emozioni. E’ una storia travolgente anche se scritta con frasi smorzate e parole silenziose da sembrare solo pensate, semplici ed asciutte, un racconto d’amore travolgente ed indissolubile che l’autrice materializza attraverso un linguaggio, a volte, sincopato capace di far affiorare ugualmente pensieri e riflessioni, interiorizzate come propri dal lettore sensibile. Una storia di una madre malata, di una figlia che non ha contezza della sua capacità d’amarla, della malattia che giunge piano piano come chiave di lettura delle loro esistenze; Donatella Di Pietrantonio narra con abile carica introspettiva il suo racconto, come quel “fiume” con cui identifica la madre, irrequieto, forte, purificante, travolgente, rigenerante ed al contempo misterioso. Non può lasciare indifferenti la lettura di questo libro, anzi ti sconquassa come l’idea di perdere la propria identità, così come avviene per la protagonista muta, raccontata attraverso le parole di una figlia che spesso lasciano la prosa per divenire poesia. Sono donne reali quelle presentate, donne in cerca di equilibri personali che possano dare un significato all’affannosa ricerca del senso della vita; la voce narrante è coscienza prima che personalità, è voce di pensieri non confessati, voce di attenzioni non ricevute, grida d’amore in quel rapporto empatico ancestrale vissuto tra parole non dette, paure, sensazioni ed emozioni che solo tra madre e figlia possono essere vissuti<br />
E’ un volersi ritrovare a tutti i costi, nonostante la rigidità del linguaggio corporeo della figlia ed il ruolo innaturale di una madre poco affettuosa; passa anche attraverso la sofferenza per una morte solo immaginata questa voglia di comunicazione, tanto da augurarsi quanto di più brutto possa succedere pur di riscoprire l’amore materno desiderato, spontaneo e sincero.<div class="wp-caption alignleft" style="width: 416px"><img class="  " title="Vince l'esordiente “odontoiatra prestata alla letteratura” Donatella Di Pietrantonio (autrice di Mia Madre è un Fiume, Elliot)  - foto Libertino" src="/FotoPersonaggi/DiPietrantonioDonatellaTropea2011.jpg" alt="Vince l'esordiente “odontoiatra prestata alla letteratura” Donatella Di Pietrantonio (autrice di Mia Madre è un Fiume, Elliot)  - foto Libertino" width="406" height="611" /><p class="wp-caption-text">Vince l&#39;esordiente “odontoiatra prestata alla letteratura” Donatella Di Pietrantonio (autrice di Mia Madre è un Fiume, Elliot) - foto Libertino</p></div>Il “Tropea” si è riconfermato anche quest’anno evento culturale di alto valore, arricchito dalla presenza di numerose personalità del panorama giornalistico, accademico ed intellettuale: sul palco, oltre ai due bravi conduttori, i giornalisti Rai Pasqualino Pandullo e Livia Blasi, si sono alternati gran parte dei componenti la giuria tecnico scientifica del Premio ad incominciare, nella prima serata, dalla presidente Isabella Bossi Fedrigotti, i rappresentanti delle tre Università calabresi, l’assessore alla Cultura della Regione Calabria, Mario Caligiuri, il sindaco di Tropea Adolfo Repice, il presidente della Provincia di Vibo Valentia Francesco De Nisi, Gilberto Floriani direttore del Sistema bibliotecario vibonese, Mario Romano, presidente dei giovani Industriali di Vibo, Gennaro Tarallo del Consorzio Asmenet, l’editore e segretario del Premio Tropea Giuseppe Meligrana e gli scrittori Santo Gioffrè, Stefano Lapi, Mauro Francesco Minervino ed Isabella Marchiolo; poi ancora si è registrata la presenza Marino Sinibaldi, ideatore del programma radiofonico Fahrenheit e direttore di Radio3 Rai, Aldo Pecora dell’associazione “Ammazzateci tutti”, l’attore Eugenio Masciari, l’autore di noir e Professore all’Università di Cagliari, Luciano Marrocu, Arcangelo Badolati e Paola Bottero, Fulvia Gambaro e Gianfranco Valenti.<br />
Tra il pubblico, numeroso nell’ultima serata, la presenza di giornalisti delle maggiori agenzie d’informazione e qualche importante scrittore calabrese, intento a mimetizzarsi fra gli spettatori, come Mimmo Gangemi.<br />
L’amore passionale per la scrittura e la lettura dei partecipanti al Premio, soprattutto dei fedelissimi spettatori dell’evento, si è riconfermato intatto a prescindere dall’influenza dalle novità di quest’anno, ad incominciare dalla nuova location, che se da un lato offre una cornice impeccabile alla manifestazione, dall’altro corre il rischio di far divenire il premio una questione di “nicchia” avulsa da ogni coinvolgimento popolare, scopo per cui, con abilità e competenza, il suo patron Pasqualino Pandullo ha dato anima al “Tropea- Una regione per leggere”.</p>
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		<title>Vince  la V edizione D. Di Pietrantonio</title>
		<link>http://www.tropeaedintorni.it/vince-la-v-edizione-d-di-pietrantonio-2407/.html</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 00:55:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comunicato Stampa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Tropea]]></category>

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		<description><![CDATA[L’inattesa vittoria della esordiente “odontoiatra prestata alla letteratura” Donatella Di Pietrantonio (autrice di Mia Madre è un Fiume, Elliot) sul “magistrato-scrittore” Giancarlo De Cataldo (autore de I traditori, Einaudi) e sulla scrittrice Marta Morazzoni (autrice de La nota segreta, Longanesi) chiude la quinta edizione del Premio Letterario Nazionale Tropea.
Donatella Di Pietrantonio si è aggiudicata il Premio, superando gli altri due finalisti con un netto distacco. Questi i voti ottenuti dai tre autori: Di Pietrantonio 167 voti (pari al 59,9 % dei suffragi totali), Giancarlo De Cataldo 57 preferenze (20,4% dei voti totali,  Marta Morazzoni con 55 voti totali (pari al 19,7 % dei consensi)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>L’inattesa vittoria della esordiente “odontoiatra prestata alla letteratura”</h3>
<h4>La scrittrice abruzzese batte  il “magistrato-scrittore” Giancarlo De Cataldo e Marta Morazzoni. Il “Tropea”  si conferma scopritore di talenti letterari e interprete delle tematiche di attualità</h4>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 590px"><img title="Vince l'esordiente “odontoiatra prestata alla letteratura” Donatella Di Pietrantonio (autrice di Mia Madre è un Fiume, Elliot)  - foto Libertino" src="/FotoPersonaggi/DiPietrantonioDonatellaTropea2011.jpg" alt="Vince l'esordiente “odontoiatra prestata alla letteratura” Donatella Di Pietrantonio (autrice di Mia Madre è un Fiume, Elliot)  - foto Libertino" width="580" height="873" /><p class="wp-caption-text">Vince l&#39;esordiente “odontoiatra prestata alla letteratura” Donatella Di Pietrantonio (autrice di Mia Madre è un Fiume, Elliot) - foto Libertino</p></div>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 590px"><img class=" " title="Signorini, De Cataldo, Di Pietrantonio, Morazzini, Blasi, Pandullo - foto Libertino" src="/FotoPersonaggi/SignoriniDiPietrantonioMorazziniBlasiPandullo.jpg" alt="Signorini, De Cataldo, Di Pietrantonio, Morazzini, Blasi, Pandullo - foto Libertino" width="580" height="385" /><p class="wp-caption-text">Signorini, De Cataldo, Di Pietrantonio, Morazzini, Blasi, Pandullo - foto Libertino</p></div>
<p>L’inattesa vittoria della esordiente “odontoiatra prestata alla letteratura” Donatella Di Pietrantonio (autrice di Mia Madre è un Fiume, Elliot) sul “magistrato-scrittore” Giancarlo De Cataldo (autore de I traditori, Einaudi) e sulla scrittrice Marta Morazzoni (autrice de La nota segreta, Longanesi) chiude la quinta edizione del Premio Letterario Nazionale Tropea.<br />
Donatella Di Pietrantonio si è aggiudicata il Premio, superando gli altri due finalisti con un netto distacco. Questi i voti ottenuti dai tre autori: Di Pietrantonio 167 voti (pari al 59,9 % dei suffragi totali), Giancarlo De Cataldo 57 preferenze (20,4% dei voti totali,  Marta Morazzoni con 55 voti totali (pari al 19,7 % dei consensi).<br />
A decretare il verdetto finale sono stati i 409 sindaci di tutta la Calabria col voto combinato di una giuria popolare composta da 43 persone tra accademici (Accademia degli affaticati”), studenti e cittadini della località turistica.<br />
La vittoria della scrittrice esordiente, che nell’albo d’oro del prestigioso premio segue a quella di Roberto Saviano (Gomorra), Gianrico Carofiglio (Ragionevoli dubbi), Carmine Abate (Gli anni veloci), Mattia Signorini (La Sinfonia del tempo breve) conferma due caratteristiche del Premio già evidenti nelle passate le edizioni: la capacità di scoprire e “lanciare” nuovi talenti letterari e quella d’intercettare e interpretare le principali tematiche di attualità, come in questa edizione le donne.<br />
Ha dedicato il premio, emozionatissima, ai suoi affetti e alla sua terra, l’Abruzzo.<br />
Il racconto di un amore tra madre e figlia “andato storto da subito” in un Abruzzo (dagli anni Quaranta ai giorni nostri) “luminoso e aspro”, che affiora tra le pagine quasi fosse una terra mitologica e lontana, ha conquistato oltre la metà della giuria.<br />
Una storia personale tutta al femminile che si intreccia alla Storia (fatti di piccoli e grandi avvenimenti), la malattia che riavvicina la figlia alla madre, l’importanza della memoria storica e individuale e il racconto delle diverse sfaccettature della femminilità sono elementi ricorrenti nel romanzo e del dibattito di stretta attualità sul rapporto tra donne e letteratura, donne e impegno civile.<br />
I tre testi finalisti del “Premio Tropea” sono stati, infatti, scelti all’interno di una rosa di 21 libri selezionati dalla giuria. Il coinvolgimento dei sindaci calabresi è uno tra gli elementi più innovativi e “democratici” del Premio.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 590px"><img title="Donatella Di Pietantonio taglia la torta - foto Libertino" src="/FotoPersonaggi/DiPietrantonioDonatellaPremioTropea2011.jpg" alt="Donatella Di Pietantonio taglia la torta - foto Libertino" width="580" height="736" /><p class="wp-caption-text">Donatella Di Pietantonio taglia la torta - foto Libertino</p></div>
<p>Oltre ai finalisti, nella serata conclusiva condotta da Pasqualino Pandullo (Presidente dell’“Accademia degli Affaticati”, promotrice del Premio) e Livia Blasi (giornalista della sede Rai di Cosenza),  Gian Antonio Stella ha discusso di bellezza e tutela del territorio con l’antropologo Mauro Francesco Minevino, autore di “Statale 18”, ed. Fandango e Fernando Miglietta responsabile del Padiglione Calabria alla Biennale di Venezia.<br />
Stella, Minervino e la bellezza deturpata del nostro “Bel Paese”<br />
Gian Antonio Stella ha mostrato, al numeroso pubblico affluito in questa ultima serata di premiazione, delle slide: un percorso fotografico da Nord a Sud che mostra il degrado dei nostri luoghi più belli e l’incuria che colpisce impunemente il nostro patrimonio architettonico. Basterebbe invece poco, ha rimarcato il giornalista-saggista, ma soprattutto basterebbe la buona volontà di chi è al governo (destra o sinistra che sia) per ridare lustro ai nostri luoghi, così come è stato fatto alla Venaria reale di Torino tornata agli antichi splendori. L’antropologo Mauro Francesco Minervino ha rincarato la dose toccando un altro tasto dolente che ferisce il nostro paese e la nostra regione in particolar modo: l’espansione selvaggia dell’edilizia che distrugge il paesaggio soffocandolo con colate di cemento. Posti brutti fanno persone brutte ha sottolineato, riprendiamoci la nostra bellezza.<br />
L’intensa voce di Marco Falaguasta, noto attore di diverse fiction tra cui “Paura d’amare” (Rai 1), ha guidato gli spettatori tra le pagine dei libri in concorso, con la lettura di alcuni brani, accompagnato al pianoforte dal direttore musicale del premio Sergio Coniglio.<br />
Il Premio è stato consegnato, nella serata conclusiva, dal vincitore dell’ultima edizione Mattia Signorini, rivelazione dello scorso anno con “La sinfonia del tempo breve” (Salani).<br />
La giuria tecnico-scientifica<br />
La giuria del Premio è costituita, da autorevoli nomi del panorama editoriale italiano che hanno selezionato i tre testi finalisti.<br />
Oltre a Isabella Bossi Fedrigotti, firma autorevole del Corriere della Sera e Presidente della Giuria, scrittrice (Premio Campiello 1991), e già Presidente, dal 2005, del “Bagutta” il più antico premio letterario italiano, si sottolinea la presenza di Giuliano Vigini, uno tra i maggiori esperti di editoria in Italia.<br />
Gli altri giurati sono: Corrado Calabrò, Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni; Pierfranco Bruni, scrittore e Vicepresidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani; Francesco Saverio Costanzo, Magnifico Rettore dell’Università Magna Grecia di Catanzaro; Massimo Giovannini, Magnifico Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria; Giovanni Latorre, Magnifico Rettore dell’Università della Calabria di Arcavacata di Rende; Gilberto Floriani, Direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese; Michele Daniele, giornalista e Vicepresidente dell’Accademia degli Affaticati; Giuseppe<br />
Meligrana, editore e Segretario dell’Accademia degli Affaticati; Pasqualino Pandullo, giornalista Rai e Presidente dell’Accademia degli Affaticati.<br />
Uno degli aspetti più interessanti inoltre del Premio Tropea riguarda la modalità di selezione delle opere finaliste: ogni giurato infatti propone una sua selezione di opere, edite negli ultimi due anni, e nel corso di una manifestazione pubblica – che si tiene ogni anno nel mese di marzo, – si sceglie la terna dei libri finalisti.<br />
La giuria popolare e i 409 sindaci<br />
La terna di opere selezionate è poi diffusa sull’intero territorio calabrese grazie al coinvolgimento dei 409 sindaci dei comuni calabresi invitati alla lettura delle opere e alla giuria popolare composta da giovani studenti tropeani e membri dell’“Accademia degli Affaticati”. I loro voti congiunti decreteranno il libro vincitore dell’edizione 2011.</p>
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