Il farmacista e la medicina sbagliata

Se ci fermassimo un po’ a pensare a quanto Dio fa nella nostra vita, forse riusciremo a dire “Grazie”. Anche nelle cose ordinarie delle nostre giornate – Ma per lo più ci fermiamo davanti a quello che Dio “non fa” per noi, e allora il nostro muso si allunga con tristezza e pensiamo che Dio, alla fine dei conti, con ci serve. E invece… Proviamo a sorridere con questa storia.

Nel 2019 il Centenario dall’Incoronazione di M. S. di Portosalvo

Ottima organizzazione del comitato formato da Accorinti, Mazzitelli, Scoordamaglia e Crigna Il prof. Meligrana: «Il culto della Madonna di Portosalvo è connesso, come suggerisce lo stesso titolo, con la tradizione marinara degli abitanti di Parghelia, che affidavano alla protezione della Vergine la propria sicurezza sui mari» I festeggiamenti in onore della Madonna di Portosalvo si […]

Il bambino e la vetrata

Ogni cristiano è chiamato alla santità e la santità non consiste anzitutto nel fare cose straordinarie, ma nel lasciare agire Dio in noi. E’ l’incontro della nostra debolezza con la forza della sua grazia, è avere fiducia nella sua azione che ci permette di vivere nella carità, di fare tutto con gioia e umiltà, per la gloria di Dio e nel servizio al prossimo. Perciò Léon Bloy diceva negli ultimi momenti della sua vita: «C’è una sola tristezza nella vita, quella di non essere santi».

Per mille strade siamo qui

La nostra vita è un cammino che ci porta a Dio tra molte difficoltà, dubbi, incertezze. In questo cammino veniamo guidati da Cristo stesso: egli ci fortifica con il “pane della vita”, che è il suo corpo offerto per noi e per la nostra salvezza. E ci accompagna la Divina Madre, indicandoci come fare quello che ci chiede Gesù. Perciò i giovani, soprattutto, guardano con fiducia il futuro per costruire con Cristo una umanità sempre rinnovata e guarita dalle sue ferite.

Ora et labora

“Ora et labora”, “Prega e lavora!” – Un po’ di questa sapienza farebbe ad evitare i dannosi stress quotidiani; se lasciamo da parte la preghiera, e ci dedichiamo solo all’azione, gireremo attorno a noi stessi, senza andare avanti e ciò che è peggio, caderemo nell’abisso”.

Rispettare la domenica

Rispettare la domenica e le festa e non solo sul piano religioso. I grandi centri commerciali oggi si sono attrezzati con varie risorse (aria condizionata, musica, snack bar…), e sono diventati le nuove chiese domenicali. Bello sì, ma questo sistema svuoterà l’uomo della sua umanità e… dei suoi soldi. E a soffrire sono gli operai, che restano defraudati dei giorni festivi, ridotti a pura merce sindacale.

Uno sputo per gli orfani

Per fare il bene bisogna essere pronti ad affrontare il male; e quanto più il bene viene ostacolato, tanto più ha garanzie di successo. Questa è la logica che hanno messo in atto i santi. San Clemente,  a Varsavia, entrò in un’osteria per chiedere una elemosina per i suoi orfani. Ricevette uno sputo in faccia: “Prendi, corvo, la tua elemosina!” – E il santo con calma rispose: “Questo è per me. Ora mi dia qualcosa per i miei orfani”.

Io musulmana difendo il crocifisso

Asmae Dachan musulmana, poetessa e giornalista e volontaria di Croce Rossa: “Io, musulmana, difendo il crocifisso ma dico: non strumentalizzatelo. Il crocifisso appartenga sì ai cristiani, ma sia anche un simbolo che entra nel cuore di chi ne adotta e ne rispetta il messaggio… Il crocifisso fa emergere la parte più bella di noi…  è un inno alla bontà verso il prossimo, all’accoglienza dell’altro e alla speranza”.

Il porcellino domestico

La vita degli umani si sta sempre più “integrando” con gli animali domestici: cani, gatti, scoiattoli, tartarughe, porcellini… Si rimane stupiti della comunicazione che si riesce a instaurare tra loro all’interno della famiglia. Eppure l’umano deve consentire all’animale la libertà di restare animale. E l’umano deve poter coltivare e accrescere la sua condizione di figlio di Dio, vivendo nel bene e in pace con la natura e con il suo prossimo.

Una sfida di altri tempi

Ci sono stati tempi in cui si era “più eroici”, cioè più fedeli agli impegni presi dinanzi a Dio e più attenti al rispetto dei valori fondamentali riguardanti la famiglia. Oggi il livello morale si è notevolmente abbassato, forse irrimediabilmente, e la presenza di Dio non viene presa a confronto. Ma chi è davvero cristiano sa che deve puntare in alto: “Siate santi, perché io, il vostro Dio, sono santo!”

Un pane per la vita

In questo tempo di estate capita di vedere folle di persone che cercano una qualche forma di benessere. Foto che rivelano la ricerca che l’uomo fa della sua felicità, ma anche delle delusioni che sopraggiungono. Dove cercare la felicità? La risposta è nel Vangelo di oggi: “Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

I denti dei poveri ricevono cure gratuite

Curare i denti non è solo un problema di salute. Per chi non ha nulla, non potersi permettere le cure diventa una questione di dignità. Anche per questo Mons. Matteo Zuppi, il vescovo di Trastevere inviato a Bologna da Papa Francesco, oltre a dare il pane ha voluto curare i denti dei più poveri. Perché potessero sedersi a tavola, in quelle mense della Caritas che li accolgono ogni giorno, e mangiare senza soffrire. E riconoscersi in un sorriso.

Papà separati e Caritas

Il bene a piccoli grandi passi. – A Barletta (Bari) è stata aperta una piccola casa Caritas per i padri separati. Solo otto posti letto: forse pochi, ma anche il poco costituisce un avvio per una buona ripartenza dopo il dramma della separazione. Il Signore moltiplicherà il “poco” che noi sapremo offrire.

Una bella storia di Redenzione

Il Centro Padre Nostro sulle orme di Puglisi ha trasformato il quartiere di Brancaccio a Palermo. Se ci sono campi sportivi, aiuti alle famiglie, un auditorium, lo si deve al Centro». L’ergastolano Stefano Taormina non ha conosciuto di persona il sacerdote martire, però si parlava molto del parrinu nella zona durante quegli anni». ora sta riscattando la sua vita vissuta nel male, collaborando generosamente alle iniziative di bene del Centro. Ed ha un sogno: poter stringere la mano a papa Francesco e avere da lui una benedizione.

Alfonso de Liguori e il suo schiavo

Sant’ Alfonso Maria de Liguori, Vescovo e dottore della Chiesa, Fondatore dei Redentoristi (1696-1787). S. Alfonso, il Dottore zelante, rifulse per la sua premura per le anime, i suoi scritti, la sua parola e il suo esempio. mentre era avvocato, in famiglia, aveva uno “schiavo” personale, Abdallah, che chiese spontaneamente di essere battezzato confidando: “Mi son mosso dall’esempio del mio Padrone, non potendo essere falsa questa Religione, in dove il mio Padrone vive con tanta onestà, e divozione, e con tanta umanità verso di me”. Ricevuto il battesimo morì a 18 anni.

Da 75 anni i Redentoristi in Amazzonia

75 anni – Redentoristi in Amazzonia. I primi sei missionari pionieri arrivarono a Manaus il 22 aprile 1943 provenienti da St. Louis, negli Stati Uniti. Quanti missionari sono passati per queste terre, quanti popoli hanno ricevuto la prima evangelizzazione ed ora i laici sono in cammino di crescita, nella consapevolezza della missione del loro battesimo. Oggi i Redentoristi costituiscono una significativa presenza in tutto il Brasile ed anche nell’Amazzonia.

L’amore sa contare

Solo l’amore è capace di far fare un passo indietro quando si è raggiunto una situazione di vantaggio: ci sono imprenditori che rinunziano all’eccessivo profitto, per includere i più deboli nel processo aziendale. Ma quanti sono? Papa Francesco denunzia una economia che emargina sistematicamente i più poveri, che viene pensata per i più furbi e che specula finanziariamente a danno dei più deboli.

La condivisione aiuta la vita

Cristo è diventato pane spezzato per tutti, ha creato uno stile di vita nuova: condividere per vivere, perché Dio desidera la felicità dei suoi figli anche su questa terra. Siamo chiamati a condividere per far vincere la vita, altrimenti l’avidità ci porterà alla morte. Sopratutto nei disastri non restiamo chiusi in noi stessi, ma apriamoci alla condivisione: “Donaci, Signore il pane, l’amore e la vita, perché per il pane, per la vita e per l’amore tu ci hai creati”.

Gesù è un amico

La comunicazione col Signore è più facile di quanto pensiamo: basta parlargli come ad un amico, confidando sempre in Lui. Se tutto è dettato dall’amore e dalla fede egli verrà sempre in nostro aiuto nelle nostre necessità e non ci lascerà soli. Le testimonianze dei Santi (qui vediamo San Gerardo Maiella e San Clemente Hofbauer) e di persone che magari già conosciamo ci sono di incoraggiamento.