Capo Vaticano, furto in una villa

In località Grotticelle di Ricadi

Tracce riconducibile all’autore del reato  inviata al R.i.s. di Messina per l’estrapolazione del d.n.a.

La Caserma dei Carabinieri della Compagnia di Tropea - foto Libertino
La Caserma dei Carabinieri della Compagnia di Tropea - foto Libertino

Dopo un grave atto di furto e devastazione di una villa i militari della Stazione di Spilinga, a seguito di articolata attività investigativa, riescono ad individuare il colpevole che, posto di fronte all’evidenza dei fatti, vuota il sacco e confessa ai Carabinieri di aver compiuto il gesto per vendicare un mancato pagamento.
Il 14 maggio 2010 personale della Stazione Carabinieri di Spilinga interveniva presso la villa De Agazio, ubicata in località Grotticelle di Ricadi.
Da quell’edificio ignoti avevano asportato alcuni oggetti di poco valore, cagionando però la devastazione degli interni della villa (arredi, sanitari e meccanismi elettronici), per un danno ingente.
Nel corso dell’accurata ispezione dei luoghi, i militari, oltre a porre sotto sequestro gli attrezzi utilizzati per la commissione del reato, individuavano e repertavano una traccia ematica essiccata, sicuramente riconducibile all’autore del reato. La traccia veniva immediatamente inviata al R.i.s. di Messina per l’estrapolazione del d.n.a..
Parallelamente, nel corso dell’attività investigativa, venivano raccolti elementi probatori nei confronti di un operaio edile di Vazzano, M. G., di anni 46, che pochi mesi prima aveva realizzato dei lavori all’interno  della villa.
Per tale motivo, su autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria, nei confronti dell’operaio veniva attuato un prelievo di materiale biologico che consentiva di estrapolare il profilo di genotipo maschile. Alla luce degli eloquenti elementi di colpevolezza raccolti dai militari della Stazione Carabinieri di Spilinga, l’indagato ormai alle corde decide di rendere spontanee dichiarazioni, durante le quali si autoaccusa del danneggiamento, dichiarando di aver agito per una vendetta nei confronti della proprietaria della villa, in quanto colpevole di non aver provveduto all’intero pagamento dei lavori eseguiti dallo stesso.
A seguito di comparazione con l’accertamento genetico molecolare del sangue repertato durante il sopralluogo, il materiale biologico prelevato all’indagato risultava essere perfettamente sovrapponibile.
Si conclude una vicenda che ricalca le dinamiche che spesso sono l’origine di eventi delittuosi anche molto gravi.

 

Comandante Comp. CC  Tropea

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