Chiara la condanna di Papa Francesco contro la ndrangheta

Una folla oceanica abbraccia il Vescovo di Roma

Il Santo Padre pellegrino nella nostra terra di Calabria

Papa Francesco a Cassano - foto Libertino
Papa Francesco a Cassano – foto Libertino

Il 21 giugno è il solstizio d’estate. Non ci poteva essere evento migliore per dare inizio all’estate 2014 che la visita di papa Francesco alla diocesi di Cassano all’Jonio e di riflesso alla chiesa di Calabria e alla nostra regione.
Come si suole dire c’eravamo anche noi di Tropeaedintorni.it a seguire l’importante evento per esprimere la nostra ammirazione a questo uomo vestito di bianco che, venuto dalla fine del mondo, in meno di 15 mesi ha trasformato la vita della chiesa e la sua opera di evangelizzazione e ha ridato speranza e conforto a molti uomini e donne di buona volontà.
La giornata calabrese di papa Bergoglio si è concentrata nella visita ad alcuni luoghi significativi della diocesi di Cassano, il cui Vescovo mons. Nunzio Galantino è stato nominato segretario generale della CEI alla fine del 2013, proprio in quella occasione il papa ha chiesto scusa alla gente di Cassano per aver chiesto al loro Vescovo di assumere questo incarico, manifestando altresì il desiderio di venire a visitare questa porzione di Chiesa e cosi è stato.
Le tappe della visita del Papa sono state diverse. Dopo aver toccato il suolo calabrese, proveniente da Roma in elicottero, il Papa ha incontrato i detenuti e i loro familiari e il personale penitenziario che opera nel carcere di Castrovillari ed è poi giunto allo stadio di Cassano accolto da un tripudio di persone in festa che sventolavano le bandierine coi colori del Vaticano. Un bagno di folla ha accompagnato il Papa nel suo tragitto e la papamobile ha avuto non poche difficoltà a transitare a causa dell’affetto genuino e spontaneo di tanta gente. A Cassano il Papa ha incontrati i malati presso l’hospice e i sacerdoti della diocesi in Cattedrale. Dopo il pranzo consumato nel seminario diocesano insieme ai poveri e gli ex tossicodipendenti, papa Francesco ha raggiunto l’area ex Insud di Sibari dove ha celebrato la messa insieme ai Vescovi della Calabria, a 270 sacerdoti provenienti da tutte le diocesi calabresi e a oltre 250 mila fedeli provenienti dalle regioni del sud Italia, che non hanno esitato a sfidare il caldo e i disagi del viaggio, pur di vivere questa giornata di festa e di gioia della fede. Nel corso dell’omelia, il papa ha definito i cristiani un popolo che adora e cammina. L’unico signore da adorare è Gesù, altrimenti si diventa adoratori del male e della violenza. Papa Francesco non avuto timore di parlare del male che affligge la nostra regione, la ndrangheta. “La ndrangheta è adorazione del male e disprezzo del bene comune. Coloro che questa strada intraprendono sono scomunicati”. Il papa ha poi invitato a testimoniare la solidarietà concreta soprattutto con i fratelli che hanno bisogno di giustizia e tenerezza. Rivolgendosi ai calabresi li ha invitati a riconoscere i segni di speranza che ci sono nelle famiglie, parrocchie e paesi e ai giovani ha chiesto di non farsi rubare mai la speranza. Parole cariche di incoraggiamento ad andare avanti, parole di cui i calabresi avevano veramente bisogno. Quando l’elicottero del papa ha ripreso il volo per Roma, nel volto e nel cuore di tutti la certezza di aver partecipato ad una giornata memorabile.
Un sincero plauso va alla diocesi di Cassano che ha saputo gestire un evento così imponente nel migliore dei modi, grazie anche alla proficua collaborazione delle forze dell’ordine, della protezione civile e delle associazioni di volontariato che hanno saputo assicurare una dignitosa assistenza ai numerosi pellegrini.
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Francesco Sicari
Francesco Sicari

Sacerdote della diocesi di Mileto – Nicotera – Tropea, collaboratore storico della testata Tropeaedintorni