Cipolle rosse di Tropea vendute con marchio IGP falso

Illegale la denominazione che è riservata alla produzione certificata

Operazione “Falso d’autore” effettuata dal Corpo Forestale dello Stato della stazione di Spilinga.

Si chiama “Falso d’autore” l’operazione conclusa ieri dagli agenti del Corpo forestale dello Stato della stazione di Spilinga, i quali hanno scoperto un caso di contraffazione alimentare: venivano spacciate per cipolle rosse di Tropea a marchio Igp, ma in realtà si trattava di cipolla rossa comune.
La cipolla rossa di Tropea proprio perché nota in tutto il mondo per le sue qualità nutrizionali ed organolettiche, è certificata con il marchio “Indicazione Geografica Protetta” e rappresenta un’eccellenza nel sistema agroalimentare calabrese.
Le indagini del CfS sono partite dal comprensorio di Capo Vaticano, in seguito a varie segnalazioni di casi di contraffazione da parte delle associazioni di categoria ed hanno riguardato una serie di attività commerciali dedite alla distribuzione, al confezionamento ed alla commercializzazione della cipolla rossa di Tropea a marchio Igp.
Sono state rinvenute oltre 2000 etichette contraffatte, sulle quali vi erano impressi indebitamente il logo del marchio Igp, con accanto quello del “Consorzio di tutela della Cipolla Rossa di Tropea IGP”. L’ispezione è stata effettuata dagli agenti del Corpo Forestale dello Stato all’interno di un esercizio commerciale di proprietà di P.F., in cui si realizzava la vendita di un ingente quantitativo di cipolla rossa spacciata come “Cipolla Rossa di Tropea IGP”. Le duemila etichette contraffatte sono state poste sotto sequestro penale ed il commerciante è stato denunciato alla Procura della Repubblica.
Dalila Nesci

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