Cittadino tra i cittadini

In una seduta straordinaria con un solo punto all’ordine del giorno il consiglio comunale del Comune di Ricadi ha conferito ieri pomeriggio la cittadinanza onoraria al dottor Rodolfo Ruperti, vicequestore aggiunto e capo della Squadra mobile di Vibo Valentia. Tale alto riconoscimento è stato concesso dal primo cittadino Domenico Laria e dall’amministrazione comunale, che si sono resi interpreti della volontà di tutta la cittadinanza di fronte ad un’aula consiliare gremitissima. Per il sindaco Laria questo meritato riconoscimento parte «dall’amore per questa terra, che tutti vorremmo vedere rifiorita», e non ha solo un valore simbolico, ma rappresenta il vivo desiderio che Ruperti possa rimanere «cittadino della Costa degli dei a tutti gli effetti». Il sindaco ha ripercorso l’operato di Ruperti a ritroso nel tempo, delineando quella storia disseminata di successi, ottenuti contro un potere occulto che per decenni ha tenuto sotto scacco l’intero territorio provinciale. Tra gli interventi dei presenti, oltre ai saluti inviati da Monsignor Fiorillo, dell’associazione “Libera”, per bocca di Michele Garrì, è stato apprezzato quello del consigliere di maggioranza Paolo Morabito, che ha rivolto a vicequestore aggiunto i ringraziamenti a nome di tutti i cittadini, per aver «inflitto un durissimo colpo alla criminalità organizzata con i fatti, non con le parole. Grazie dunque per averci consegnato un mondo migliore, in cui si possa vivere nella legalità e per aver messo la museruola alla mafia. La comunità ha bisogno di uomini come lei». Anche il capo del gruppo di minoranza Nicola Tripodi ha voluto ringraziare Ruperti per il rapporto che ha saputo instaurare con le scuole e con i ragazzi, motivo questo di grande speranza, ed ha invitato Ruperti a continuare nella sua missione, perché «noi vediamo in lei e nei suoi collaboratori questa grande speranza». Sono arrivati poi i saluti da parte delle amministrazioni dei comuni di Drapia e di Tropea. Un plauso particolare a Ruperti è stato fatto proprio dal dottor Sandro Cortese, vicesindaco della cittadina tirrenica, secondo il quale «da questo incontro è nato un messaggio che servirà a divulgare la cultura della legalità». Infine l’intervento più tenero, che ha strappato a Ruperti un sorriso, è giunto dal sindaco dei ragazzi del Comune di Ricadi, la piccola Elena Zappia, che ha ringraziato il capo della Squadra mobile per il suo «gran coraggio e l’amore per la giustizia con il quale ragazzi come noi possono vivere serenamente».
Per merito del quarantaduenne avvocato crotonese, infatti, l’immenso apparato della ‘ndrangheta ha subito sonore sconfitte, ma enumerare qui le sue grandi battaglie, i blitz, con centinaia di arresti, le continue retate contro i giri di estorsioni e usura, contro i gestori di truffe ed illeciti, e per combattere i traffici di armi e stupefacenti, non rende appieno l’idea del grande servigio reso da quest’uomo allo Stato. Ruperti è un uomo che rappresenta oggi una risorsa insostituibile nella lotta alla criminalità organizzata ma, proprio per questo, merita di raggiungere al più presto ruoli più alti nelle gerarchie della polizia investigativa italiana. La speranza più sentita, per il sindaco Laria e per tutti i presenti, resta perciò quella che «il prossimo capo della Squadra mobile possa essere un uomo alla sua altezza», perché l’immenso lavoro da lui portato avanti non rappresenti per il territorio solo una felice parentesi tra l’imperante clima di oppressione e paura dal quale Ruperti ci ha traghettato fuori.
Infine, prima di congedarsi, il neo cittadino di Ricadi ha lanciato il suo messaggio: «Ho sentito parole bellissime stasera, e condivido che bisogna lavorare a fondo soprattutto sulla questione culturale, ma ancor di più sui nostri ragazzi».

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Francesco Barritta
Francesco Barritta

Docente di lettere nella scuola secondaria, collaboratore storico della testata Tropeaedintorni.it, è giornalista iscritto all’albo professionale dell’Ordine dei giornalisti della Calabria, elenco pubblicisti.