Come amano gli ultimi

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Come amano gli ultimi.

Come amano gli ultimi? Innanzitutto con la preghiera: hanno il coraggio e l’amore di pregare per gli altri. – Cosa chiedi quando tu preghi? Ordinariamente chiedi a Dio tante cose per te, per la tua famiglia, per i tuoi cari. E così ti senti tranquillo, perché ha affidato a Dio quello che ha di più caro. Ma se è vero che il tuo prossimo comincia da chi ti sta più vicino, è vero anche che non si ferma ad essi. Il tuo prossimo sono tutti gli altri, e a tutti gli altri devi fare arrivare il tuo amore attraverso la preghiera, a volte scordandoti anche di te stesso. Diceva S. Roberto Bellarmino che vale di più un’oncia di carità che cento carri di dottrina! Leggi la bella storia missionaria. 

♦ Un missionario in Amazzonia racconta:
“Una domenica, dopo aver parlato della preghiera e della fiducia in Dio in un lebbrosario, mi si avvicinò una donna anziana, ormai divorata dalla lebbra e cieca. Mi disse:
– Padre, io prego tutto il giorno. Prego per il Papa, per i Vescovi, per i preti e per tutti gli uomini.
E prego per la pace e per la gioia di tutti.

♦ Il missionario allora le chiese:
– E per te cosa chiedi al buon Dio?
Rispose:
– Niente! Io sono felice così, sono felice della felicità degli altri!
(fonte: La Chiesa missionaria, Esempi catechistici)

Dal Vangelo di questa domenica  (Mt 20,1-16)
Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi

♦ In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
♦ «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna.
Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono.
Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.

♦ Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro.
Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

Se è vero che il tuo prossimo comincia da chi ti sta più vicino, è vero anche che non si ferma ad essi. Il tuo prossimo sono tutti gli altri, e a tutti gli altri devi fare arrivare il tuo amore attraverso la preghiera, a volte scordandoti anche di te stesso. Quante volte sono gli ultimi a darci lezioni di umanità!
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