Conoscere e seguire Gesù

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Conoscere e seguire Gesù.

profughiDal Vangelo di questa domenica – In quel tempo, Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo, e per la strada interrogava i suoi discepoli dicendo: «La gente, chi dice che io sia?». Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa e altri uno dei profeti».  – Ed egli domandava loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E ordinò loro severamente di non parlare di lui ad alcuno. – E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. (Vangelo di Marco 8,27-33) .

Ma voi chi dite che io sia?… Chi sono io per voi, per te?
«La domanda di Gesù ai suoi discepoli raggiunge, dopo duemila anni, ciascuno di noi e pretende una risposta vissuta. Una risposta che non si trova nei libri come una formula ma nell’esperienza di chi segue davvero Gesù.
Gesù si capisce soltanto lungo una strada, dopo una lunga strada. Una strada di grazia e di peccato.
È la strada del discepolo. E proprio questo seguire Gesù che ci fa conoscere Gesù. Seguire Gesù con le nostre virtù e anche con i nostri peccati. Ma seguire sempre Gesù!
Conosciamo Gesù nell’incontro quotidiano con Lui tutti i giorni. Con le nostre vittorie e le nostre debolezze. È proprio attraverso questi incontri che ci avviciniamo a lui e lo conosciamo più profondamente». (papa Francesco).
Non abbiamo paura di seguire Gesù… Lo conosceremo sempre di più e sempre meglio. Egli è la nostra terra promessa! – Migliaia di profughi si sono messi in marcia in questi giorni verso nuove terre pur non avendole ancora conosciute o sperimentate: hanno fiducia e speranza che arriveranno in un posto migliore da dove stanno scappando. E presto lo sperimenteranno.

Il drammatico esodo di profughi, rifigiati, perseguitati e non di questo mese ha preso dimensioni bibliche. Interi popoli stanno muovendosi tra reazioni alterne: accoglienza coraggiosa e aperta e intolleranza manifestata con forme di violenza (calci, sputi, grida di morte...). In mezzo al caos, riportato ampiamente dai media, campeggia il gesto della piccola bambina siriana che offre uno dei suoi biscotti ad un poliziotto ungherese.
Il drammatico esodo di profughi, rifugiati, perseguitati e non, di questo mese ha preso dimensioni bibliche. Interi popoli stanno muovendosi mossi dalla speranza di un nuovo futuro, tra reazioni alterne: accoglienza coraggiosa e aperta di tanti volontari e gente di buona volontà  e tra l’ intolleranza manifestata con forme di violenza (calci, sputi, grida di morte…). In mezzo al caos, riportato ampiamente dai media, campeggiano gesti d’amore, come quello  della piccola bambina siriana che offre uno dei suoi biscotti ad un poliziotto ungherese.

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