Correzione reciproca a 360 gradi

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Correzione reciproca a 360 gradi.

La natura con i suoi tremendi fenomeni (terremoti, uragani, siccità prolungate o alluvioni disastrose) non cessa di ammonire l’umanità, invitandola, purtroppo dolorosamente, al rispetto delle condizioni del vivere insieme. Sembra che l’uomo solo quando si vede privato di tutto, comprende che avrebbe potuto scegliere meglio per il bene della collettività. – Come se non bastasse la natura che sempre più spesso riveste l’abito di severo censore, ecco gli interminabili litigi nazionali ed internazionali, con l’ONU non sempre pronta e convincente e a volte anche impotente, ad apportare le opportune correzioni. – La correzione reciproca (il vangelo la chiama fraterna) è un dovere, da compiere però con discrezione e rispetto. Altrimenti, se il male dilaga e diventa ostinato, allora tutta la comunità è interessata alla correzione che difficilmente si potrà chiamare ancora fraterna, per vigilare e non lasciarsi contagiare dal male. – La riconciliazione nazionale celebrata in questi giorni in Colombia può indurci a sperare, sperando al di là di ogni speranza. 

Dal vangelo di questa domenica (cf Mt 18,15-20).
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano».

♦ Il Signore ci ha costituiti sentinelle premurose e attente a favore dei fratelli; tutti siamo nel debito dell’amore vicendevole che è un seme che germoglia con il rispetto e fruttifica con la stima reciproca.
♦ È fin troppo evidente la presenza di conflitti non risolti nelle famiglie, nelle comunità, tra le nazioni. L’orgoglio e il desiderio di vendetta seduce tutto il genere umano e lo incolla alla polvere di questa terra.

 Cristo Gesù continua ad indicare ai suoi discepoli l’urgenza e la via della concordia: la riconciliazione è talmente importante da coinvolgere un crescendo di persone.
Avere il Signore in mezzo a noi, come vero punto di riferimento, alzerà lo sguardo del nostro cuore al cielo, affinché possiamo prendere coscienza di quanto male facciano i grovigli di antichi rancori che incatenano ancora i nostri figli.

La natura con i suoi tremendi fenomeni (terremoti, uragani, siccità prolungate o alluvioni disastrose) non cessa di ammonire l’umanità, invitandola, purtroppo dolorosamente, al rispetto delle condizioni del vivere insieme. – La correzione reciproca (il vangelo la chiama fraterna) è un dovere, da compiere però con discrezione e rispetto. Altrimenti, se il male dilaga e diventa ostinato, allora tutta la comunità è interessata alla correzione che difficilmente si potrà chiamare ancora fraterna, per vigilare e non lasciarsi contagiare dal male. – La riconciliazione nazionale celebrata in questi giorni in Colombia può indurci a sperare, sperando al di là di ogni speranza.
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