Crudeltà e misericordia

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

205a-speranza

Crudeltà e misericordia.

“Señor tem piedad de tu pueblo, Señor, perdón por tanta crueldad. Franciscus 29-VII-2016” (Signore abbi pietà del Tuo Popolo, Signore, perdono per tanta crudeltà).
Sono queste le parole che il Papa ha scritto sul Libro d’onore del campo di concentramento di Auschwitz. – La crudeltà non è finita nel mondo, continua in mille modi, contrastata dall’amore e dalla misericordia.  – Importante il segnale arrivato finalmente dall’Islam, di unirsi – nelle chiese – ai cristiani per pregare per il padre Jacques Hamel, barbaramente ucciso da due terroristi nella sua chiesa di chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray. 

♦ Dal Vangelo di questa domenica (cf Lc 12,13-21)
Gesù disse alla folla una parabola: «La campagna di un uomo ricco aveva dato un raccolto abbondante. Egli ragionava tra sé: “Che farò, poiché non ho dove mettere i miei raccolti? Farò così – disse –: demolirò i miei magazzini e ne costruirò altri più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; ripòsati, mangia, bevi e divèrtiti!”. Ma Dio gli disse: “Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?”. Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio».

♦ La domenica della svolta?
Parigi – Un messaggio di pace, solidarietà e compassione unirà questa domenica gli islamici e i cristiani di Francia e d’Italia. I membri dell’Istituto di Alti Studi Islamici (Ihei), in segno di sostegno alle vittime degli atti di terrorismo di Rouen e Nizza prenderanno parte alla celebrazione della messa nelle cattedrali e nelle chiese di Parigi, Lione, Marsiglia, Gap, Embrun, Rennes, Lille, Perpignan e Tolone e hanno invitato gli altri fedeli musulmani a fare altrettanto.
L’appello “è un gesto enorme, mette fuori gioco chi vuole dividere, chi vuole una strategia del terrore”, ha dichiarato il portavoce Cei, don Ivan Maffeis. Il presidente Bagnasco aveva chiesto un segno, di far sentire la loro voce. Il segno è arrivato.
Le religioni vogliono la pace. Lo ha ricordato il Papa all’indomani dei tanti attentati, a Parigi, a Nizza, a Rouen. Il mondo è in guerra, ma non è una guerra di religione: è una guerra per il potere, per le risorse della terra, per i soldi. E anche la Chiesa italiana ha sottolineato che non fa propria né una logica di chiusura né di vendetta. La posizione della Chiesa è chiara ma non scontata” e non riceve plausi da tutti.
Oggi è domenica: potremo vedere se davvero gli islamici sapranno seguire l’invito e si spingeranno nelle chiese, in segno di solidarietà e compassione per il vile omicidio di un sacerdote. Noi lo speriamo.

Giorni di dolore e di speranza. All'uomo che cerca di possedere il mondo con la ideologia, con la violenza, col potere, con la ricchezza, Gesù risponde con la umiltà del cuore e la mitezza di un servizio senza confine. Egli ha un cuore pieno di misericordia per le nostre fragilità. Gesù, confido in te!
Giorni di dolore e di speranza. All’uomo che cerca di possedere il mondo con la ideologia, con la violenza, col potere, con la ricchezza, Gesù risponde con la umiltà del cuore e la mitezza di un servizio senza confine. Egli ha un cuore pieno di misericordia per le nostre fragilità. Gesù, confido in te!
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