Curare la natura ferita e l’uomo ferito

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Curare la natura ferita e l’uomo ferito.

La natura incanta quando è bella e splendente e rattrista quando, suo malgrado, provoca distruzioni e disagi. – Le storie di tante distruzioni causate in questi ultimi giorni dal cattivo tempo ci hanno fatto sperimentare i limiti di una natura ferita, che aspira anch’essa ad essere curata e guarita.
– La lettera di San Paolo ai Romani lo dice chiaramente: “La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità, nella speranza che anche essa sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi (Rm 8,14 ss).
– L’amore resta la via obbligata per guarire l’uomo e la natura stessa, perché tutto è opera di Dio. «Amore verso Dio… Amore verso il prossimo». Sono due comandamenti che si illuminano a vicenda e possono guarire l’uomo e la natura. Come le due ante di una porta, c’è un rapporto vitale tra la risposta d’amore verso Dio e verso i fratelli. Non sottovalutiamolo.

Dal Vangelo di questa domenica (Mc 12,28-34)
♦ In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Quale è il primo dei comandamenti? La tradizione giudaica contava seicento tredici precetti. Gesù ne indica uno solo: l’amore per Dio e per il prossimo. Queste parole hanno accompagnato il cammino del popolo d’Israele: amare il Signore con tutta la propria vita e amare il prossimo come se stesso. È tutto l’uomo che viene coinvolto nell’amore.
Lo scriba che interrogava Gesù lo riconosce: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».

Se ci impegniamo con Cristo con tutto il nostro essere, potremo accostarci al regno di Dio e ascoltare da Gesù le stesse parole che ripete allo scriba: «Non sei lontano dal regno di Dio».
♥ Ma noi abbiamo bisogno di essere sostenuti in questo cammino avvicinamento al Regno di Dio. E saremo sostenuti da Gesù stesso, perché egli è sempre vivo per intercedere a nostro favore.

♥ L’amore ri-crea la natura ferita dell’uomo e fa splendere ancora di più il disegno originale di Dio che sarà anche la meta finale: essere unti a Lui per l’eternità.

Diventa sempre più planetaria l’esperienza che la natura sta accelerando certi suoi cambiamenti. Fenomeni che prima si verificavano di rado, oggi stanno diventando emergenze quotidiane: inondazioni e distruzioni, terremoti ed eruzioni vulcaniche, incendi di sempre più vaste proporzioni. Grandi sono i disagi e i danni. Ma lentamente poi ci si rimette in cammino nel contesto di una natura ferita. E quando ritornerà il sereno e i colori della natura torneranno ad essere di nuovi splendenti, allora capiremo che stiamo in marcia verso una nuova creazione che ci attende. – Intanto abbiamo una via per ri-creare la natura: l’amore per Dio e per il prossimo.

Condividi l'articolo