Curiosità dalla storia: dall’O.d.G. Grandi al processo di Verona (11)

“Operazione Conte”: Edda, l’agente segreto Frau Beetz, i nazisti e i diari di Ciano

Frau Beetz alla madre di Ciano: «Io ho amato Galeazzo, contessa. E lo amo ancora. È stato il grande amore della mia vita»

1) Ciano nella cella 27 del carcere di Verona – 2) Adolf Hitler – 3) Edda Mussolini – 4) Ernst Kaltenbrunner – 5) Heinrich himmler – 6) Joachim von Ribbentrop – 7) Frau Beetz – 8) Joseph Goebbels

«Galeazzo disse che non voleva morire fucilato, ma voleva togliersi la vita e basta. Allora andai da un medico e mi feci aiutare. Andammo in farmacia e mi dette una boccetta di cianuro. Galeazzo lo prese ma non morì, e disse al suo compagno di cella Benini: “Guarda, mi tocca morire due volte”. Pavolini non fece arrivare al Duce le domande di grazia. Nell’ultima lettera mio padre mi scrisse: “Quando ti rivedrò ti spiegherò”». Edda racconterà così all’amico Domenico Olivieri i cruciali giorni che precedettero la condanna a morte dei “traditori”.
Edda aveva tentato il tutto per tutto per liberare il marito caduto in disgrazia, trattando con i fascisti e i tedeschi, fidandosi di una spia, Frau Baeetz, e accettando lo scambio dei diari di Ciano con le autorità naziste pur di salvare il marito.
Il piano per liberare Ciano prevedeva un’azione di forza tedesca denominata “Operazione Conte”. Di questa operazione ne erano al corrente Himmler e Kaltenbrunner; Hitler naturalmente doveva rimanerne all’oscuro. Alcuni esperti membri delle SS d’accordo con i miliziani fascisti avrebbero inscenato uno scontro per poi prendere in consegna Ciano, che sarebbe stato portato all’estero. Successivamente la moglie Edda avrebbe consegnato i diari ai nazisti. Ma tra il dicembre 1943 e i primi di gennaio del 1944– ancor prima di mettere in atto l’operazione – i tedeschi avevano chiesto di entrare in possesso di almeno una parte di diari di Ciano. Il 6 gennaio Edda riuscì a consegnarne una parte grazie all’aiuto di Frau Beetz (il suo vero nome era Hildegard Purwin nata Burkhardt), l’agente segreta tedesca che aveva sorvegliato Ciano quando – dopo il 25 luglio aveva raggiunto la Germania – e rimase sempre vicino a Galeazzo fino al momento in cui fu trasferito al poligono per la fucilazione. Edda si fidava di lei, ma la spia nazista confiderà alla madre di Ciano: «Io ho amato Galeazzo, contessa. E lo amo ancora. È stato il grande amore della mia vita». Edda sapeva che Ciano sarebbe stato liberato la notte tra il 7 e l’8 gennaio, quindi promise che quello che restava dei diari lo avrebbe consegnato il giorno dopo. Ma i tedeschi non si presentarono all’incontro e poi si venne a sapere che l’operazione era stata annullata dagli alti comandi: von Ribbentrop e Goebbels in contrasto con altri gerarchi nazisti, in particolare con Himmler, avevano informato Hitler. Il giorno dopo, l’8 gennaio, alle ore 9:00 si tenne la prima udienza del processo.

Continua… 11/14

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Francesco Marmorato
Francesco Marmorato
Docente di lettere nella scuola secondaria, collaboratore storico della testata Tropeaedintorni.it, è giornalista iscritto all'albo professionale dell'Ordine dei giornalisti della Calabria, elenco pubblicisti.