Curiosità dalla storia: Le navi di Nemi 3/9

Il 20 ottobre 1928 Mussolini mise in funzione le pompe che avrebbero parzialmente svuotato il lago

Fu l’architetto Vittorio Ballio Morpurgo a realizzare il primo edificio in Italia e in Europa ad essere costruito in funzione del contenuto e non ad essere adattato al contenuto: il museo delle navi romane

Il 9 aprile 1927, in un discorso alla Reale Società Romana di Storia Patria, il Capo del Governo Benito Mussolini annunciava la decisione di recuperare le navi sommerse.
Nel 1927 la ditta Riva di Milano aveva finanziato la realizzazione degli impianti idrovori necessari per pompare l’acqua per lo svaso del lago. Per il deflusso delle acque si decise di utilizzare l’antico canale emissario che conduceva fino al mare all’altezza di Ardea con una capacità di 1200 litri al secondo. Il 20 ottobre 1928, proprio Mussolini, diede ufficialmente inizio alla storica impresa: lui stesso mise in funzione le pompe idrovore che avrebbero parzialmente svuotato il lago. Il 28 marzo del 1929 emersero le prime strutture della prima nave, che affiorò completamente il 3 settembre dello stesso anno. Il 5 ottobre iniziavano i lavori di alaggio della nave (ovvero la costruzione al di sotto dello scafo di un’intelaiatura scorrevole su rotaie, che mediante un argano consentì di portare a riva la nave e ricoverarla in un Hangar).
Il progetto, che fu poi effettivamente realizzato, era quello di abbassare il livello delle acque del lago di circa 20 metri, sia per effettuare il recupero dei due relitti, sia per ispezionare il fondo del lago dove si pensava potessero esserci altri reperti. Effettivamente l’ispezione del fondo del lago riservò numerose sorprese. Tra le più importanti il rinvenimento di un sistema di palizzate che circondava l’intero lago con lo scopo di proteggere le rive.
Per poter abbassare le acque del lago, si sfruttò la presenza dell’antico emissario, un canale che portava l’acqua del lago fino al mar Tirreno. Fu costruita una piattaforma galleggiante sulla quale furono montate le pompe idrovore. Gli scafi erano talmente grandi che un altro problema che si dovette affrontare fu quello di realizzare un edificio appositamente costruito per poter ricoverare i due scafi. Venne fatto un concorso di idee e fu accettato il progetto dell’architetto Vittorio Ballio Morpurgo.
Fu proprio l’architetto Morpurgo a realizzare il primo edificio in Italia e in Europa ad essere costruito in funzione del contenuto e non ad essere adattato al contenuto: il museo delle navi romane.

Continua…

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Francesco Marmorato
Francesco Marmorato
Docente di lettere nella scuola secondaria, collaboratore storico della testata Tropeaedintorni.it, è giornalista iscritto all'albo professionale dell'Ordine dei giornalisti della Calabria, elenco pubblicisti.