Dalila Nesci (M5S): il “Premio Tropea”, scaduto per la miopia del potere

L’appuntamento letterario, un contenitore per esaltare scrittori vicini al palazzo

Non andrò al Premio Tropea, anche se sono stata invitata

Dalila Nesci Cittadina 5 stelle - vicepresidente della commissione delle Politiche Ue . Commissione di Vigilanza Rai- foto Libertino
Dalila Nesci Cittadina 5 stelle – vicepresidente della commissione delle Politiche Ue . Commissione di Vigilanza Rai- foto Libertino

Non andrò al Premio Tropea, anche se sono stata invitata. L’ho deciso per coerenza: non mi piacciono le finzioni, non riesco a essere ipocrita.
L’appuntamento letterario è ormai un contenitore per esaltare scrittori vicini al palazzo o politici compensati illegittimamente come Santo Gioffrè, nominato fuori legge a dirigere l’Asp di Reggio Calabria, come ripeto da mesi, prima del giudizio dell’Autorità nazionale anticorruzione, che mi ha dato ragione sull’inconferibilità della nomina.
La manifestazione culturale tropeana è scaduta nel tempo, con una progressiva, evidente calabresizzazione. Già nel 2013 avevo contestato in maniera articolata i gravi condizionamenti politici sull’evento. Rilevai come le stesse logiche della Calabria peggiore, degli accordi e dell’opportunismo, avessero inquinato il Premio, rinomato per l’apertura culturale, il rilievo nazionale e la capacità di coniugare cura organizzativa, profondità di contenuti e bellezza del territorio.
Il Premio Tropea, successivamente assorbito dal Festival di Tropea, aveva rappresentato un riferimento forte per la Calabria, nel tempo devastata dall’ignoranza e dalla prepotenza del potere. Innovativo, il Premio aveva dimostrato le potenzialità crescenti della regione italiana più complessa, troppo spesso bloccata da rapporti di forza e dinamiche di dominio tipiche dell’antropologia mafiosa, entrate prepotentemente anche nell’industria e nell’offerta culturale.
Alla città e alla Calabria l’iniziativa aveva portato luce positiva e speranze di riscatto. Oggi, l’appuntamento è sprofondato in una triste apparenza e nell’autoreferenzialità, diventando simbolo del ridicolo del potere, cieco, sordo e incapace di progetto.
Mi auguro che la città di Tropea sappia insorgere, per restituire dignità al suo Premio, anche con una reazione degli intellettuali della Calabria e del resto d’Italia. Io sento d’aver fatto la mia piccola parte, con la parola e con le azioni.

Deputato M5s

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