Dio si aspetta frutti

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Dio si aspetta frutti.

Come ogni buon padrone sulla terra, anche Dio, “Padre nostro che è nei cieli”, aspetta frutti dai suoi figli. Dopo averli creati, dopo averli redenti per mezzo del suo Figlio, rivelando in questo un amore infinito, e dopo aver messo il mondo nelle loro mani, è ben giusto che attenda frutti, e frutti buoni. E’ quanto vuole comunicarci Gesù nel suo vangelo, oggi. – Ma il rischio di produrre e offrire frutti non graditi è sempre alto, perché l’uomo sempre può cedere alla tentazione di piacere più a se stesso che a Dio che lo ha creato. Può mai Dio accettare frutti di violenza, di egoismo, di odio e di morte? Sarebbe come offenderlo. E allora l’uomo deve trovare il modello di riferimento per piacere a Lui. La risposta c’è ed è Cristo, che purtroppo tante volte viene rifiutato e ucciso.
Non si può piacere a Dio senza riferimento esplicito o implicito a Cristo, aderendo a lui con l’obbedienza della fede e con le opere della carità. Essere cristiani vuol dire essere innestati in Cristo e con Lui produrre frutti che il Padre gradisce.

C’era un uomo ricco, proprietario di molti terreni, che egli distribuiva volentieri a chi gliene faceva richiesta per coltivarli e farli fruttificare.
♦ Ma si era riservato per sé per un terreno molto bello e promettente di larghi frutti. Un uomo che si diceva povero, conoscendo la sua bontà, tanto pregò che alla fine l’ottenne per sé e la sua famiglia. E il padrone gli disse: “Va bene, te lo affido, purché mi fai assaggiare i suoi frutti, quando è tempo”.
♦ La terra produsse ottimi frutti ed era tempo di presentarli al padrone. L’uomo si consigliò con i familiari: “Non possiamo presentare questi bei frutti al padrone, perché potrebbe avere nostalgia della sua terra e riprendersela. Offriamogli frutti scarsi, magari raccolti altrove; così ci lascerà continuare a coltivare per migliorare la terra. E i frutti buoni commerciamoli di nascosto”.
Cosa farà il padrone quando scoprirà l’inganno?

Dal vangelo di questa domenica (27.ma TO, Mt 21,33-43)
+ Dal Vangelo secondo Matteo
♦ In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
♦ Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
♦ Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».

Breve preghiera
O Padre, che ti riveli in Cristo maestro e redentore, fa’ che aderendo a lui, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a te, siamo edificati anche noi in popolo santo, tempio della tua gloria.

Come ogni buon padrone sulla terra, anche Dio, “Padre nostro che è nei cieli”, aspetta frutti dai suoi figli. Dopo averli creati, dopo averli redenti per mezzo del suo Figlio, rivelando in questo un amore infinito, e dopo aver messo il mondo nelle loro mani, è ben giusto che attenda frutti, e frutti buoni. Non si può piacere a Dio senza riferimento esplicito o implicito a Cristo, aderendo a lui con l’obbedienza della fede e con le opere della carità. – Essere cristiani vuol dire essere innestati in Cristo e con Lui produrre frutti che il Padre gradisce.
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