Disse no ad Hitler

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

 

Disse “no” ad Hitler.

Oggi, 18 marzo 2017, al Duomo di Bolzano si celebra la Santa Messa di Beatificazione del martire Giuseppe Mayr-Nusser, fedele laico, morto nel 1945 sotto il nazismo. A presiedere la celebrazione, in rappresentanza di Papa Francesco, il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Mayr-Nusser, martire per aver detto “no” a Hitler.

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♦ Non giurò fedeltà ad Hitler, lasciandosi guidare soltanto da Cristo, “del quale fu testimone fino all’offerta della sua vita”. Questo fu Giuseppe Mayr-Nusser, nelle parole di Papa Francesco, sottolineate dal cardinale Angelo Amato.
♦ Nato nel 1910 a Bolzano, sin da giovane Josef sviluppò una grande attenzione verso i più poveri, vivendo personalmente e in forma comunitaria l’esperienza di fede.
♦ Nel 1934, a 24 anni, fu eletto presidente dell’Azione Cattolica di Trento e nel 1939 presidente della nuova Conferenza di San Vincenzo fondata a Bolzano. La sua giornata era Messa quotidiana, rosario quotidiano, servizio ai poveri e lavoro”.
♦ Nel 1942 sposò Hildegard, da cui ebbe un figlio, Albert. Arruolato a forza nelle SS, rifiutò per motivi religiosi di prestare giuramento al nazionalsocialismo.
Obbligato ad arruolarsi, perché lui era di lingua tedesca, nel 1944 fu inviato a Konitz, presso Danzica, in Polonia, nel campo di addestramento delle SS. Qui gli fu chiesto di prestare il giuramento al Führer ma egli rifiutò, per la sua fede. Lui disse un ‘no’ frontale a Hitler davanti a tutte le SS che si formavano.
Dove aveva preso questo coraggio? Nelle sue letture, soprattutto le Lettere dal carcere di Tommaso Moro, che – come Gran Cancelliere di Inghilterra – aveva detto ‘no’ al suo sovrano per non rinnegare la propria identità cattolica.
E quindi questo ‘no’, detto per salvare la propria coscienza, Josef lo ha portato nel suo cuore fino a quella esperienza tragica di dover dire ‘no’ a Hitler, firmando la sua condanna di morte”.
♦ Fu quindi arrestato, processato e condannato a morte: caricato su un treno verso il campo di concentramento di Dachau, morì durante il tragitto per le conseguenze dei maltrattamenti subiti.
♦ Testimonianze di quei giorni riferiscono che, nonostante le sofferenze, Josef non pronunciò mai parole di lamento, continuando fino all’ultimo a ringraziare chi in qualche modo cercava di alleviare il proprio dolore e dividendo il poco cibo a disposizione con gli altri prigionieri.
Molti anni dopo, un ex soldato tedesco che lo aveva scortato nel trasferimento disse di aver trascorso 14 giorni con un “santo”.
La memoria liturgica del Beato martire Giuseppe Mayr-Nusser sarà il 3 ottobre.
(fonte: Radio Vaticana, 2017-03-16).

Non giurò fedeltà ad Hitler, lasciandosi guidare soltanto da Cristo, “del quale fu testimone fino all’offerta della sua vita”. Questo fu Giuseppe Mayr-Nusser, nelle parole di Papa Francesco, sottolineate dal cardinale Angelo Amato.

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