Domani festa della famiglia

Tropea celebra gli anniversari di matrimonio

Nel salone del Museo Diocesano la benedizione a tutte le coppie presenti

P. Salvatore Brugnano, redentorista, ha dato la benedizione a tutte le coppie presenti
P. Salvatore Brugnano, redentorista, ha dato la benedizione a tutte le coppie presenti

Nel salone del Museo Diocesano a Tropea il sindaco della città, Adolfo Repice, a nome dell’Amministrazione Comunale, ha accolto e festeggiato con momenti di genuina gioia, le numerose coppie di coniugi che in quest’anno hanno celebrato 25 e 50 anni di matrimonio.
Questo squisito pensiero, che già si pratica in altre città, ha voluto attirare l’attenzione sono solo sulle persone interessate dagli anniversari, ma sulla istituzione del matrimonio (religioso o civile che sia) e della famiglia.
Alle parole augurali del sindaco il parroco della cattedrale, don Ignazio Toraldo, ha fatto seguire parole di incoraggiamento per aiutare i giovani ad affrontare con fiducia la via del matrimonio e della famiglia e continuare a costruire la società nel bene e nella pace. Quindi P. Salvatore Brugnano, redentorista, ha dato la benedizione a tutte le coppie presenti e il sindaco ha distribuito la pergamena ricordo dell’evento insieme ad un opuscolo preparato per l’occasione dal prof. Antonio Sposaro “Lo scoglio ed il santuario di S. Maria dell’Isola” in Tropea, dove si venera la Sacra Famiglia.
In margine all’evento, e poiché la domenica dopo Natale è dedicata alla Sacra Famiglia, ecco alcune riflessioni.
Noi crediamo che l’umanità intera è la famiglia di Dio e gli uomini vi entrano con la loro nascita. Ogni uomo che viene a questo mondo è un dono di Dio destinato all’eternità e nessuno si dà la vita da se stesso. L’uomo di oggi ha chiara questa percezione di ciò, anche se poi la esprime in modi diversi nella religione che pratica.
Nel racconto fatto dal libro della Genesi (capp.1-2) si legge che Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. E Dio, creata la donna, la conduce all’uomo che esplode in una esclamazione di gioia: “Questa è carne dalla mia carne”. L’uomo ha subito sentito che con lei può stabilire una relazione di amore e di comunione, che è immagine di quella divina: e questo è il disegno di Dio. Tra l’uomo e la donna ci sarà un impulso talmente forte che farà staccare l’uomo anche dalla casa paterna e la relazione di coppia sarà vissuta come “liturgia del dono” (l’uno si dona all’altra) e come gratitudine verso Dio.
Dall’appartenenza di sangue con il padre e la madre si passa a quella di alleanza tra marito e moglie nella reciproca libertà. Ma oggi i giovani oggi tardano a lasciare l’ambiente familiare da cui provengono per formare una propria famiglia. Quali i motivi? Solo di ordine economico? O risulta troppo alta l’idea cristiana del matrimonio?
Pertanto, si percepisce chiaramente che è urgente l’impegno ecclesiale e sociale a favore del matrimonio e della famiglia. Come credenti e non, tutti dovrebbero impegnarsi perché i politici attuino una politica familiare responsabile e coerente, guardando al vero bene della società.
E in questa circostanza come non pensare che tante sono le famiglie disunite o in crisi e c’è bisogno della solidarietà delle varie parti sociali perché gli sposi trovino nella fede il coraggio per superare le difficoltà e promuovere la saldezza del focolare domestico.
Il Bambino Gesù, che ha voluto nascere e vivere nel contesto di una famiglia umana, conceda a tutte le famiglie di vivere unite nell’amore e nella pace, nella disponibilità reciproca.
E per finire un ricordo di S. Ambrogio (Commento al vangelo di Luca) che invita al ringraziamento: “I genitori sono invitati a rendere grazie a Dio per la nascita e per i meriti dei loro figli. Non è un dono mediocre quello che Dio fa quando manda dei figli, perché questi continueranno la stirpe e saranno gli eredi dei padri… I padri debbono ringraziare Dio per aver generato figli;  i figli debbono ringraziare per essere stati generati, e le madri debbono ringraziare perché sono onorate con la ricompensa stessa del matrimonio, cioè i figli, che sono la più preziosa moneta”.

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