Don Armando Granelli, nel nostalgico ricordo dei suoi ragazzi

… un grazie dal profondo del cuore!

Questa preziosa eredità vive ancor oggi in tutti noi, oggi un po tutti “imbiancati”

Tropea 11 aprile 2015 - La Santa Messa nella Concattedrale di Tropea
Tropea 11 aprile 2015 – La Santa Messa nella Concattedrale di Tropea

Nella Torino sabauda del 1925, un triste evento di cronaca scosse quasi tutta la città.
Esattamente il 4 luglio di quell’anno moriva improvvisamente un giovane di appena 24 anni,
Pier Giorgio Frassati, appartenente ad una importante famiglia dell’epoca; il padre,
docente universitario, senatore del Regno nel Governo Giolitti, ambasciatore in Germania,
esercitava il ruolo di genitore e politico con grande e severa autorevolezza.
Il clamore destato dalla quella morte improvvisa non era dovuto tanto allo status della famiglia, quanto alla figura del giovane, che sin da piccolo manifestò rare virtù di
altruismo, generosità e quotidiano impegno, rivolto nel soccorso dei più poveri e bisognosi.
Basterà ricordare che ai suoi funerali vi fu una partecipazione così imponente della cittadinanza, al punto che molti paragonarono le esequie a quelle di Don Giovanni Bosco, successivamente proclamato Santo.
L’esempio lasciato dal giovane, fortemente improntato alla carità e ad una forma di solidarietà così rara e densa di cristiana spiritualità, indusse molti responsabili dell’Azione Cattolica a costituire nuovi circoli associativi per giovani, intestandoli alla memoria di Pier Giorgio Frassati, proclamato Beato, il 20 maggio 1990, da Giovanni Paolo II.
Nel corso degli anni ne sono nati oltre 150, in tutta Italia.
Seguendo questo mirabile esempio, anche nella Tropea degli anni trenta un giovane Sacerdote, Armando Granelli, attento e sensibile alle problematiche giovanili della nostra città, decise di fondare, con personali risorse, un circolo ricreativo per giovani adolescenti, che sotto la Sua guida, attenta, colta e severa sono giunti all’età adulta, portando con sé sani principi di fede, di reciproca, rispettosa convivenza, di un pizzico anche di cultura, che andava a colmare,parzialmente, quel vuoto totale presente in una città (come tante, soprattutto, nel meridione
d’Italia), priva di ogni struttura socio-culturale.

L'indimenticato  don Armando  Granelli
L’indimenticato
don Armando Granelli
Nel corso di oltre 50 anni, Don Granelli ha raccolto intorno al suo circolo decine di generazioni, intrattenute apparentemente da un magnetismo ludico, cui ogni giovane, naturalmente, non riusciva a sottrarsi, trascorrendo, in nutrita compagnia di coetanei, lunghe ore intorno ai tavoli di ping- pong, biliardo, carte napoletane, dama ed altri diversivi.
Il sabato pomeriggio, puntualmente, era dedicato alla formazione spirituale, cui seguiva una discussione sulle più varie tematiche culturali o di cronaca dell’epoca.
La condivisione di precetti religiosi, norme di comportamento, corretto linguaggio, formazione culturale, hanno costituito per tutti i soci del Circolo “Pier Giorgio Frassati” un patrimonio personale, di cui ognuno ne va fiero, avvertendo un intimo e grande sentimento di riconoscenza nei confronti di Don Granelli, che ha avuto il merito, non comune per un Sacerdote, di andare oltre la missione apostolica che il ruolo gli imponeva, trasferendo ai suoi ragazzi quei valori fondamentali di una società in rapida evoluzione, basati sul rispetto dell’altro, sull’impegno collettivo e condiviso, sull’apprendimento di alcuni elementi di cultura letteraria e filosofica, indispensabili per la formazione della personalità dell’individuo e della sua maturità.
Questa preziosa eredità vive ancor oggi in tutti noi, consapevoli di quante sane e durature amicizie siano nate il quel contesto associativo, creato da un Uomo che ha impegnato una vita intera per regalare momenti di vera felicità, nel corso di oltre mezzo secolo, a centinaia di giovani, che oggi, non più giovani, ricordano con immensa nostalgia, nel novero dei tempi andati.
Don Armando…, un grazie dal profondo del cuore!
Concattedrale di Tropea, 11 aprile 2015

Oggi, non più giovani, ricordano con immensa nostalgia, nel novero dei tempi andati
Oggi, non più giovani, ricordano con immensa nostalgia, nel novero dei tempi andati

Giuseppe Adilardi

Condividi l'articolo