E’ proprio vero: al peggio e al ridicolo non c’è mai fine!

Mazzittelli ci parla del torpore di Giovanni Macrì

“Occorre una coalizione costituita da tutte le forze integre della città che assieme concorrano a ridare a Tropea quella vitalità, oltre che trasparenza e legalità”

Giovanni Macrì, Tino Mazzitelli

Dopo un letargo durato molti mesi, (più lungo di quello degli orsi o delle tartarughe), Nino Macrì si è risvegliato all’improvviso. Il suo battito cardiaco e il respiro hanno ripreso il ritmo fisiologico e la temperatura corporea si è rialzata. Apparentemente la ripresa delle funzioni organiche è dovuta “all’amore viscerale” verso la “Perla del Tirreno” -(che coincide beffardamente con la caduta dell’amministrazione comunale targata Rodolico verso cui qualche inciucio lo ha pure fatto) -ma molto verosimilmente, invece, è dovuta all’ansia di assurgere a protagonista nelle prossime consultazioni amministrative e cercare fin da subito di sbarazzarsi dei possibili concorrenti, soprattutto se “stranieri”.
Una rozza riflessione quella di Nino Macrì sui “dequalificati” suoi eventuali antagonisti non indigeni nella quale è difficile separare l’infondatezza specifica e la volgarità dell’analisi, che non può non suscitare un coro unanime di proteste, di reazioni che vanno dall’incredulità per tanta improntitudine allo sconcerto, allo stupore, all’indignazione di quanti si sentono ingiustamente offesi.
Uno degli aspetti devastanti della sua sortita è sicuramente quello di costringere quanti ambiscono legittimamente a candidarsi a sindaco alle prossime consultazioni amministrative in un atteggiamento di difesa, di contrapposizione, se non altro in nome della ragione e della decenza.
Significativamente verrebbe facile ricordare che Nino Macrì e il partito in cui oggi milita non hanno un pedigree culturale e polico né raffinato né decente che possa privilegiarlo nella scalata al potere. In ogni caso sarebbe stupido imputare ai luoghi di nascita e dunque agli “stranieri” la non idoneità a rivestire una carica pubblica prestigiosa nel paese in cui hanno ricoperto per anni ruoli importanti, profondendo le loro migliori energie, il loro entusiasmo, la loro competenza, la loro onestà morale, il loro rigore di uomini dediti con passione anche agli ideali e ai valori della buona politica.
E sarebbe opporre dito medio a dito medio dire sciocchezze, affermare che solo gli aborigeni hanno nel loro ambiente diritti che altri non hanno. Solo nella giungla vige una tale norma che regola i rapporti sociali. E’ sicuramente la battaglia dell’ignoranza quella delle intelligenze attaccate come bandiere ai rispettivi diti medi. Bisogna essere onesti con se stessi per essere rigorosi con gli altri. Nessun pazzo può illudersi di pensare sul serio che solo con le esternazioni o i falsi dogmi tutti i problemi che angustiano Tropea si risolveranno come per incanto. Checché ne pensi Nino Macrì, c’è bisogno di identità locale, di maggiore forza di coesione, di alte capacità progettuali e di maggiore identità politica perché la baracca si rimetta in piedi.
E’ necessario per questo che il livello della sfida e delle dispute deve alzarsi, bisogna passare dalla fase dei proclami a quella delle possibili realizzazioni,della proposta. Una svolta quindi che dovrebbe portare alla costruzione di una nuova amministrazione che cresce qualitativamente, che opera un taglio netto con assistenzialismo clientelare -(e quindi con la mafia e il malaffare)-, con il passato insomma di cui Nino Macrì è stato di certo non un semplice spettatore, sia in maggioranza che all’opposizione. Non va dimenticato che un sindaco sarà bravo a prescindere dal luogo di nascita, ma se riuscirà a coniugare idealismo e realismo e non lo sarà, invece, se riuscirà solo a muoversi con più astuzia e tempismo di altri nei sottoscala di qualche “palazzo” imbarcandosi con i più scaltri, quelli che oggi militano nell’area di centro destra, domani a sinistra, occupando quelle poltrone, sgabelli, strapuntini da cui si possono dispensare piccoli o grandi favori, commettere piccoli o grandi torti.
Tropea non merita di essere affidata alla spregiudicatezza dei furbi, degli intriganti, degli ipocriti, ancorché nativi, di quelli cioè che non credono in niente o solo nel proprio” IO”, nel potere e in chi lo rappresenta. Di incantatori di serpenti,di venditori di fumo,di affrescatori di nuvole Tropea ne ha già avuti tanti, non ne servono più. Bisogna smetterla una volta per tutte di somministrare retorica e populismo di basso profilo al solo scopo di cercare una qualche effimera visibilità. Spesso per il solo gusto di voler essere una voce fuori dal coro si perde completamente il senso della misura,si prendono posizioni di comodo, si avallano iniziative illusorie e si dicono cose che non hanno senso, offendono l’intelligenza, si ripercuotono negativamente sui cittadini con l’ovvio risultato che alla fine risulteranno un boomerang.
Al di là della boutade, quindi, credo che anche a Tropea sia giunta l’ora che la politica debba tornare a far sentire la propria voce. La campagna elettorale presto entrerà nel vivo e nella fase finale, quella più rovente, le tante risorse umane e intellettuali dovranno testimoniare la loro presenza attiva. Lo scopo sarà quello di confrontarsi e di discutere su un grande patto di alleanza che possa favorire un reale rilancio della pubblica amministrazione locale. Parimenti ci si dovrà misurare sul campo politico per incontrare quelle forze politiche con cui si ritiene di poter costruttivamente dialogare al fine di poter ridare fiducia a quei cittadini che si sono visti traditi dalla falsa politica, di cui Nino Macrì faceva parte integrante,di chi ancora vaneggia di ripresentarsi puro e candido al cospetto dell’elettorato tropeano.
Occorre unire queste forze al di fuori di ogni personalismo e al di fuori di ogni ambita carica ed è necessario costituire una forte coalizione di salute pubblica basata su programmi e impegni concreti.
Una coalizione costituita da tutte le forze integre della città che assieme concorrano a ridare a Tropea quella vitalità, oltre che trasparenza e legalità, ormai perduta. Un gruppo dirigente, insomma, vivo e vitale, maturo e libero da schematismi mentali, scevro da paranoie autoreferenziali e da deliri di onnipotenza e allo stesso tempo capace di dare sostegno diretto a tutti i processi e le novità che vanno in direzione dei diritti, prescindendo da preclusive logiche di schieramento e di appartenenza politica.
Uno staff dirigenziale, infine, dinamico che possa costituire un percorso di autonoma elaborazione di idee,di obiettivi e di priorità strettamente correlati ai bisogni della città e ai problemi concreti della gente, non eterodiretto da congreghe pseudo-politiche e affaristiche oltre che del malaffare. Per tutto ciò non è necessario il diritto/dovere di cittadinanza,nè blasoni aristocratici, ma solo grande umiltà unitamente ad una elevata dose di onestà associata a competenza e spirito di servizio.

Ex Direttore Sanitario P.O. Tropea
DR. Tino Mazzitelli

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