Episodio delinquenziale indebitamente attribuito

C.S.del Dirigente Scolastico Prof.ssa Beatrice Lento

“Un articolo diffamatorio, sulla “Gazzetta del Sud”a firma (A.C.)”

Affaccio sul porto di Piazza Galluppi - foto Libertino
Affaccio sul porto di Piazza Galluppi – foto Libertino

In data 07 ottobre 2016 è apparso sulla Gazzetta del Sud, a pag. 36, nell’ambito di Vibo- Provincia, un articolo diffamatorio, a firma (a.c.), che attribuisce al Liceo Scientifico da me diretto la responsabilità evidenziata nelle affermazioni testuali del giornalista che appresso riporto: ”Sedia vola da finestra del Liceo, sfiorate due persone”, “Il fatto, probabilmente una bravata a opera di qualche studente”, “La sedia… è stata lanciata da ignoti dalla finestra di una delle classi…”,”… una bravata di studenti annoiati…”
Si evidenzia che tale diffamazione ai danni dell’Istituto Superiore di Tropea è stata amplificata attraverso la locandina della stessa testata giornalistica, affissa alle varie edicole per la vendita dei giornali, che riporta la frase ”Una sedia vola dal Liceo Scientifico e lambisce due passanti”
Profondamente rammaricata preciso che l’evento gravissimo non è da addebitare in alcun modo alla Scuola. Il medesimo non è accaduto mercoledì mattina, come erroneamente riportato dalla giornalista, bensì nel pomeriggio della stessa giornata, come risulta dalle dichiarazioni di un Docente che, trovandosi nel Liceo, assieme ad altri operatori scolastici, per la preparazione di un evento di imminente realizzazione, interpellata intorno alle 17,30 dalle Forze Dell’Ordine circa l’episodio in parola, da poco occorso, aveva chiarito che nel Liceo non c’erano studenti e che due sedie fuori uso erano state deposte, il precedente lunedì sera, nello spazio di raccolta degli ingombranti, una delle quali, il mercoledì mattina, risultava ancora in giacenza, per cui è stata riportata all’interno, in attesa del successivo giorno di ritiro. Da tenere presente, inoltre, che, non avendo visto la sedia lanciata, non abbiamo certezza che sia quella da noi posta tra i rifiuti.
Premesso che episodi del genere potrebbero accadere, considerato che, nella complessità dell’utenza studentesca, non sono da escludere casi di disagio e di sofferenza interiore, richiedo alla Gazzetta del Sud l’immediata rettifica della notizia, per amor del vero e a tutela dell’immagine del nostro Liceo che, comunque, in questo caso non ha responsabilità alcuna.
Colgo l’occasione per denunciare all’opinione pubblica un trend sicuramente poco costruttivo, di stampo masochista, che vede il nostro territorio teso ad autodenigrarsi a soli fini demolitori e non di autocritica costruttiva. Tale atteggiamento diffuso scatena nei Media il raptus che induce a puntare i riflettori con la massima tempestività anche su negatività presunte, senza accertarsi che siano reali.
La Scuola da me diretta è orgogliosa della sua storia, che è ampiamente condivisa dalla Comunità di appartenenza, e non ha necessità di auto elogiarsi, non vogliamo, però, caricarci di “ colpe” che non ci competono.
Mi rivolgo a tutti gli Studenti dell’Istituto da me diretto, senza distinzione di Indirizzo di Studio, per porre alla loro attenzione il grave evento di cui si discute ed invitarli a riflettere, assieme ai Docenti, sul valore della vita e della dignità della persona. Episodi come quello registrato dovrebbero coinvolgere l’intera Comunità ed indurla a fare rete in direzione dell’educazione dei giovani che oggi più che mai soffrono le conseguenze del disorientamento che anima il nostro tempo ed il nostro territorio.
La Scuola è una presenza importante e significativa, soprattutto in questo momento di incertezza, è un baluardo istituzionale, faro di legalità, di cittadinanza e di partecipazione. Impariamo a guardare a Lei con stima e rispetto e con spirito di collaborazione e di sostegno perché è uno dei punti cardine da cui ricominciare a costruire progetti di speranza.

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