Essere accusati ingiustamente

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Essere accusati ingiustamente.

Essere accusati ingiustamente è una delle sofferenze peggiori che una persona possa sperimentare. Certamente la reazione varierà a secondo della sensibilità che si ha. Ma l’esperienza ci mostra i danni che l’accusa ingiusta, o la calunnia, provoca nella società, sul posto di lavoro ed anche nelle comunità più intime, come la famiglia. Si può essere accusati ingiustamente per errore, ma in buona fede da chi lo fa, e, ahimé, si può essere accusati con malignità, perché qualcuno vuole farti del male. Sono due situazioni molto diverse. – Ma resta il fatto che chi è accusato ingiustamente si sente solo e abbandonato. Ognuno può e deve potersi difendere attraverso le vie legali. Nello stesso tempo, se è un vero credente, non deve lasciarsi cadere nel peccato dell’odio: anche Gesù, Figlio di Dio, è stato ingiustamente accusato, ed ha perdonato. Noi possiamo unire la nostra imprevista croce alle sofferenze di Gesù, fiduciosi nel fatto che il bene trionfa sempre, anche se non sempre avverrà in questa vita.

Ecco una piccola storia per metterci in guardia.
Il coniglio, il cane e i vicini
♦ C’erano una volta due vicini di casa molto amici. Entrambi condividevano il cortile. Uno teneva un coniglio sciolto nel cortile, che ai bambini piaceva molto.
♦ Un giorno, l’altro vicino ebbe in dono un cucciolo di pastore tedesco. I suoi figli si preoccupavano perché il cane poteva attaccare il coniglio. Ma il proprietario del cane calmò i bambini dicendo: “Non c’è pericolo. È un cucciolo, presto i due si abitueranno e faranno amicizia“. E infatti così avvenne: i due animali giocavano insieme nel cortile.
♦ Un venerdì pomeriggio, il proprietario del coniglio si recò con la sua famiglia al mare.
Il sabato mattina, il cane rientrò nella casa del suo padrone: era molto abbattuto, portava in bocca il coniglio morto, tutto sporco di terra.
Il suo padrone lo percosse duramente. Poi prese il coniglio morto, lo lavò e lo ripose in una scatola di cartone in un angolo del cortile.
Quando, domenica, la famiglia (quella del coniglio) fu di ritorno, gli altri vicini si affrettarono a raccontare la tragedia. Ma essi spiegarono: “Non è stato il cane ad ucciderlo. Il coniglio è morto venerdì, e prima di partire noi lo abbiamo seppellito nel cortile!
Ecco com’era andato. Il cagnolino era andato dall’amico coniglio, ma non lo trovò; allora col suo fiuto lo localizzò sottoterra. Scavò con le zampe e poi lo portò in bocca al suo padrone, per condividere con lui la sua tristezza. Ma in cambio, poverino, prese anche le botte!

Quante volte succede alle persone quello che ha sofferto il povero cagnolino; cioè, essere considerato colpevole di un errore mai commesso. Pertanto, è meglio lasciare il giudizio a Dio e trattare tutti con pietà e misericordia.
Maria Santissima è Madre e ogni madre capisce gli errori dei suoi figli.
Madre di misericordia, prega per noi.

Essere accusati ingiustamente è una delle sofferenze più grandi. Chi è accusato ingiustamente si sente solo e abbandonato; ognuno può e deve potersi difendere attraverso le vie legali. Ma non deve lasciarsi cadere nel peccato dell’odio, perché anche Gesù, Figlio di Dio, è stato ingiustamente accusato ed ha perdonato. Il credente può unire la sua imprevista croce alle sofferenze di Gesù.
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