EXPO’: i giganti di Mont’e Prama

La loro origine è un mistero insoluto, il loro sguardo magnetico

Giganti di circa 2.700 anni fa ospiti all’EXPO di Milano

Insediamento fenicio punico  dell'VIII sec. "Guerriero" - foto Delitala
Insediamento fenicio punico dell’VIII sec. “Guerriero” – foto Delitala

insediamento fenicio punico  dell'VIII sec. "Pugile"  foto Delitala
Insediamento fenicio punico dell’VIII sec. “Pugile” foto Delitala

Insediamento fenicio punico  dell'VIII sec. "Arciere" - foto Delitala
Insediamento fenicio punico dell’VIII sec. “Arciere” – foto Delitala
Mont’e Prama è situato nel Sinis: è una località a 50 metri di altezza, rivestita di palme nane (prama in lingua sarda), a poca distanza dal mare, nella parte centro occidentale della Sardegna non lontano dalla città di Tharros, insediamento fenicio punico dell’VIII sec. a.c. Era uno dei principali porti del mediterraneo, occupato poi dai romani, attualmente sito archeologico di grande interesse.
Qui è stato fatto, a detta degli esperti, il ritrovamento più importante del secolo.
Un contadino, mentre arava la terra, ha trovato una grande testa scolpita che l’ha indotto ad informare gli archeologi, dando così l’opportunità di valorizzare una scoperta veramente incredibile e ancora misteriosa. Sono stati infatti ritrovati frammenti di statue che, ricostruite, hanno dato vita ad incredibili giganti che pare siano stati distrutti intenzionalmente non si sa da quale civiltà successiva. Probabilmente avrebbero dovuto proteggere un luogo sacro, ricco di tombe (ne sono state già aperte 33) che stranamente sono prive di corredo funerario, ma ancora sulla loro origine e sul loro compito, il mistero è insoluto. La cosa che più colpisce è il loro sguardo magnetico: hanno occhi perfettamente circolari che catturano l’anima del visitatore, come a voler comunicare un mistero, il naso è bene evidente, la bocca è piccola, la capigliatura con trecce in stile celtico e gli abiti orientaleggianti creano grandi interrogativi sulla loro provenienza, i grandi piedi sono poggiati sulla pietra. Chi li ha creati? Certamente sono anteriori alla scultura greca, ma è improbabile che i greci siano stati da queste statue influenzati, nessuna ipotesi al momento può essere ragionevolmente accolta.
Sono stati al momento salvati circa 30 giganti scolpiti in pietra arenaria circa 2700 anni fa, alti circa m. 2,60, con tre diverse tipologie: arcieri che indossano una corta tunica, le gambe protette da gambali,capigliatura raccolta in lunghe trecce e,sulle spalle, la faretra; pugilatori che si ipotizza fossero adibiti a giochi sacri, hanno il torso nudo, un corto gonnellino, un grande scudo rettangolare nel braccio sinistro sollevato a coprire il capo; guerrieri il cui busto è protetto da una corazza decorata, che impugnano un grande scudo abbellito da solcature a raggiera.
E’ stato possibile assemblare fedelmente i numerosi frammenti in quanto riproducono i piccoli bronzetti nuragici nei minimi particolari, fatto che contribuisce ad aumentare ulteriormente il mistero del loro significato.

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