Fatebenefratelli, un premio per gli ebrei salvati

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

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Fatebenefratelli, un premio per gli ebrei salvati.

Storia di misericordia e di vita – Durante l’occupazione nazista, l’ospedale romano ospitò numerosi perseguitati, fingendo di ricoverarli per il fittizio “morbo di K”. E c’era di più: l’ospedale custodiva anche il “comando della Resistenza” e la “radio”; i tedeschi per due volte fecero irruzione ma senza risultato per loro.

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L’ospedale romano Fatebenefratelli all’Isola Tiberina ha ricevuto il Premio “Casa di Vita”, per la sua accoglienza degli ebrei, durante l’occupazione nazista.
Il riconoscimento è assegnato dalla Fondazione internazionale Raoul Wallenberg e patrocinato dalla comunità ebraica di Roma e dalla Fondazione Museo della Shoah.
Per salvare gli ebrei dai rastrellamenti, il personale del Fatebenefratelli inventò una malattia fittizia, definita il “morbo di K”, allusiva ai gerarchi nazisti Kappler e Kesserling, operativi a Roma.
“C’erano tanti, tanti ebrei nascosti qui – ha raccontato alla Radio Vaticana, il sopravvissuto Gabriele Sonnino, 4 anni all’epoca dell’occupazione -. Mio padre venne a sapere che qui aiutavano gli ebrei e noi ci rimanemmo circa un mesetto. Le SS non credevano che ci fosse tutta questa gente ricoverata”.
♦ In effetti c’era di più: l’ospedale custodiva anche il “comando della Resistenza” e la “radio”: i tedeschi per due volte fecero irruzione ma senza risultato per loro.
♦ Esprimendo gratitudine al Fatebenefratelli per l’opera svolta, Sonnino ha poi ricordato l’aiuto prestato dall’ospedale ai feriti nell’attentato alla Sinagoga.
Soddisfazione è stata espressa anche da Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica Romana: quello del Fatebenefratelli, ha detto, “è un esempio particolarmente sentito per noi, non solo per vicinanza del quartiere ebraico a quest’ospedale, ma proprio perché la sensibilità dei medici, che qui hanno operato, ha dimostrato che si potevano sicuramente salvare tante vite semplicemente mettendo questo bisogno di vita, di futuro e di libertà, al di sopra di ogni altro valore”.
(fonte: zenit.org, 21 giugno 2016).

 Durante l’occupazione nazista, l’ospedale romano ospitò numerosi perseguitati, fingendo di ricoverarli per il fittizio “morbo di K”. E c'era di più: l’ospedale custodiva anche il “comando della Resistenza” e la “radio”
Durante l’occupazione nazista, l’ospedale romano Fatebenefratelli ospitò numerosi perseguitati, fingendo di ricoverarli per il fittizio “morbo di K”. E c’era di più: l’ospedale custodiva anche il “comando della Resistenza” e la “radio”. Giorni fa ha ricevuto il Premio “Casa di Vita”.
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