Fede e fiabe

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Fede e fiabe.

Accostare la fede alle fiabe può essere rischioso, perché si rischia di banalizzarla; ma se si conserva il giusto linguaggio e si bada al nocciolo della storia, allora il contenuto può passare dalla fiaba alla fede mantenendo la sua validità.
La storia di oggi
(La principessa e il ranocchio) intende comunicarci che Gesù ha ridato dignità alla persona offesa, emarginata, rifiutata, mettendo in gioco la sua credibilità nell’assumere la condizione di “peccatore e maledetto da Dio” e salvarci.
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Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. – Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti». (Is 53,3-5).

La principessa e il ranocchio.
♦ Una bellissima principessa stava camminando in un bosco e un ranocchio la salutò. Ella prese un forte spavento: una rana non può parlare! Ma il ranocchio la calmò: “Non essere allarmata; io non sono una rana. Sono un principe: una strega mi trasformato in rana “.
La principessa disse: “Ti posso aiutare in qualcosa?”
♦ “Sì” – rispose il ranocchio – La strega mi disse che se trovavo una principessa disposta ad amarmi e rimanere con me tre giorni, io sarei ritornato ad essere principe”.
“Accetto con piacere” – disse la principessa. E lo portò con sé al palazzo.
♦ Appena arrivò, fu subito criticata e derisa da tutti: “Quando mai si è vista un ranocchio disgustoso proprio qui nel palazzo! ”
Tuttavia, la principessa con coraggio affrontò la critica e portava con sé il ranocchio ovunque andava, anche a tavola.
Il terzo giorno, di buon mattino essa si svegliò mentre un bel principe le baciava la mano. Egli la ringraziò con emozione e con lei tornò al suo palazzo.

♥  La società spesso umilia le persone, strappa il loro onore, trasformandole in rane. – Dio vuole contare su di noi per ripristinare la loro dignità, così esse possono riprendere felicemente il loro cammino, secondo il piano di Dio.

♥ ♥  Gesù, come ricordiamo nel triduo pasquale, ci ha amati infinitamente in quei tre giorni di passione e morte e così ha recuperato la nostra dignità. Ha fatto in modo che noi possiamo tornare ad essere ancora principi e principesse, figli del re che è Dio ed eredi del cielo.
Sua Madre Maria ha aiutato Lui in questo difficile compito e vuole aiutare anche noi, perché, dalla croce, anche noi l’abbiamo ricevuta per Madre. Madre di Dio e nostra, aiutaci.

La storia di “La principessa e il ranocchio” intende comunicarci che Gesù ha ridato dignità alla persona offesa, emarginata, rifiutata, mettendo in gioco la sua credibilità nell’assumere la condizione di “peccatore e maledetto da Dio”… Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. (Is 53,3-5)
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