Figlio di operai

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

181a-vocazione

Figlio di operai.

Ciascuno di noi può dire a fronte alta di aver raggiunto lo status sociale in cui vive grazie ai sacrifici dei genitori. Si può dire, in un certo senso, che noi siamo il frutto dei loro sacrifici. Naturalmente questo riguarda anche lo status ecclesiastico, in cui si aggiunge una gioia e una soddisfazione tutta particolare. “La più grande fortuna che il Signore possa regalare ad una famiglia cristiana è chiamare un suo figlio al sacerdozio!”, diceva (S. Giovanni Bosco). Sono tante le testimonianze della gioia suscitata dall’avere un figlio sacerdote. E quella gioia è stata acquistata con sacrificio e lavoro. La storia di oggi riguarda la vocazione del noto cardinale Joseph Cardjin.

♦ Io sono un figlio della classe operaia.
Se ho potuto diventare prete, lo devo a mio padre.
Mio padre era un povero operaio, non sapeva leggere non sapeva scrivere. A undici anni era dovuto andare a lavorare; aveva tribolato per allevare i suoi figli, dei quali andava fiero.
♦ Ricordo ancora quando a tredici anni, una sera, mentre i miei fratelli e le mie sorelle erano già a dormire, io scesi in cucina. Mi avvicinai a mio padre, che fumava la pipa e alla mamma che cuciva le nostre calze.
– Papà, -gli dissi,- potrei continuare a studiare?
Mi rispose:
– Figlio mio, alla tua età io ero già a lavorare. Io divento vecchio e le forze mi vengono meno.
Per farlo decidere, osai dirgli:
– Papà, credo che il buon Dio mi chiami: vorrei diventare prete!
♦ Mio padre, che pure era un uomo impassibile, impallidì e grosse lacrime gli rigarono le guance, scavate dalla fatica. Le mani di mia mamma si misero a tremare.
Mio padre poi riuscì a dire:
– Ebbene, moglie mia, noi abbiamo già lavorato tanto, ma per l’onore di avere un figlio prete lavoreremo ancor di più.
E papà a mamma hanno lavorato ancor di più!
♦ Alla fine del mio corso di liceo, otto giorni prima di ricevere il primo premio, un telegramma mi annunciò che mio padre era gravemente ammalato.
Accorsi al suo capezzale, lo trovai moribondo.
Mi guardò, mi sorrise, mi diede la sua ultima benedizione: povero papà, rovinato dal lavoro, ucciso dal lavoro per suo figlio, che stava per diventare prete!
E dopo avergli chiusi gli occhi, io feci il giuramento di sacrificarmi per la mia vocazione sacerdotale, soprattutto in favore della classe operaia.
(Testimonianza personale del Card. G. Cardjin).

Joseph-Léon Cardijn (1882– 1967) cardinale e arcivescovo belga. E’ stato un sacerdote belga, nominato cardinale della Chiesa cattolica da papa Paolo VI nel 1965.
Si determinò a trascorrere la sua vita portando il cristianesimo fra la classe operaia. In particolare ebbe modo di accostarsi alla realtà dei giovani operai che si allontanavano dalla Chiesa e decise che la sua opera di evangelizzazione si sarebbe orientata verso di loro. Nel 1925 fondò la Jeunesse Ouvrière Chrétienne (JOC), che in Italia diventò la Gioventù Operaia Cristiana.

Joseph-Léon Cardijn (1882– 1967) cardinale e arcivescovo belga. E' stato un sacerdote belga, nominato cardinale della Chiesa cattolica da papa Paolo VI nel 1965. Si determinò a trascorrere la sua vita portando il cristianesimo fra la classe operaia. In particolare ebbe modo di accostarsi alla realtà dei giovani operai che si allontanavano dalla Chiesa e decise che la sua opera di evangelizzazione si sarebbe orientata verso di loro. Nel 1925 fondò la Jeunesse Ouvrière Chrétienne (JOC), che in Italia diventò la Gioventù Operaia Cristiana.
Joseph-Léon Cardijn (1882– 1967) cardinale e arcivescovo belga. E’ stato un sacerdote belga, nominato cardinale della Chiesa cattolica da papa Paolo VI nel 1965. Si determinò a trascorrere la sua vita portando il cristianesimo fra la classe operaia.  Nel 1925 fondò la Jeunesse Ouvrière Chrétienne (JOC), che in Italia diventò la Gioventù Operaia Cristiana.
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