Film Festival 2009, i vincitori

Qualche problema in avvio e chiusura

Stravincono “Basette” e “Il Segreto di Rahil”

Il Porto di Tropea - foto Libertino
Il Porto di Tropea - foto Libertino

Il Tropea Film Festival, giunto quest’anno alla sua terza edizione, si è tenuto nella meravigliosa cornice del teatro all’aperto del porto di Tropea dal 17 al 23 agosto 2009, condotto dai bravi Jeff Bifano e Claudia G. Moretti. Piccola situazione d’imbarazzo s’è creata ad inizio serata, quando l’ex prefetto Mario Sodano è andato via restituendo indietro, attraverso un agente di polizia municipale, una targa che aveva ricevuta poco prima.
Incetta di premi ha fatto il cortometraggio “Basette”, conquistando il premio migliore regia cortometraggio, andato a Gabriele Mainetti, migliore attore protagonista cortometraggio, a Valerio Mastandrea, e migliore sceneggiatura cortometraggio, vinto da Nicola Guaglianone. Ben quattro premi sono andati anche al film “Il segreto di Rahil”, nell’ordine: premi migliore regia lungometraggio e migliore sceneggiatura, a Cinzia Bomoll, migliore attore protagonista, a Jamil Hammoudi, migliore attrice protagonista, a Lorenza Indovina e Ons Ben Raies. Il premio come migliore attrice protagonista cortometraggio è andato invece a Valery Usai, per il film “La ritirata”, mentre a Stefano Fresi, per il film “L’amore non esiste” è andato il premio migliore colonna sonora originale. A ritirare i premi, durante la serata conclusiva, c’è stata purtroppo soltanto la regista Bomoll. Gli altri, invece, tutti assenti, riceveranno i premi in seguito.
Ma questa edizione verrà purtroppo ricordata per qualche polemica sorta sul palco prima con il produttore Arnone, che ha puntato il dito sulla Calabria Film Commission, provocando la risposta indispettita del consigliere regionale Giamborino, poi con lo stesso Alessandro Haber, che ha ricevuto, assieme a Michele Kalamera, Agostina Belli e Tiberio Murgia, il premio alla carriera. Murgia ha dato forfait per questioni di salute. Haber ha bacchettato senza nemmeno troppo garbo l’organizzazione per i tempi troppo lunghi che hanno fatto annoiare lui e qualche spettatore.

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