Frutti di pace in Centrafrica

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

322a-Apiedi

Frutti di pace in Centrafrica.

Papa Francesco in Centrafica ha incontrato i musulmani, ha dialogato con loro, ha invitato il loro imam a salire sulla papamobile… “Il Papa ha segnato i musulmani”,  ha detto il vescovo Mons. Nzapalainga che nei giorni scorsi a Bangui ha lasciato da parte l’automobile e ha voluto percorrere a piedi il quartiere musulmano. Spuntano fiori e frutti di pace.

♦ L’arcivescovo di Bangui Mons. Dieudonné Nzapalaingaha nei giorni sorsi ha percorso a piedi il quartiere musulmano PK5, segnato da tensioni e violenze nei giorni scorsi, e ha detto: “Il Papa è venuto come pellegrino per invitarci alla pace. Ora noi dobbiamo farci pellegrini di pace nel nostro stesso Paese”.
L’arcivescovo di Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, con queste parole ha spiegato il suo gesto di percorrere a piedi il quartiere musulmano PK5, dopo le tensioni dei giorni scorsi per l’esclusione della candidatura dell’ex Presidente François Bozizé alle elezioni presidenziali.
“Ieri ho fatto fermare l’auto e ho proseguito a piedi nel quartiere PK5 insieme ai giovani, in una carovana della pace, salutando coloro che incontravamo nel nostro passaggio. Dobbiamo far cadere il muro della paura e della diffidenza, per andare incontro all’altro, salutandolo e parlando con lui… Ho camminato nel quartiere come pellegrino di pace, invitando gli uni e gli altri ad accogliersi e a perdonarsi e a ricostruire il Paese sulla base della riconciliazione, che possiamo tradurre nel termine della Misericordia che Papa Francesco è venuto a proporci”.
♦ A proposito della visita che il Santo Padre ha effettuato nel Paese, mons. Nzapalainga afferma che “sono per primi i musulmani a dire ‘il Papa è venuto, vogliamo la pace, non vogliamo più la guerra’. Il Papa ha segnato profondamente la comunità musulmana. È significativo che i giovani musulmani del quartiere PK5 abbiano deposto le armi per parlare con i loro fratelli cristiani”.
“Lo spirito che ci ha donato il Papa continua dunque a soffiare sul Paese”, conclude mons. Nzapalainga.

(fonte: zenit.org, 10 dic.2015).

Nzapalainga afferma che “sono per primi i musulmani a dire ‘il Papa è venuto, vogliamo la pace, non vogliamo più la guerra’. Il Papa ha segnato profondamente la comunità musulmana. È significativo che i giovani musulmani del quartiere PK5 abbiano deposto le armi per parlare con i loro fratelli cristiani”.
Mons. Nzapalainga ha affermato che “sono per primi i musulmani a dire ‘il Papa è venuto, vogliamo la pace, non vogliamo più la guerra’. Il Papa ha segnato profondamente la comunità musulmana. È significativo che i giovani musulmani del quartiere PK5 abbiano deposto le armi per parlare con i loro fratelli cristiani”.
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