Funerale in caffettiera

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio
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Funerale in caffettiera.

Diciamo la verità: fa sorridere (bonariamente) la foto delle ceneri di Renato Bialetti raccolte in una caffettiera, la moka inventata da suo padre, e diffusa nel mondo con una pubblicità semplice e sapiente. Ora che la cremazione è stata accolta dalla Chiesa e le ceneri benedette nei funerali, forse c’è da attendersi iniziative che sorprenderanno. I fedeli commentano: “E se ognuno vorrà lasciare le proprie ceneri in un contenitore che illustri la sua vita, vedremo nelle chiese sfilate di oggetti ripiene delle ceneri dell’estinto ma di forme e fogge che potranno far sorprendere. Forse nascerà un nuovo dibattito. Per il momento, non ci sono indicazioni “liturgiche” sulla forma che deve avere il contenitore che accoglie le ceneri dopo la cremazione.

♦ L’ultimo viaggio nella Moka che aveva inventato e amava. Perché Renato Bialetti e la sua macchina del caffè erano un binomio indivisibile. Per questo le ceneri dell’imprenditore sono state deposte in una moka, una di quelle con il classico “omino con i baffi” che dal Dopoguerra hanno fatto il giro del mondo, davanti all’altare durante i funerali che si sono svolti a Casale Corte Cerro, vicino a Omegna.
♦ Un addio diverso dagli altri, estroso. Proprio come l’anziano imprenditore cusiano, morto giovedì ad Ascona a 93 anni, e tornato per l’ultimo saluto nel suo paese di origine, una frazione di Montebuglio del comune di Casale Corte Cerro, a pochi chilometri dalla città di Omegna dove la caffettiera è stata creata dal padre Alfonso e per decenni è stata prodotta.
♦ Simbolo del Made in Italy, la moka ha raggiunto ogni angolo del pianeta portando dovunque il gusto del caffè made in Italy. E tutti la associano ancora oggi con il celebre omino coi baffi disegnato da Paul Campani proprio ricavata da una caricatura dell’imprenditore, diventata una geniale idea di marketing degli Anni 50, grazie anche a Carosello.
(fonte: La Stampa.it 16 febbraio 2016)

Dal Nuovo Rito delle esequie
♦ La Chiesa cattolica ha sempre preferito la sepoltura del corpo dei defunti come forma più idonea a esprimere la pietà dei fedeli verso coloro che sono passati da questo mondo al Padre, e a favorire il ricordo e la preghiera di suffragio da parte di familiari e amici.
♦ Attraverso la pratica della sepoltura nei cimiteri, la comunità cristiana – facendo memoria della morte, sepoltura e risurrezione del Signore – onora il corpo del cristiano, diventato nel Battesimo tempio dello Spirito Santo e destinato alla risurrezione.
♦ Simboli, riti e luoghi della sepoltura esprimono dunque la cura e il rispetto dei cristiani per i defunti e soprattutto la fede nella risurrezione dei corpi……
♦ Tuttavia, in assenza di motivazioni contrarie alla fede, la Chiesa non si oppone alla cremazione e accompagna tale scelta con apposite indicazioni liturgiche e pastorali.

Le preghiere
Dopo aver rivolto un saluto ai familiari del defunto, prima di iniziare la processione verso l’altare, davanti all’urna cineraria il sacerdote può recitare questa preghiera:
O Padre, Signore della vita e della speranza, ascolta la preghiera dei tuoi figli che, nel dolore, accompagnano alla sepoltura i resti mortali del nostro fratello (della nostra sorella) N.: la sua anima sperimenti il tuo abbraccio misericordioso, i suoi cari trovino conforto nel tuo amore ricco di consolazione. Per Cristo nostro Signore. – R. Amen.

In ultimo

Preghiamo.
O Dio, mentre deponiamo le ceneri del nostro fratello (della nostra sorella) N., aumenta la fede e la speranza di ritrovarlo(a) un giorno non più in questo luogo di morti, ma vivente in eterno con Gesù Cristo tuo Figlio, che con te vive e regna per tutti i secoli dei secoli. – R. Amen.

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La foto delle ceneri di Renato Bialetti raccolte in una caffettiera, la moka inventata da suo padre, e diffusa nel mondo con una pubblicità semplice e sapiente. – Per il momento, non ci sono indicazioni “liturgiche” sulla forma che deve avere il contenitore che accoglie le ceneri dopo la cremazione.
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