Gangemi vince il premio letterario

Primo posto raggiunto con “La Signora di Ellis Island “

A decretare la vittoria il voto della giuria popolare

Mimmo Gangemi il vincitore della VI edizione del "Premio Tropea" - foto Libertino
Mimmo Gangemi il vincitore della VI edizione del “Premio Tropea” – foto Libertino

La vittoria di Mimmo Gangemi, “lo scrittore militante che sceglie di restare”, autore de ”La Signora di Ellis Island” (Einaudi) su Benedetta Cibrario autrice de “Lo Scurnuso” (Feltrinelli) e su Alessio Torino con “Tetano” (Minimum Fax) chiude la sesta edizione del Premio Letterario Nazionale Tropea, primo concorso ad aver adottato i libri in formato ebook. Il Premio, quest’anno, si è svolta all’interno dell’edizione inaugurale del “TropeaFestival Leggere&Scrivere”, evento letterario organizzato dal Sistema Bibliotecario Vibonese presieduto da Gilberto Floriani.
Mimmo Gangemi si è aggiudicato il Premio superando gli altri due finalisti con uno distacco netto: 129 voti totali pari al 69 % dei voti espressi. Questi i voti ottenuti dagli altri due autori: Benedetta Cibrario che con 40 preferenze (22%) si aggiudica il secondo posto e Alessio Torino con 17 voti (9%) a seguire.
A decretare il verdetto sono stati i 409 sindaci di tutta la Calabria col voto combinato di una giuria popolare composta da 41 persone tra accademici (Accademia degli affaticati), studenti e cittadini calabresi.

Al Primo posto Mimmo Gangemi al secondo posto Benedetta Cibrario al terzo posto Alessio Torino - foto Libertino-IIITorino
Al Primo posto Mimmo Gangemi al secondo posto Benedetta Cibrario al terzo posto Alessio Torino – foto Libertino

La vittoria di Mimmo Gangemi – che nell’albo d’oro del prestigioso premio segue quella di Donatella di Pietrantonio (Mia madre è un fiume), Mattia Signorini (La Sinfonia del tempo breve), Carmine Abate (Gli anni veloci), Gianrico Carofiglio (Ragionevoli dubbi), Roberto Saviano (Gomorra) – sottolinea, come già avvenuto con Carmine Abate, il gradimento della narrazione legata all’appartenenza e all’identità che Gangemi esprime anche con la scelta militante di narrare e scrivere non abbandonando la terra d’origine.

“E’ bello sentirsi parte di un’intera nazione, di un continente, viaggiare, confrontarsi, fare molte esperienze, con la salda convinzione che per progettare e testimoniare c’è bisogno di qualcuno che resti”.

La storia di Giuseppe è la storia di ogni uomo che ha il coraggio di cambiare il proprio destino. Con la sua scrittura vigorosa e originale, Gangemi attraversa un secolo di storia e ci racconta l’Italia del fascismo e delle colonie, delle guerre mondiali, della ‘ndrangheta delle origini, del passaggio epocale verso il progresso.

Quando la bocca nera del piroscafo verso la Merica lo ingoia, Giuseppe non immagina che questa partenza cambierà non solo la sua vita, ma anche la vita di quelli che verranno.

Grazie alla signora di Ellis Island, la sconosciuta dal viso familiare che lo ha soccorso quando tutto sembrava perduto, cambiano inaspettatamente le sorti di tutta la famiglia. E la signora non smette di apparirgli in sogno con la veste azzurra e il suo bambino in braccio.

Dopo cinque anni nell’aria viziata delle miniere e delle fonderie, Giuseppe torna in Calabria. La convinzione di aver ricevuto un miracolo lo scorta per l’intera vita e lo guida in ogni decisione.

I tre testi finalisti del “Premio Tropea” sono stati, infatti, scelti all’interno di una rosa di 23 libri selezionati dalla giuria. Il coinvolgimento dei sindaci calabresi è uno tra gli elementi più innovativi e “democratici” del Premio insieme alla scelta del formato e-book.

Oltre ai finalisti, nella serata conclusiva condotta da Pasqualino Pandullo (Presidente dell’“Accademia degli Affaticati”, promotrice del Premio) e Livia Blasi (giornalista della sede Rai di Cosenza), Giovanni Valentini, giornalista de “La Repubblica” e scrittore e Pietro Pollichieni (ideatore di 20lin.es, piattaforma che ha realizzato il “Laboratorio di scrittura collettiva” in quattro istituti tropeani, primo esperimento in Italia di questo tipo nelle scuole).

La giuria tecnico-scientifica

La giuria del Premio è costituita, da autorevoli nomi del panorama editoriale italiano che hanno selezionato i tre testi finalisti.

Oltre a Isabella Bossi Fedrigotti, firma autorevole del Corriere della Sera e Presidente della Giuria, scrittrice (Premio Campiello 1991), e già Presidente, dal 2005, del “Bagutta” il più antico premio letterario italiano, si sottolinea la presenza di Giuliano Vigini, uno tra i maggiori esperti di editoria in Italia.

Gli altri giurati sono: Corrado Calabrò, Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni; Pierfranco Bruni, scrittore e Vicepresidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani; Francesco Saverio Costanzo, Magnifico Rettore dell’Università Magna Grecia di Catanzaro; i tre Rettori delle Università calabresi, Massimo Giovannini, Magnifico Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria; Giovanni Latorre, Magnifico Rettore dell’Università della Calabria di Arcavacata di Rende; Gilberto Floriani, Direttore del Sistema Bibliotecario Vibonese; Michele Daniele, giornalista e Vicepresidente dell’Accademia degli Affaticati; Giuseppe Meligrana, editore e Segretario dell’Accademia degli Affaticati; Pasqualino Pandullo, giornalista Rai e Presidente dell’Accademia degli Affaticati.

La giuria popolare e i 409 sindaci

La terna di opere selezionate è poi diffusa sull’intero territorio calabrese grazie al coinvolgimento dei 409 sindaci dei comuni calabresi invitati alla lettura delle opere in formato ebook e alla giuria popolare composta da giovani studenti tropeani e membri dell’“Accademia degli Affaticati”. I loro voti congiunti hanno decretato il libro vincitore dell’edizione 2012.

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