Giornata nazionale per la vita 2018

Rubrica quotidiana a cura di P. Salvatore Brugnano

Storie belle… per vivere meglio

Giornata nazionale per la vita 2018.

Oggi è la 40.ma Giornata nazionale per la vita. Il messaggio dei vescovi italiani invita a riflettere: “il Vangelo della vita, gioia per il mondo”. Impegnarsi per la vita significa anche impegnarsi per i più deboli di fronte alla vita: gli ammalati, i bambini indifesi, in particolare quelli ancora nel grembo materno minacciati dall’aborto. Santa Madre Teresa di Calcutta definiva il bambino non ancora nato «il più povero tra i poveri».
– La Liturgia della Parola di questa domenica riflette sulla sofferenza: Giobbe, nel suo dolore, si rivolge a Dio; Gesù opera come medico delle anime e dei corpi; l’apostolo Paolo dichiara la sua condivisione con le fragilità dei fratelli più deboli.

Dal vangelo di questa domenica (Mc 1,29-39)
In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Gesù guarì molti che erano afflitti da varie malattie
Oggi il Vangelo ci presenta un episodio che rivela la grande umanità di Gesù: la suocera di Pietro giace a letto ammalata e il Signore, con un gesto tanto semplice quanto affettuoso, la prende per mano, la solleva e la risana dalla febbre. Quello che potrebbe apparire solo un prodigio, frutto della potenza di Cristo, o un gesto di amicizia, in realtà è l’occasione per l’evangelista Marco di riproporre la finalità dei miracoli: suscitare la fede e la sequela. Infatti la suocera di Pietro, risanata, si pone al servizio di Gesù! Gesù guarì molti altri che erano afflitti da varie malattie.

40.ma Giornata nazionale per la vita, 4 febbraio 2018.
Messaggio dei vescovi italiani, “il Vangelo della vita, gioia per il mondo”
♦ “’L’amore dà sempre vita’: quest’affermazione di papa Francesco, che apre il capitolo quinto dell’Amoris laetitia, ci introduce nella celebrazione della Giornata della Vita 2018, incentrata sul tema ‘Il Vangelo della vita, gioia per il mondo’”.
♦ Al centro della riflessione dei vescovi italiani è “la Parola di Dio, consegnata a noi nelle Sacre Scritture, unica via per trovare il senso della vita, frutto dell’Amore e generatrice di gioia”, una gioia “che il Vangelo della vita può testimoniare al mondo, dono di Dio e compito affidato all’uomo.
♦ “La novità della vita e la gioia che essa genera sono possibili solo grazie all’agire divino. È suo dono e, come tale, oggetto di richiesta nella preghiera dei discepoli”.
♦ La grazia della gioia è “il frutto di una vita vissuta nella consapevolezza di essere figli che si consegnano con fiducia e si lasciano ‘formare’ dall’amore di Dio Padre, che insegna a far festa e rallegrarsi per il ritorno di chi era perduto”.

Casa Betlemme per accogliere la vita. Testimonianza.
♦ Santa Madre Teresa di Calcutta definiva il bambino non ancora nato «il più povero tra i poveri». L’embrione, essere umano indifeso e senza voce, è bambino addirittura invisibile se non al microscopio. Ma dal concepimento fino alla fine, siamo davanti a una persona con la sua inviolabile dignità e la sua anima immortale, indipendentemente dal grado di sviluppo e dalle sue capacità.
♦ I numeri dell’aborto hanno spostato il Golgota a Betlemme: oggi sono crocifissi i piccoli nella loro innocenza.
Casa Betlemme è un «ospedale da campo» che ho aperto ai tempi del Concilio Vaticano II, per accogliere le maternità più difficili. Testimoniando una Chiesa in uscita, allargai l’esperienza in un personale servizio alla “maternità senza frontiere”, nelle periferie esistenziali e in mezzo alle guerre.
♦  Nessuna donna è tornata pentita di aver accolto la vita: né l’undicenne incinta né la prostituta né la vittima di violenza. Mi sono fatta carico anche delle maternità negate: le donne che mi portano il tormento di un aborto le aiuto con il balsamo della misericordia e lo sguardo della trascendenza, perché Gesù è l’unico “farmaco” capace di guarire il cuore da quella ferita viscerale.
♦  La scienza ha capito che la prevenzione non sta in una maggior diffusione della contraccezione, ma in una diversa visione della sessualità e fecondità, da vivere nell’esercizio della virtù con i metodi naturali: «istruire gli ignoranti» oggi è urgente opera di misericordia spirituale.
♦ Riconciliando la creatura con il Creatore e insegnando che l’uomo non è dominato dalla concupiscenza ma redento da Cristo.
Flora Gualdani, ostetrica, Fondatrice dell’Opera Casa Betlemme
(in la domenica,it, foglietto della messa)

 

“Il Vangelo della vita, gioia per il mondo” è il tema della 40.ma Giornata nazionale per la vita che si celebra oggi. Gioia e vita, doni di Dio e compiti affidato all’uomo, perché l’umanità continui a vivere nel disegno del suo Creatore.

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