Goletta Verde per i nostri mari

Mare e ambiente

Naviga sulla rotta dei sei parchi marini regionali

Dalla Riviera dei cedri, agli Scogli di Isca; dalla Costa dei gelsomini, alla Costa viola e ai Fondali di Capocozzo-Sant’Irene-Vibo Marina-Capo Vaticano-Tropea; dalla Baia di Soverato a Sant’Andrea dello Jonio. Località che rappresentano la road map del viaggio di Goletta Verde di Legambiente sulla rotta dei parchi marini regionali.
Navigazione per i mari calabresi conclusa ieri mattina a Tropea dove l’assessore regionale all’Ambiente Silvio Greco ed esponenti di Legambiente – nell’undicesima giornata europea dei parchi – hanno fatto il punto sull’attività svolta nell’ultimo mese. A bordo dello storico veliero “Catholica” Antonio Nicoletti (Legambiente nazionale) e Franco Saragò (Legambiente regionale) hanno sottolineato il duplice obiettivo centrato nell’arco di un mese: è stata monitorata l’evoluzione dello stato costiero calabrese ed è stato ribadito, attraverso il coinvolgimento della gente, il ruolo fondamentale che i parchi (siano essi terrestri o marini) svolgono, non solo nella tutela della natura e della biodiversità, ma anche per uno sviluppo economico sostenibile e rispettoso del territorio.
Tranne l’area protetta di Sant’Andrea dello Jonio, proposta da Legambiente, tutti gli altri parchi marini calabresi sono stati istituiti, con legge regionale, nell’aprile dello scorso anno. Gli stessi, però, non sono mai partiti a causa di una serie di fattori, non ultimo quello legato alla loro gestione. Un punto evidenziato dagli esponenti di Legambiente, ma soprattutto dall’assessore regionale Greco il quale, senza peli sulla lingua, ha ribadito l’inutilità di mettere in moto meccanismi fini a sè stessi, o addirittura creare ingombranti carrozzoni utili solo ai giochi politici. «Non sono per niente intenzionato a fare le cose tanto per fare – ha detto Greco – e la storia dei parchi in questa regione, tranne qualche eccezione, parla di inefficienze e incapacità. I parchi marini decolleranno solo e soltanto quando ci saranno persone in grado di farli realmente funzionare. Altrimenti è tempo perso e il segnale che si dà è di sfiducia verso le istituzioni». Concetto ripreso e rimarcato anche da Saragò e da Nicoletti. Quest’ultimo in particolare ha puntato il dito controil Parco regionale delle Serre «in mano a politicanti che non fanno certo un favore alla natura. Se questa è la logica dei parchi, allora meglio non averne!».
Ma la problematica dei parchi marini e terrestri presenta tante altre sfaccettature, tutte legate alla gestione del territorio e quello calabrese, sul fronte della tutela ambientale, non può certo dare lezioni. «Sul territorio regionale abbiamo 660 discariche – ha spiegato l’assessore regionale all’Ambiente – e i fatti di Motta San Giovanni e Crotone, tanto per fare esempi più recenti, la dicono lunga sull’inquietante scenario che ci troviamo di fronte. Rappresentano segnali – ha proseguito – di un territorio che dal 1989 al 1995 ha ricevuto di tutto e di più. In questi giorni sto facendo il giro delle Prefetture per l’individuazione di tutti i siti e sto cercando dio reperire i fondi per una zonizzazione corretta. È questa la realtà e da qui bisogna partire per cambiare le cose, affinché il mantenimento, la conservazione e l’efficacia degli ecosistemi naturali della nostra regione, che sono la missione di questo assessorato all’ambiente, diventino realmente efficaci con il coinvolgimento e la partecipazione di tutti i calabresi».
Altro problema emerso nel corso dell’incontro quello relativo alla depurazione e all’erosione costiera, sollevato da Girolamo Pungitore (Consorzio della costa tirrenica). E sull’erosione il Consorzio – come ha anche evidenziato il sindaco di Ricadi Domenico Laria – ha predisposto uno studio. Ma anche per il fenomeno dell’erosione l’assessore Greco ha chiarito: «Il problema dell’erosione è un pò come l’uovo di Colombo. Se ne parla ma non si risolverà fino a quando la logica degli interventi rimarrà quella delle opere puntiformi. Il fenomeno dell’erosione va studiato e affrontato in una logica di unità fisiografica, del mare Tirreno e del mare Adriatico. Gli interventi vanno pensati e progettati in quest’ottica».
All’incontro erano, inoltre, presenti Maria Rosaria Paluccio e Franco Falcone (segreteria regionale di Legambiente) e rappresentati delle associazioni Kronos, Cisom e Leganavale.

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